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	<title>Malitalia &#187; Banche</title>
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	<description>Mafia, ndrangheta e camorra: in Italia è in corso un conflitto, silenzioso e inarrestabile. Malitalia racconta storie di vittime e carnefici per riflettere e riflettersi nello stato in cui siamo. Un percorso scritto da Laura Aprati e Enrico Fierro, scandito dalle parole di Dacia Maraini, Franco Di Mare, Don Luigi Ciotti e Pietro Grasso.</description>
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		<title>Vite sospese</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 06:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Aprati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dall'Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[
Secondo uno studio dell’Eures solo nel 2009 ci sono stati 357 suicidi per disoccupazione. Un bollettino di guerra che rischia di aggravarsi.
357 suicidi per disoccupazione. Uno al giorno, praticamente. Questi sono i dati emersi da una ricerca Eures (il centro studi economici e sociali) sull’Italia in crisi. E risalgono al  2009 ma anche nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.malitalia.it/2012/01/vite-sospese/crisi-4/" rel="attachment wp-att-9001"><img src="http://www.malitalia.it/wp-content/uploads/2012/01/crisi1-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" class="alignleft size-medium wp-image-9001" /></a></p>
<p><strong>Secondo uno studio dell’Eures solo nel 2009 ci sono stati 357 suicidi per disoccupazione. Un bollettino di guerra che rischia di aggravarsi.</strong><br />
357 suicidi per disoccupazione. Uno al giorno, praticamente. Questi sono i dati emersi da una ricerca Eures (il centro studi economici e sociali) sull’Italia in crisi. E risalgono al  2009 ma anche nel 2010 e 2011 non è andata molto meglio delineando una fotografia dell’Italia che evidenzia come al sud i suicidi siano in maggior numero di lavoratori rimasti disoccupati  mentre al Nord si trovano più gli imprenditori che si uccidono.<br />
Cosa succede nel nostro Paese? Si vedono gli effetti dell’onda d’urto della crisi. E’ un po’ come vedere un territorio dopo il passaggio di uno tsunami. Vedi le case distrutte, i corpi a terra e si fa il conto delle vittime.<br />
Questa è l’Italia di oggi. <strong>La crisi iniziata nel 2008 incomincia (perché ci dobbiamo aspettare altro)  a far vedere i propri colpi  adesso.</strong> Le aziende fino a poco tempo fa avevano ancora qualche margine di manovra, oggi hanno dato fondo ad ogni loro  riserva. E’ di dicembre 2011 l’intervista di un imprenditore della zona di Mestre che dichiarava di non aver potuto pagare le tredicesime ai suoi operai e di vedersi costretto a breve alla chiusura. Lo scorso anno era ricorso ad un fido in banca per poter pagare i lavoratori e permettergli un Natale decente. Questo anno niente fido nonostante debba ricevere dallo Stato ( o meglio da Enti Locali del Veneto) il pagamento di una fornitura risalente a alla prima parte del 2011. Perché gli Enti e lo Stato oramai pagano con oltre 6 mesi di ritardo e questo perché prima pagano e prima le loro casse si vuotano. Insomma un cane che si morde la coda e chi non ce la fa a sostenere questo corto circuito soccombe.<br />
Una lunga scia di morte e desolazione. Torniamo indietro all’ottobre 2010 un trentottenne laureato con merito all’Università Cattolica di Milano e disoccupato, si è lanciato da un treno in corsa verso Ostuni, sua città d’origine . Aveva tentato diversi concorsi per un lavoro stabile, aveva svolto lavori occasionali, aveva lavorato nelle campagne pugliesi sino ad approdare ad un call center a Milano. E poi aveva perso anche questo lavoro e l’unica soluzione che ha intravisto è stata la morte.<br />
Nell’aprile 2011 un quarantenne che da tempo non riusciva a trovare lavoro, sposato e padre di due figli, si è ucciso lanciandosi dal punto più alto del cavalcavia che collega Agrigento con Porto Empedocle.<br />
 A Catania a maggio,  un trentottenne si è tolto la vita  gettandosi in mare con la sua auto. E non ci vergogna nemmeno più di morire o di non farcela, tanto che il ragazzo lo aveva annunciato su Facebook.<br />
E poi ancora a giugno un giovane giornalista pubblicista del brindisino si è impiccato nella casa dove abitava con madre e fratello.<br />
<strong>Mentre al Nord abbiamo 30 casi di suicidio, solo in Veneto, dal 2008. Come il caso dell’imprenditore padovano che si è ucciso perché non riusciva a riscuotere i suoi crediti privati e quelli pubblici (che ammontavano a circa 300 mila euro).</strong></p>
<p>Il bollettino di questa guerra racconta che negli ultimi giorni ben cinque gli imprenditori si sono tolti la vita.. A Trani un piccolo commercianti di  49 anni si è impiccato nel box che utilizzava come deposito del suo piccolo negozio di climatizzatori. È successo a Trani. Antonio era vittima dell’usura a cui era ricorso per tenere in vita la sua piccola attività.<br />
A Robecco sul Naviglio un piccolo imprenditore di 64 anni si è sparato un colpo alla tempia, nel suo furgoncino  all&#8217;ingresso della ditta individuale.<br />
A Catania il titolare, quarantasettenne,di una concessionaria di moto Honda, si è tolto la vita ingoiando un&#8217;intera scatola di antidepressivi.<br />
Ad Ascoli Piceno un agricoltore si è ucciso impiccandosi nel magazzino dove teneva gli attrezzi per i campi. “Temeva di non farcela, di non superare le difficoltà del 2012”, hanno raccontato i parenti.<br />
E ancora un pensionato di Bari di 74 anni, gestore di alcuni negozi in città, si è ucciso gettandosi dal quarto piano del suo palazzo, in un&#8217;elegante zona del capoluogo pugliese.<br />
Le difficoltà, la paura di non farcela, la sensazione di non avere un futuro, la perdita totale della propria stima. Queste sono le sensazioni più forti che prova chi  vive la realtà della crisi di oggi dove un sistema bancario tarato più sulla grande azienda che sulla piccola e una rete criminale ricca e potente stringono il cappio intorno a chi lotta ogni giorno per sopravvivere.<br />
<strong>Un punto importante è anche legato all’inadeguatezza di reggere il peso di un tracollo così improvviso e devastante. </strong>Eravamo abituati ad una società opulenta dove tutto era possibile e non si doveva rinunciare a nulla e siamo stati catapultati in un mondo dove non si getta più nulla. Dove si fa la spesa con il contagocce. Dove il pane, che una volta si gettava anche fresco, viene consumato fino all’ultima  mollica.<br />
Avevamo dimenticato la miseria che invece è tornata tra noi, forse con un abito diverso ma è sempre lei.<br />
E se al Nord non reggono quelli che fino a ieri erano piccoli proprietari con le spalle coperte al sud muore chi non riesce a portare finanche un pezzo di pane a tavola.<br />
<strong>Due mondi sopraffatti dalla stessa crisi e non vale consolarsi con gli studi che dicono che al sud si supererà meglio questo momento perché si è più abituati ad avere poco e a stringere la cinghia!</strong></p>
<p>(pubblicato su www.lindro.it)</p>
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		<title>Usura,usurai e usurati</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 17:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Malitalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dall'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
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		<category><![CDATA[usurati]]></category>

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		<description><![CDATA[
I nostri due “socratici”, come li ha ribattezzati un lettore, Laura e Carlo oggi si occupano di usura e banche. Quando si può parlare di usura? E chi la applica ? Chi la subisce?. Una sentenza della Cassazione, del 23 novembre 2011, ha “sancito” l’usura delle banche. 
Carlo : ciao Laura, l&#8217;altro giorno mi è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.malitalia.it/2011/11/usurausurai-e-usurati/usuraiusurati/" rel="attachment wp-att-8529"><img src="http://www.malitalia.it/wp-content/uploads/2011/11/usuraiusurati-300x209.jpg" alt="" title="usuraiusurati" width="300" height="209" class="alignleft size-medium wp-image-8529" /></a></p>
<p><strong>I nostri due “socratici”, come li ha ribattezzati un lettore, Laura e Carlo oggi si occupano di usura e banche. Quando si può parlare di usura? E chi la applica ? Chi la subisce?. Una sentenza della Cassazione, del 23 novembre 2011, ha “sancito” l’usura delle banche</strong>. </p>
<p>Carlo : ciao Laura, l&#8217;altro giorno mi è capitato sotto mano il Vangelo di San Luca</p>
<p>Laura :..ci diamo al Vangelo?</p>
<p>C.: perché no, in questo momento ci vorrebbe una parola di speranza<br />
ma quello che ho letto era molto interessante</p>
<p>L.: &#8230;e la parola di speranza la trovi nel Vangelo di Luca? </p>
<p>C.: certo, infatti ho letto in Luca, 6,35 mutuum dare nihil inde sperantes ovvero presta pure ma senza sperare di guadagnarci nulla</p>
<p>L: &#8230;ma questo lo fanno le banche arabe e il povero Luca</p>
<p>C.: le banche arabe o meglio quelle che seguono i precetti islamici sono molte furbe</p>
<p>L.:&#8230;ognuno vive della furbizia che può&#8230;non ti sembra?</p>
<p>C.: ti prestano lo stesso a interesse, nonostante il corano lo vieti, ma lo chiamano rimborso da mancato guadagno. In effetti anche la religione cristiana vieta il prestito a interesse</p>
<p>L.:vedi, tutte le religioni sono uguali e tutte le banche sono uguali</p>
<p>C.:per questo nacquero i famosi banchieri ebrei, perché, poveretti, non potevano fare altra professione, visto che erano loro tutte vietate</p>
<p>L.: loro hanno sempre avuto il senso del mercato e si sono posizionati dove c&#8217;era spazio</p>
<p>C.: hai perfettamente ragione, almeno sopravvivevano. Così mentre leggevo il vangelo ho pensato a quella famiglia che si è gettata da un ponte, madre e due figli, perché erano strozzati dagli usurai. </p>
<p>L.: gli usurai, qualcuno li chiama benefattori altri li chiamano semplicemente strozzini</p>
<p>C.: sembrano benefattori quando fingono di venirti in aiuto, ma è strozzino  la parola perfetta, o cravattari in quanto ti stringono alla gola il nodo</p>
<p>L.:però bisogna anche dire che ti danno ciò che le banche non possono o vogliono darti</p>
<p>C.:certo, sotto forma di ricatto, quando stai per affogare, ma non fanno che servirti della tua agonia per guadagnarvi sopra</p>
<p>L.:&#8230;e mica tutti sono samaritani!</p>
<p>C.: nessun dubbio. E ora dimmi, se qualcuno ti prestasse il denaro di cui hai bisogno al 25,34% come lo definiresti?</p>
<p>L.:&#8230;ladro della vita altrui. Tu invece?</p>
<p>C.:eh eh. Io? un banchiere&#8230;</p>
<p>L.:Perché? Le banche prestano al 25,34%? Ma dai, siamo fuori dal mondo</p>
<p>C.: se oggi resti entro questo tasso, per quanto riguarda le carte di credito revolving, non sei un usuraio</p>
<p>L.:ah no?</p>
<p>C.:No, lo dice la legge, ma se lo presti al 25,35 sei un usuraio! Non è tragicamente buffo tutto questo?</p>
<p>L.:quindi usuraio è chi presta al 25,34? Anche la banca, allora!</p>
<p>C.:no, a chi presta a un centesimo di punto in più, non confondiamo il sacro con il profano! Se la banca applica un tasso superiore al 25,34 incorre nel reato di usura, per questo specifico credito delle carte revolving</p>
<p>L.:certo, con confondiamo la lana con gli stracci! Quelli che rimangono a chi chiede i soldi in banca</p>
<p>C.: Un appropriato sarcasmo, direi. C&#8217;è stata di recente, a proposito, anche un’interessante sentenza della Cassazione, che ha visto un&#8217;alta opera di giurisprudenza. Ha assolto i banchieri Geronzi &#038; C.ma ha detto che la banca ha applicato un tasso di usura. Niente penale, quindi, ma ha aperto la strada a un risarcimento civile,<br />
e sai con quale motivazione?</p>
<p>L.:immagino le banche come l&#8217;avranno presa. </p>
<p>C.:mica tanto bene&#8230;forse faceva più comodo a loro se condannavano il banchiere e no consentivano il rimborso</p>
<p>L.:quindi è scritto nero su bianco che fanno usura</p>
<p>C.: in questo caso, più o meno è così, è quello che ti dicevo, è scritto nella sentenza. E’ interessante perché con la famosa commissione di massimo scoperto la banca  andata oltre il tasso di usura. Cioè il tasso reale, non quello nominale, era usuraio</p>
<p>L.:sarà stata una svista&#8230;l&#8217;impiegato non se ne è accorto</p>
<p>C.:sbaglio o noto una leggera vena ironica?</p>
<p>L.:dai su &#8230;&#8230;è un errore.Io ironica?</p>
<p>C.:non è mai un errore, le banche sanno benissimo quello che fanno, altrimenti non sarebbero nella condizione di assoluto potere come sono</p>
<p>L.:io sarò ironica ma tu ce l&#8217;hai con le banche</p>
<p>C.:assolutamente no, ma ho conosciuto il sistema dall’interno, e ho anche scritto qualcosa a proposito nei giorni scorsi, ma con argomentazioni del tutto opposte a quelle di un certo Scilipoti nei giorni scorsi</p>
<p>L: …e poi scusa, ma Geronzi &#038; Co. come facevano a sapere che la loro banca applicava un tasso usuraio?</p>
<p>C.:nessuno sa mai ciò che accade, ovvero nessuno è responsabile sembra, questo è l&#8217;interessante del sistema</p>
<p>L.:beh, in effetti in tutte le grandi aziende il capo non sa cosa fanno i dipendenti. Mica Marchionne sa cosa fanno o meglio facevano gli operai a Termini Imerese!</p>
<p>C.:se c&#8217;è una regola, che va oltre la legge, il povero funzionario non può non applicarla, altrimenti dovrebbe andare contro la regola ma perderebbe il posto di lavoro se applicasse la legge e non la regola, chiaro, no?<br />
In quanto a Marchionne ho idea che sarebbe più nel ruolo se producesse falci, non macchine. Scusa, eh ma mi ci hai tirato per i capelli!</p>
<p>L.:quindi quando vai allo sportello sai di avere un poveraccio che deve applicare la regola e non la legge&#8230;tranquillizzante.<br />
Io non tiro mai nessuno per i capelli&#8230;</p>
<p>C.:hai colto nel segno, chi è dietro lo sportello oggi è solo un esecutore e se non fa quello che gli dicono viene licenziato, ma tornando all&#8217;usura&#8230;vuoi?</p>
<p>L.:si si torniamo</p>
<p>C.:vedi un tempo l&#8217;usura si misurava solo in relazione al cosiddetto stato di bisogno,ma era un&#8217;arma a doppio taglio, chi prestava ne aveva paura</p>
<p>L.:ma adesso non più, è legalizzata</p>
<p>C.: negli anni scorsi la nuova legge ha disposto che lo stato di bisogno è solo un&#8217;aggravante del reato, non un reato in sé il fatto di approfittarsene</p>
<p>L.:a proposito, sai che non si denuncia quasi più l&#8217;usura?</p>
<p>C.: non ne dubito, la legge di oggi, rende molto più difficile l&#8217;identificazione dell&#8217;usuraio, perché devi dimostrare l&#8217;interesse che ti ha applicato, non che sei andata da lui perché sei disperata&#8230;</p>
<p>L.:..meraviglioso… senti per chiudere come ci si salva dall&#8217;usura? Una battuta di spirito per favore&#8230;</p>
<p>C.:potrei dirti vincendo al superenalotto o a qualche jackpot, ma se penso che le concessionarie dei giochi, alcune almeno, sono in odore di mafia, come denunciato più volte da alcuni media&#8230;no, su questo non riesco a fare una battuta.<br />
Falla tu, che oggi sei particolarmente pimpante</p>
<p>L.:&#8230;spiritoso… su mafia e giochi vari ci si può scrivere un romanzo e poi c&#8217;è di mezzo, pensa, anche un membro della commissione antimafia!<br />
Hai ragione niente scherzi oggi..argomento delicato per tante persone&#8230;</p>
<p>C.:ecco appunto, l&#8217;unica battuta che si potrebbe fare è quella sulle schiene degli usurai, con le fascine secche, come si faceva al tempo dell&#8217;antica Roma</p>
<p>L.:..per ogni persona usurata una bella dose di fascine sulla schiena&#8230;non male..una bella punizione corporale che allargherei anche ai bancari e banchieri&#8230;..<br />
E meno male che avevamo promesso di essere più buoni!</p>
<p>C.:i bancari sono già abbastanza puniti per dover lavorare sotto i banchieri&#8230;Ecco una parola buona!Così sei più contenta</p>
<p>L.:&#8230;meglio di niente</p>
<p>C.: alla prossima Laura, forse saremo più cattivi ancora!</p>
<p>(pubblicato www.lindro.it)</p>
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		<title>Banche: condotta usuraia</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 11:53:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Corica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dall'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[Nino De Masi]]></category>
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Per la prima volta in Italia viene riconosciuta agli ex presidenti di banca Bnl, Banca di Roma e Antonveneta, “la riferibilità della condotta usuraia in termini oggettivi”. Un primo passo, seppur difficile, reso possibile dalle denuncie dell’imprenditore calabrese Nino De Masi. Cesare Geronzi, Luigi Abete e Dino Marchiorello non sono stati condannati ma è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.malitalia.it/2011/11/banche-condotta-usuraia/soldi-2/" rel="attachment wp-att-8495"><img src="http://www.malitalia.it/wp-content/uploads/2011/11/soldi.jpg" alt="" width="225" height="225" class="alignnone size-full wp-image-8495" /></a></p>
<p><strong>Per la prima volta in Italia viene riconosciuta agli ex presidenti di banca Bnl, Banca di Roma e Antonveneta, “la riferibilità della condotta usuraia in termini oggettivi</strong>”. Un primo passo, seppur difficile, reso possibile dalle denuncie dell’imprenditore calabrese Nino De Masi. Cesare Geronzi, Luigi Abete e Dino Marchiorello non sono stati condannati ma è stata riconosciuta la condotta usuraia, cosa che potrebbe portare l’imprenditore di Rizziconi a chiedere eventuale risarcimento danni. “Questa sentenza – afferma De Masi in un comunicato inviato alla stampa – passata in giudicato, è storica per i contenuti. I fatti parlano da soli, al di là di ogni commento e interessata interpretazione. Siamo in presenza di fatti gravi – continua nella nota – e dell’individuazione di comportamenti colposi e negligenti. Questo importante risultato è dovuto sicuramente al mio impegno e sacrifici oltre che alla professionalità dei miei avvocati, Mazzone e Saccomanno”.<br />
<strong>Gli imputati, per la prima sentenza passata in giudicato, sono ricorsi in Cassazione per l’annullamento che però è stato rigettato il 23 novembre scor</strong>so.<br />
E così che la sentenza della Corte d’Appello di Reggio Calabria del 2 luglio 2010, è diventata definitiva. La sentenza in questione riformava parzialmente il primo grado, con il quale gli imputati venivano assolti per non avere commesso il fatto. Mentre nelle 116 pagine di sentenza la Corte d’Appello afferma che: “proprio esaminando gli statuti delle tre banche, vigenti al periodo dei fatti in contestazione, può trovarsi plateale smentita di quanto affermato dai tre imputati (Abete, Geronzi e Marchiorello) nel corso del loro interrogatorio potendosi concludere che gli stessi, nella loro qualità di Presidenti del Consiglio di Amministrazione … insieme agli altri componenti del Consiglio stesso, erano dotati di poteri decisori in materia di erogazione del credito”.<br />
Mentre a pagina 105 si legge: <strong>“Circolazione delle informazioni che non vi è stata e che ha dato prova nei fatti della non tenuta del sistema organizzativo adottato da ciascuna banca da cui è derivato l’evento usurario a carico, tra gli altri, e per quello che ci occupa, di tutte le imprese riconducibili al cd. Gruppo De Masi…. il ragionamento seguito da questa Corte – di evidente contrario avviso rispetto a quello operato dal Tribunale – in forza del quale si giustifica la diversa formula adottata nell’assoluzione degli organi di vertice, non più legata alla loro estraneità alla condotta usuraia dal punto di vista materiale”. </strong>La Corte, prima di passare all’assoluzione dei tre imputati, continua chiarendo che “E’ di solare evidenza che, accertata la loro responsabilità (o meglio… la riferibilità della condotta usuraria in termini oggettivi con esclusione della loro colpevolezza dal punto di vista psicologico) quali componenti del CDA, la Procura potrà esercitare nel proseguo l’azione penale nei confronti degli altri componenti del CdA medesimo oltre che degli organi semiapicali cui più volte si è fatto riferimento. Accertata la condotta materiale dell’usura…Tanto induce a ritenere, in conclusione, che la lesione del bene tutelato dalla norma penalistica sull’usura si è prodotta in forza di comportamenti &#8211; concretatisi, va qui ribadito, nella omessa, doverosa predisposizione di apparati organizzativi e di controllo tali da prevenire il rischio di sforamento dei tassi soglia – che, in quanto connotati da negligenza, rientrano nell’alveo del parametro psicologico della colpa, non sono punibili in forza del disposto dell’art.644 c.p.”<br />
<strong>Dunque il “fatto non costituisce reato” ma il meccanismo usato dalle banche appare evidente dal testo della sentenza </strong>e dal pronunciamento della Corte di Cassazione che ha rigettato la richiesta di annullamento della stessa.<br />
Grazie a De Masi si fatta luce su un sistema di cui il nostro Paese è schiavo. </p>
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		<title>Mutuo,mutuo delle mie brame</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 15:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Malitalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dall'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>

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		<description><![CDATA[
(di Laura Aprati e Carlo Martigli)
Continua il viaggio dei nostri Laura e Carlo nel mondo delle banche italiane per carpirne  i meccanismi. Per prenderle un po’ in giro e per capire, sempre più, che viviamo “in un mondo di ladri” , come disse Venditti alla fine degli anni ’80…..E quindi nulla è  cambiato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.malitalia.it/2011/11/mutuomutuo-delle-mie-brame/mutuo/" rel="attachment wp-att-8454"><img src="http://www.malitalia.it/wp-content/uploads/2011/11/MUTUO-300x209.jpg" alt="" title="MUTUO" width="300" height="209" class="alignleft size-medium wp-image-8454" /></a></p>
<p>(di Laura Aprati e Carlo Martigli)</p>
<p><strong>Continua il viaggio dei nostri Laura e Carlo nel mondo delle banche italiane per carpirne  i meccanismi. Per prenderle un po’ in giro e per capire, sempre più, che viviamo “in un mondo di ladri” , come disse Venditti alla fine degli anni ’80…..E quindi nulla è  cambiato in questi 30 anni?</p>
<p>4 mani, 4 occhi e 4 orecchie per ascoltare, leggere e guardare cosa succede, ai nostri tempi, nel mondo bancario</strong>.</p>
<p>Laura:&#8230;&#8230;mutuo, mutuo che ti dice questa parola?</p>
<p>Carlo: veramente credo che sia una parola ormai desueta, da qualche tempo non è più in uso se non nei racconti fantasy</p>
<p>L:&#8230;..allora mi confondo perchè mi sembrava di averla sentita in banca</p>
<p>C.: sì, ogni tanto le banche, che non appartengono più al mondo reale, ne parlano, come di un mito, forse scambiano mito con mutuo, ci si può confondere.</p>
<p>L:&#8230;.ma allora chi ha fatto il mutuo sta pagando un mito?</p>
<p>C.: sicuramente chi lo ha fatto paga un botto, ma forse non sa nemmeno lui quanto. E a proposito di miti, questo lo è veramente. Non ci crederai, ma la BNP Paribas pubblicizza un mutuo che chiama SPENSIERATO, fantastico, no? Spensieratezza, fantasia, mitologia&#8230;</p>
<p>L.: un mutuo spensierato! già il nome mi fa venire voglia&#8230;&#8230;di scappare<br />
&#8230;insomma come il mutuo, spensierato, che pagano gli aquilani che hanno perso la casa?</p>
<p>C.: Ce lo vedi uno che fa i salti mortali non tanto e non solo per pagarlo, ma per ottenerlo, ed è &#8220;senza pensieri&#8221;? Quanto agli aquilani che hanno perso tutto, e hanno perso anche la casa, quanto meno dovrebbero smettere di pagare il mutuo, lo considererei un dovere morale. La stessa cosa che ha detto l&#8217;ex presidente del consiglio a proposito delle tasse nel 2004</p>
<p>L.: &#8230;.certe volte però mi sembri ingiusto con le banche&#8230;.scusa ma perchè dovrebbero darci un mutuo? Perché lavoriamo?</p>
<p>C.: Una bella domanda, In effetti a volte lavoriamo solo per pagare il mutuo, soprattutto quelli indicizzati, vero terrore del mutuatario e amico delle banche</p>
<p>L.:&#8230;..ma dai su, in fondo le banche ti spiegano il mutuo che fai&#8230;e poi se chiedi quanto paghi sono sempre chiarissime, direi trasparenti</p>
<p>C.: la trasparenza è una fregatura, nel senso che ti mettono davanti cinquanta fogli e te li fanno firmare per presa visione, a quel punto sei contrattualmente edotto su tutto. in realtà ne sai quanto prima, ma con questo escamotage non hai più scampo giuridicamente, perché a voce ti dicono una cosa e poi…ma lo sai, è una vecchia storia, che te lo dico a fare? Lo diceva Al Pacino a Johnny Depp in Donnie Brasco. </p>
<p>L.:…sì, come le assicurazioni che hanno delle righe piccole piccole  in cui sono scritte le clausole principali….e tu firmi e non ti rendi conto e poi vai a spiegare</p>
<p>C.: esattamente, o come quella scritta in televisione che non riesci mai a leggere sotto i prestiti a tasso zero. Quella è il TAEG. Tasso Zero in apparenza, ma minuscolo e reale, il Tasso Annuo Effettivo Globale al 6/7%&#8230;.che è più o meno il tasso attuale dei mutui</p>
<p>L.: &#8230;.e anche di più&#8230;.qualcuno arriva anche al 18% …..e sei costretto ad andare in giro con la lente di ingrandimento altrimenti sei fottuto!</p>
<p>C.: Sui mutui, il tasso massimo oggi applicabile, secondo le legge, è il 5,12%, basta vedere le tabelle ministeriali. Il fatto è che nessuna banca lo applica</p>
<p>L.: &#8230;&#8230;e la realtà? È tra mito e fantasia</p>
<p>C.: Infatti, ma la legge dovrebbe essere al di sopra del mito e della fantasia e soprattutto dello strapotere bancario, ma questo sì che è un mito…Sai che razza di spread applicano oggi?</p>
<p>L.: ….no oddio non voglio soffrire!</p>
<p>C.: Sul mutuo a tasso variabile, quando te lo danno ovviamente, fino a quattro mesi fa, si arrivava a un punto sopra il tasso interbancario. Oggi sono almeno 4 punti sopra.</p>
<p>L.: …..insomma se fai un mutuo sei morto. Questo mi vuoi dire?</p>
<p>C.: No, anzi, le banche tengono al fatto che tu resti in vita….tra i costi che non ti dicono ce n&#8217;è anche uno che riguarda la stipula obbligatoria di un&#8217;assicurazione sulla vita&#8230;Così anche se muori, la rata è assicurata.</p>
<p>L.: Insomma ho capito, se paghi il mutuo non mangi e se non mangi muori.</p>
<p>C.: Prima paghi l&#8217;assicurazione e il mutuo, poi, se avanza qualcosa, mangi</p>
<p>L.: Ma sempre muori e arriva il momento che non riesci più a pagare&#8230;..</p>
<p>C.: Ovvio, altrimenti come fa il sistema a mantenersi, sei proprio una sfascia stati!</p>
<p>L.: &#8230;.lo sai sono sovversiva&#8230;.e controcorrente</p>
<p>C.: Questo è il sistema che a suo tempo l&#8217;economista Malthus diceva come unica possibilità di sopravvivenza dello stesso.I poveri affamati muoiono e così ci sono meno bocche da sfamare. Ma se i ristoranti sono pieni e gli aerei affollati&#8230;che cosa pretendi?</p>
<p>L.: Mi sembra un concetto nazista&#8230;d&#8217;altra parte qualcuno mi disse che si doveva usare il napalm sui paesi in via di sviluppo…….Ma  certo tutti al ristorante e tutti a viaggiare&#8230;!</p>
<p>C.:Il nazismo non aveva fatto altro che portare il concetto di stato azienda alle sue estreme conseguenze :se non sei produttivo devi morire, logico e consequenziale</p>
<p>L.: &#8230;&#8230;che è un po’ come adesso&#8230;.o no? speriamo nell&#8217;equità e nella sostenibilità di Super Mario&#8230;. che però sempre dalla banche viene&#8230; avrà anche lui il virus?</p>
<p>C.: Beh, in Italia non sono arrivati a tanto, ma ci sono, nei fatti, andati vicini, riducendo la gente alla fame e portando la povertà nella borghesia più debole economicamente. Super Mario è l&#8217;uomo delle banche, come ho scritto, ma è anche quello che serve, oggi. E&#8217; il Grande Mediatore, anche se è vero che questa non è democrazia.</p>
<p>L.:………nooooo parli come Berlusca&#8230;democrazia sospesa&#8230;ahi ahi signor Carlo</p>
<p>C.: Succede di avere le idee confuse. Però ai tempi dell&#8217;antica Roma, nel pericolo si chiamava un dittatore. Non che questo lo sia, ma quando la tecnica prevale sulla politica, non è che ci sia molto da stare allegri. Berlusconi era a mio avviso un Peròn senza Evita, una specie di dittatura strisciante, ma non confondermi con Scilipoti!</p>
<p>L.: Senti, volevo raccontarti, in breve, la storia di una nostra lettrice, che chiameremo Chiara ,la quale ha un tumore e deve pagarsi le cure ma la banca non le dà un fido perché  c&#8217;è una vecchia segnalazione alla centrale rischi&#8230;.che ne dici? </p>
<p>C.: Che è una storia orribile, e vergognosa. Comunque può chiedere la cancellazione, esiste una procedura a proposito.</p>
<p>L.: &#8230;ma probabilmente è lunga e laboriosa&#8230;si dice che bisogna aprire anche una causa legale &#8230;quindi altri soldi</p>
<p>C.: Per evitare i pirati e gli squali che si aggirano in questo mare, le consiglierei di rivolgersi al Codacons, almeno non rischia di pagare e di ritrovarsi segnata due volte&#8230;</p>
<p>L.: &#8230;vedi, viviamo in una giungla&#8230;..siamo dei naufraghi in mezzo al mar</p>
<p>C.: Già e il punto che ci sono i coccodrilli in agguato, occorrerebbe la polverina di Peter Pan per poter volare ed evitarli, ma l&#8217;unica polverina che girava a Montecitorio era di tipo diverso,&#8230;e gli effetti si vedevano.</p>
<p>L.:..Carlo, sei malizioso! Che vorrai mai dire a quegli integerrimi parlamentari &#8230;..così laboriosi…</p>
<p>C.:In molto lo hanno confessato, mica l&#8217;ho detto io. C’era quello che mandava il portaborse a comprarla e quello che invece lo offriva a delle gentili signorine con cui si accompagnava in albergo. Ma poverino, aveva detto il suo capo partito, era da comprendersi, aveva la famiglia lontana&#8230;</p>
<p>L.: &#8230;vedi sei proprio cattivo di animo&#8230;quello era solo e soffriva tanto&#8230;..E  dimmi Niccolò  Macchiavelli che avrebbe detto oggi alle banche?</p>
<p>C.: Macchiavelli direbbe semplicemente una cosa: “danne ora, perché quando il vento sarà passato, te lo leveranno a forza.”  Non è una minaccia ma un suggerimento nello stile del Principe.</p>
<p>L.:&#8230;e allora chiudiamo qui questa puntata &#8230;&#8230;</p>
<p>C.: la prossima saremo più buoni</p>
<p>(pubblicato su www.lindro.it)</p>
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		<title>Monti contro i veti incrociati</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 03:19:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Aprati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dall'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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Oggi il Senato dà il primo via libera al governo dei tecnici, la lega è nettamente contraria e fa suo lo slogan degli indignados “ il governo di quei poteri che hanno costruito questa crisi”
 Oggi il Presidente del Consiglio Mario Monti ha presentato il suo programma  al Senato ed ha ottenuto la fiducia.
Un discorso difficile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-8396" href="http://www.malitalia.it/2011/11/monti-contro-i-veti-incrociati/montiministro/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8396" src="http://www.malitalia.it/wp-content/uploads/2011/11/montiministro-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" /></a></p>
<p>Oggi il Senato dà il primo via libera al governo dei tecnici, la lega è nettamente contraria e fa suo lo slogan degli indignados “ il governo di quei poteri che hanno costruito questa crisi”</p>
<p> Oggi il Presidente del Consiglio Mario Monti ha presentato il suo programma  al Senato ed ha ottenuto la fiducia.</p>
<p>Un discorso difficile il suo,di fronte ad una platea con convinti sostenitori e quelli invece che lo sono obtorto collo . D’altra parte proprio ieri sera Berlusconi non aveva fatto mancare il suo messaggio “costituiremo un governo ombra per controllare proporre”. Quasi una minaccia completata dalla dichiarazione di oggi”La democrazia è sospesa scenderemo nuovamente in piazza” quasi un contraltare alle dimostrazione degli studenti e dei Cobas.</p>
<p>Monti, dopo le formule di ringraziamento, dice “ L&#8217;Europa sta vivendo i giorni più difficili dagli anni del secondo dopoguerra. Il progetto che dobbiamo alla lungimiranza di grandi uomini politici, quali furono Konrad Adenauer, Jean Monnet, Robert Schuman e &#8211; sottolineo in modo particolare &#8211; Alcide De Gasperi è sottoposto alla prova più grave dalla sua fondazione&#8230;&#8230;<strong><em>Nel ventennio trascorso l&#8217;Italia ha fatto molto per riportare in equilibrio i conti pubblici, sebbene alzando l&#8217;imposizione fiscale su lavoratori dipendenti e imprese, più che riducendo in modo permanente la spesa pubblica corrente</em></strong>.”</p>
<p>Ha parlato di riforme da quella delle pensioni, al lavoro e ha detto “L&#8217;obiezione che spesso si oppone a queste misure è che esse servono, certo, ma nel breve periodo fanno poco per la crescita. È un&#8217;obiezione dietro la quale spesso si maschera &#8211; riconosciamolo &#8211; chi queste misure non vuole, non tanto perché non hanno effetti sulla crescita nel breve periodo (che è vero che non hanno), ma perché si teme che queste misure ledano gli interessi di qualcuno. Ma, evidentemente, più tardi si comincia, più tardi arriveranno i benefìci delle riforme.”</p>
<p><strong>Ma come  è stato recepito questo discorso da chi vive l’economia?</strong></p>
<p>Michel Martone,docente alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione della LUISS a Roma e ordinario di Diritto del Lavoro, è un economista della nuova generazione.</p>
<p><strong> </strong><strong>-Professore  come le  sembrato questo programma?</strong></p>
<p>Un programma ambizioso. Una ricerca di equilibrio tra le richieste e le proposte che gli sono arrivate da partiti e parti sociali. Pensioni, lavoro,liberalizzazioni, patrimoniale. Sacrifici diversi che spesso colpiranno spesso la stessa persona ma dall’altro lato ha parlato di crescita con l’incentivazione al lavoro per i giovani. Una riforma degli ammortizzatori sociale, aiuto alle donne per entrare e rimanere nel mondo del lavoro. E lo farà andando a tagliare alcuni privilegi</p>
<p><strong> </strong><strong>-Quali sono i pericoli o comunque contro cosa si scontra questo programma?</strong></p>
<p>Sicuramente l’Italia dei veti è il peggior nemico di Monti e del suo governo. Oggi mentre lui presentava il suo porgramma in piazza c’erano già manifestanti che contestavano il governo (quello dei poteri forti, delle banche etc…). Il problema è che spesso il nostra Paese è paralizzato da veti incrociati ma adesso non è più possibile rimandare le riforme.</p>
<p> <strong>-Cosa le piace di Monti e del suo governo?</strong></p>
<p>La sua serietà e la serena audacia riformista.</p>
<p> E noi speriamo che questa “serena audacia riformista” ci aiuti a cambiare il passo, a voltare pagina e che Monti riesca a coinvolgere e convincere tutti che  questo il modello da seguire.</p>
<p>(pubblicato su <a href="http://www.lindro.it">www.lindro.it</a>)</p>
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		<title>Il dramma bancario</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 11:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Malitalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dall'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[crimine]]></category>
		<category><![CDATA[finanziarie]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
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(di Laura Aprati e Carlo Martigli)
Banche croce e delizia di tutti noi diventano oggi spunto di una conversazione semiseria di Laura Aprati e Carlo A. Martigli. (d’ora in poi solo C. e L.) Una sceneggiatura a 4 mani che parte oggi e che ci porterà, ogni settimana, a ‘leggere’ il mondo bancario.
Carlo “Oggi parliamo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-8327" href="http://www.malitalia.it/2011/11/il-dramma-bancario/banche2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8327" title="banche2" src="http://www.malitalia.it/wp-content/uploads/2011/11/banche2-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" /></a></p>
<p>(di Laura Aprati e Carlo Martigli)</p>
<p><strong>Banche croce e delizia di tutti noi </strong>diventano oggi spunto di una conversazione semiseria di Laura Aprati e Carlo A. Martigli. (d’ora in poi solo C. e L.) Una sceneggiatura a 4 mani che parte oggi e che ci porterà, ogni settimana, a ‘leggere’ il mondo bancario.</p>
<p><em><strong>Carlo “Oggi parliamo di banche ma credi che ci sia ancora qualcuno cui interessa l’argomento?”<br />
Laura “oddio&#8230;le banche!!!!ma sei sicuro di volerne parlare?”</strong></em></p>
<p>C. “sai delle banche non si può non parlare ci sono in mezzo tutti i giorni un po’ come le zanzare d’estate. Nel senso che se vuoi l’estate non puoi fare a meno delle zanzare.<br />
Fastidiose, vero?”<br />
L. “molto fastidiose&#8230;le banche direi…anzi insopportabili&#8230;ma non esiste qualcosa contro di loro? non so una citronella per le banche?”<br />
C.”Qualcuno ci ha provato anni fa, per esempio Kennedy con l’atto 1110001 o qualcosa del genere, ma è stato assassinato tre mesi dopo. Voleva levare il potere alla Federal Reserve, guarda caso”<br />
L.”….e che mi dici? ma allora rischiamo la pelle a parlare di loro, dei loro tassi usurai &#8230;..e dei fidi agli inaffidabili&#8230;”<br />
C. “Certo, ma vedi la legge ha stabilito il tasso dell’usura, per esempio per le carte di credito non puo’ superare il 26%&#8230;una bazzecola, se pensi che danno meno dell’1% sui conti. Prima per l’usura si guardava lo stato di bisogno cioè se avevi bisogno e la banca ti prestava a interesse allora era usuraia, oggi i soldi non te li dà proprio”<br />
L.”&#8230;..alla fine l’ usuraio e’ piu’ onesto delle banche&#8230;!!!! un mondo capovolto&#8230;.”<br />
C.”….in un certo senso sì, ma sai che fanno certi direttori? Dato che la loro banca non può prestarti i denari di cui hai bisogno&#8230;ti mandano dalle finanziarie&#8230;la più seria ha la faccia di V come Vintage&#8230;ma in questo modo anche i poveri direttori integrano lo stipendio&#8230;”<br />
L.”&#8230;.e se si viene a scoprire cosa succede al direttore? Vince una vacanza premio ?”<br />
C. “Dovrebbe vincere una vacanza premio se fossimo in un paese serio, intendo a Gaeta o a San Vittore, posti magari poco ameni a bon marché ….invece al massimo la banca, spaventata dalla cattiva pubblicità, lo fa dimettere.”<br />
L.”&#8230;.Gaeta e San Vittore, come sei demode’&#8230;non sono piu’ di moda…adesso ci sono le Cayman”<br />
C.”….la stessa cosa è successa a Moggi e alla Juventus, se hai visto i giornali di questi giorni….Dice la Juve che non sapeva nulla di quello che faceva Moggi, quando erano 13 anni che dirigeva la Juventus. C’è qualcosa che non mi torna. Certo Le Cayman o ancora meglio le Antigua&#8230;in buona compagnia, come sai”<br />
L. “&#8230;.e poi dimettere non direi magari lo mandano in un’altra filiale e fare altri danni&#8230;.”<br />
C. “ Come certi sacerdoti pedofili che spostavano da una parrocchia a un’altra. E più facile obbligare uno a dimettersi che licenziarlo, è per via della pubblicità negativa, pubblicità regresso.”<br />
L. “&#8230;.ma la migliore banca non ti chiude il conto se &#8220;esci&#8221; di 100 euro&#8230;..”<br />
C. “ ….alle banche conviene prima farti uscire di 100 euro così ne paghi 50 di interessi e poi ti chiudono il conto …Ma certo è che con quello che hanno fatto le banche e stanno facendo per l’economia, cioè zero, per farle tornare in simpatia ci vorrebbe altro che il Mulino Bianco&#8230;”<br />
L.” lo sai che ad imprenditore che denunciato gli usurai la banca ha chiuso i conti e gli ha chiesto il rientro del fido?e hanno chiesto il suo fallimento?”<br />
C. ”ma certo, è normale, in che mondo vivi, Laura? Le banche se ne fregano della società, salvo quando chiedono allo stato i soldi per non fallire”<br />
L. “conviene collaborare con i criminali che dici?”</p>
<p>C. “i criminali aperti sono più seri. L’errore è stato dare alle banche i finanziamenti occorreva invece entrare nel capitale in questo modo lo stato, cioè noi cittadini, saremmo entrati nel loro capitale, salvando correntisti e posti di lavoro ma buttando magari fuori i manager che le avevano portate alle rovina e quando la situazione sarebbe migliorata allora avremmo rivenduto le loro azioni e lo stato, noi cittadini sempre, ci avremmo anche guadagnato.”<br />
L.”….poveri manager!!! che sofferenza se li buttassero fuori&#8230;capisci senza benefit senza macchina aziendale &#8230;&#8230;drammatico!!!! Sul lastrico poveri uomini”<br />
C. “negli Stati Uniti continuano ad avere buonuscite per decine di milioni di dollari<br />
e sai perché? Per farli stare zitti, altrimenti la banca rischia che vengano svelati gli altarini, e sugli altarini delle banche si prega davanti al dio Denaro, li ho visti, incappucciati e tremanti davanti al loro padrone”<br />
L.. “&#8230;..e temono si scopra che ci sia tanta carta straccia nei loro cassetti&#8230;un po’ come con Parmalat?”</p>
<p>C. “magari è vero, questi banchieri (non bancari) però li ho visti solo nei miei incubi. Certo, Laura, ma guarda che la Parmalat è stato il trionfo dell’Italia! Per una volta primi, il più grande dafault del mondo più della Enron. E il buon Callisto Tanzi era ai domiciliari nella sua mega villa con galoppatoio, piscina, cinema, campi da tennis. Se qualcuno mi presta 10 miliardi, giuro che fallisco! e poi mi godo la vita…”<br />
L.”una vittoria vera!!! alla faccia dei risparmiatori c’era un signore di Marsala che aveva investito i suoi risparmi in titoli della Parmalat ed e’ finito sul lastrico e non aveva piu’ soldi per mangiare&#8230;&#8230; ma tanto a Tanzi cosa interessa??? “</p>
<p>C.”purtroppo non abbiamo imparato nulla da questo, abbiamo perfino depenalizzato il falso il bilancio, così rubi in modo elegante e non vai dentro. Non sai che questo è il paese dove i ristoranti sono sempre pieni e gli aerei così affollati da non riuscire a prenotare!! Non lo dico io, l’ha detto il presidente del consiglio. E se il signore di Marsala non ha pane che mangi brioches. L’ha già detto qualcuno questa frase?”<br />
L.” Ma questo e’ un aiuto a tutti i mafiosi che hanno riciclato nelle imprese&#8230;lo sai o no?”<br />
C. ”Meno c’è lavoro più ci sono soldi per i mafiosi…più le banche si tengono stretti i soldi più gli usurai e la mafia che c’è dietro di loro, prospera”<br />
L.“ Ma tu i soldi ce li hai in banca o sotto il materasso?”<br />
C. “ In banca perché mi hanno pignorato il materasso!”</p>
<p>Al prossimo appuntamento la premiata ditta Carlo &amp; Laura vi portera’ dentro i conti correnti e i mutui: sarà un bel divertimento, come scoprire Dracula dietro la porta della cucina&#8230;<br />
Per i nostri Lettori: chi vuole raccontarci le sue disavventure bancarie può inviare una mail a: <a href="mailto:inchiesta.banche@lindro.it">inchiesta.banche@lindro.it</a></p>
<p>(pubblicato su <a href="http://www.lindro.it">www.lindro.it</a>)</p>
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		<title>Banche,libera nos a malo</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 02:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Aprati</dc:creator>
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Borse in caduta libera. Crisi conclamata. Un imprenditore del Nord Est, Enrico Frare, acquista una pagina su Il Corriere della Sera, e pubblica la sua foto nudo con la scritta “ogni giorno in Italia un imprenditore rischia di rimanere in mutande” e tutto per colpa delle banche “che non concedono più credito”.
E le banche non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-8261" href="http://www.malitalia.it/2011/11/banchelibera-nos-a-malo/banche/"><img class="alignleft size-medium wp-image-8261" src="http://www.malitalia.it/wp-content/uploads/2011/11/banche-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" /></a></p>
<p><strong>Borse in caduta libera</strong>. Crisi conclamata. Un imprenditore del Nord Est, Enrico Frare, acquista una pagina su Il Corriere della Sera, e pubblica la sua foto nudo con la scritta “ogni giorno in Italia un imprenditore rischia di rimanere in mutande” e tutto per colpa delle banche “che non concedono più credito”.</p>
<p><strong>E le banche non si fermano davanti a nulla</strong>: in Liguria nonostante il disastro avvenuto in questi giorni gli istituti di credito hanno continuato ad addebitare sui conti le rate dei mutui di case che non esistono più e a persone che hanno perso tutto. Così come avvenuto a L’Aquila dopo il terremoto fino all’intervento di un decreto legge.</p>
<p><strong>A Palmi</strong>, in provincia di Reggio Calabria, vengono rinviati a giudizio, per usura, nei confronti di un imprenditore,Nino De Masi , gli ex direttori e dirigenti di Antonveneta e Banca Nazionale del Lavoro..</p>
<p><strong>A Milano</strong> la Procura rinvia a giudizio,per frode fiscale da 245 milioni di euro, i vertici di Unicredit.</p>
<p><strong>La Cassa di Risparmio di L’Aquila</strong> , agenzia romana di Corso Vittorio Emanuele e i suoi direttori,sono implicati nella truffa da 300 milioni di euro del Madoff dei Parioli.La stessa Cassa che Adusbef anni fa indicò come tra le banche che applicavano tassi usurai.</p>
<p>Ad oggi le banche in Italia sono <strong>1739  con 33645 sportelli</strong> ( attualmente in diminuzione, fonte Comuni Italiani), oltre 400 le Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali con più di 4.000 sportelli 1 milione di soci 31.000 collaboratori e oltre 5 milioni di clienti.</p>
<p>Inoltre in  Italia vi sono<strong> 85 milioni di conti correnti</strong> e  tre banche detengono il 50% del mercato. E i servizi bancari, nel nostro Paese, sono i più costosi d’Europa e un conto corrente costa circa 100 € in più rispetto alle nazioni europee. </p>
<p>Il dato emergente è che le banche finanziano per il 70% le grandi aziende ( anche se cariche di debiti) mentre lasciano solo il 30% al resto dei loro clienti. Questo perché una società con migliaia di dipendenti e indebitata fino al collo non fallirà mai, salvo che non ci sia una volontà politica. Le grandi aziende fanno guadagnare molto in termini di servizi e di flussi di denaro ( e nelle filiali si trovano  tabelle riservate proprio per questo). Un artigiano dà sicuramente maggiori garanzie ma le banche non voglio parcellizzare il rischio e i costi e così il piccolo viene lasciato indietro, anzi se possibile anche vessato. <strong>Per la famosa legge “sii forte con i deboli e debole con i forti”.</strong> Abbiamo poi assistito,negli ultimi vent’anni, ad una trasformazione delle banche che fanno sempre più finanza che economia. E questo, adesso, sta riaprendo un grande dibattito sul ruolo delle aziende di credito. Già negli anni ’60 si era aperta una discussone sul tema tra due grandi banchieri:Raffaele Mattioli, Presidente della COMIT- la Banca Commerciale Italiana-, e Enrico Cuccia, Direttore di Mediobanca.Il punto era la  necessità di separare il credito commerciale dal credito finanziario. Questo rapporto poi privilegiato tra grandi aziende e banche è diventato un circolo vizioso con l’unica via di fuga della collocazione in borsa quando c’era necessità di uscire dall’angolo.</p>
<p>Ma il problema delle banche è anche quello delle collusioni e compiacenze con il sistema criminale e una recente sentenza della Cassazione, la n.2490/2001, ha sottolineato che “<em>questo rende</em> <em>legittimo il convincimento del tribunale che operatori bancari, particolarmente fiscali ed attentissimi nella elargizione di prestiti, scoperture bancarie e mutui ipotecari, operando secondo abituali prassi creditizie , avrebbero dovuto accertare senza difficoltà le qualità sociali ed economiche di clienti tanto particolari, soprattutto presso agenzie poste nell’ambito di municipalità di assai ridotte dimensioni demografiche, tali dovendosi ritenere i comuni di 26.000 abitanti, regolandosi di conseguenza rispetto ai richiesti mutui”.</em></p>
<p>Vale a dire che nei piccoli centri i direttori di banca, i funzionari sanno esattamente chi hanno davanti e il più delle volte chiudono gli occhi.</p>
<p>Per tornare all’usura  il tasso massimo è più alto per i piccoli clienti anziché per i grandi e non esiste più  lo stato di bisogno anzi  è solo un aggravante. <strong>Oggi il tasso massimo per alcune operazioni senza che sia usura è il 26,25%!</strong></p>
<p><strong>(pubblicato su <a href="http://www.lindro,it">www.lindro,it</a>)</strong></p>
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		<title>De Masi e la lotta contro le banche</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 12:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Corica</dc:creator>
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In Italia vi sono più di 80 milioni di conto correnti a cui, se si applicano solo dieci euro a trimestre di extra spese, si finisce per far ottenere alle banche un maggiore introito di 3,4 miliardi di euro in più. I servizi bancari nel nostro Paese, infatti, sono i più costosi d’Europa. A questo, sempre in [...]]]></description>
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<p><a rel="attachment wp-att-8242" href="http://www.malitalia.it/2011/10/de-masi-e-la-lotta-contro-le-banche/demasi/"><img class="alignnone size-medium wp-image-8242" src="http://www.malitalia.it/wp-content/uploads/2011/10/demasi-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" /></a></p>
<p>In Italia vi sono più di 80 milioni di conto correnti a cui, se si applicano solo dieci euro a trimestre di extra spese, si finisce per far ottenere alle banche un maggiore introito di 3,4 miliardi di euro in più. I servizi bancari nel nostro Paese, infatti, sono i più costosi d’Europa. A questo, sempre in Italia, <strong>si aggiungono ‘casi eclatanti’ scaturiti da indagini giudiziarie che hanno portato alla luce un vero e proprio sistema di corruzione.</strong> Un modus operandi reso possibile da complicità di diversa natura rimaste isolate per tantissimo tempo. A fare strada in un mondo così segretamente intricato ha contribuito anche l’imprenditore calabrese <strong>Antonino De Masi</strong>.</p>
<p>È di qualche giorno addietro la notizia de<strong>l decreto di rinvio a giudizio per il reato di usura, disposto dal giudice del Tribunale di Palmi,</strong> <strong>Vincenzo Ramondino</strong>, contro i massimi esponenti di alcune importanti banche italiane. Il provvedimento che segna anche l’avvio del dibattimento stabilito per il 26 gennaio 2012, vede coinvolti <strong>Enrico Pernice</strong> (ex direttore generale di Banca Antonveneta); <strong>Ernesto Manna; Davide Croff; Mario Girotti; Ostilio Miotti; Rocco Segreti</strong> (ex direttori generali e dirigenti di Banca Nazionale del Lavoro). Mentre per gli imputati <strong>Pietro Celestino Locati</strong>; <strong>Vincenzo Tagliaferro</strong>; <strong>Alessandro Maria Piozzi</strong>; <strong>Matteo Arpe</strong> e <strong>Roberto Marini </strong>(ex direttori generali e dirigenti di Banca di Roma), lo stesso gip ha stabilito l’incompetenza territoriale del Tribunale di Palmi, trasmettendo il fascicolo alla procura di Reggio Calabria, in quanto i rapporti bancari erano trattenuti nella sede reggina.</p>
<p>È utile ricordare inoltre, che<strong> la procura di Milano, recentemente, ha portato al rinvio a giudizio dei vertici di Unicredit, coinvolti nell’operazione Brontos, per una frode fiscale di ben 245 milioni di euro</strong>. Nello specifico il gip ha avuto modo di annotare che “<em>gli amministratori e i responsabili citati ebbero piena consapevolezza di tutti gli elementi della fattispecie e vollero realizzare l’operazione</em>”. Parole queste, che pesano quanto un macigno sulla testa di dirigenti e direttori di banche che, almeno secondo quanto sta emergendo dalle indagini giudiziarie, hanno operato senza controlli di alcun tipo per lunghissimo tempo. </p>
<p>Proprio contro questo sistema ha voluto battersi, e continua a farlo, Antonino De Masi, ora soddisfatto per un primo successo giudiziario ma deciso ad andare avanti in maniera sempre più determinata. <strong>De Masi si è detto pronto a smascherare questo sistema di corruzione che le banche portano avanti continuando ad applicare tassi ’usurai’, indebolendo di fatto qualsiasi tipo di iniziativa imprenditoriale da parte di comuni cittadini</strong>. La sua esperienza non è eccezionale, perché mette in luce un sistema diffuso in tutto il Paese. Il suo è però diventato un ’caso’quello di chi con i propri mezzi dice di volersi battere e ottenere giustizia, continuando a studiare e capire in che modo operano le banche.</p>
<p><strong>Nino De Masi vende macchinari agricoli in tutto il mondo e la sua storia inizia esattamente venti anni fa con l’impresa De Masi</strong>. Da subito l’imprenditore di Rizziconi denuncia chi continua a chiedergli di pagare il pizzo. Decide poi di mettere insieme <strong>un consorzio di imprenditori, escludendo gli uomini appartenenti alla criminalità. Ecco che ricorre all’aiuto delle banche che si muovono applicando subito tassi d’interesse del 35-40 e 48% in funzione dei vari trimestri.</strong> <strong>Su delle linee di credito di 12-13 milioni De Masi arriva a pagare circa 6 milioni di euro di onere finanziario</strong>.</p>
<p>Nel 2003, a seguito delle denunce di De Masi, la procura di Palmi porta a giudizio i presidenti di Bnl, Banca Antonveneta e Banca di Roma. I vertici delle tre banche vengono però assolti per non avere commesso il fatto. Anche il tribunale di Reggio Calabria, pur accertando che l’imprenditore sia vittima di usura, quando chiede un mutuo agevolato al commissario antiracket gli viene negato. <strong>De Masi non si arrende e qualche tempo dopo ottiene, per la prima volta in Italia, il commissariamento antiracket</strong>. Le sue denunce sono proseguite fra mille difficoltà: “<em>lavoro senza banche</em> &#8211; spiega &#8211; <em>con i miei soldi</em>”. E intanto si prepara a presentare una nuova denuncia nei prossimi giorni. </p>
<p>(pubblicato su <a href="http://www.lindro.it">www.lindro.it</a>)</p>
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		<title>Vivere per sopravvivere</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 08:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Aprati</dc:creator>
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Una bambina muore perché lasciata, dal padre, dentro la macchina al sole. Un dimenticanza, sbadataggine, superficialità, stress….Insomma Elena è morta e la giovane mamma dice “Lui era un buon padre voleva occuparsi di tutto per farmi stare tranquilla. E’ che andiamo tutti di fretta”.
Andiamo tanto di fretta che la nostra vita passa e non ce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.malitalia.it/2011/05/vivere-per-sopravvivere/lungotevere/" rel="attachment wp-att-6932"><img src="http://www.malitalia.it/wp-content/uploads/2011/05/lungotevere.jpg" alt="" width="259" height="194" class="alignleft size-full wp-image-6932" /></a></p>
<p><strong>Una bambina muore perché lasciata, dal padre, dentro la macchina al sole</strong>. Un dimenticanza, sbadataggine, superficialità, stress….Insomma Elena è morta e la giovane mamma dice “Lui era un buon padre voleva occuparsi di tutto per farmi stare tranquilla. E’ che andiamo tutti di fretta”.<br />
Andiamo tanto di fretta che la nostra vita passa e non ce ne accorgiamo, andiamo tanto di fretta che quello che ci accade intorno sembra non avere senso. Questa fretta ma anche la necessità di lavorare, amplificata da una crisi che non lascia spazio a nessun cedimento e che ti assorbe completamente, stravolgono la nostra vita.<br />
<strong>La morte di Elena, per una “dimenticanza”, e il signore che ieri mattina ho incontrato sul Lungotevere</strong>. Un signore anziano che dorme sulle scale che portano al fiume e che con dignità si stava lavando e facendo la barba. Ha aperto con cura una scatoletta di latta, dentro un pezzo di sapone custodito gelosamente più di un pezzo i pane. Mi ha guardato chiedendomi scusa con gli occhi perché si stava lavando….Una sorta di pudore che mi è sembrato di altri tempi e non di questi dove si fa sfoggio anche della propria maleducazione!<br />
<strong>Questa è la fotografia della nostra società</strong>. Da una parte un papà che cerca di coprire le necessità del lavoro e della famiglia. Dall’altra chi ha perso tutto ma non la dignità verso se stesso.<br />
Un’Italia che conosciamo poco perché troppo assorbiti  dal frastuono di una  politica di insulti e false promesse mentre sotto il Paese muore. Muore perché mantenersi un lavoro oggi ti obbliga a rinunciare qualche volta anche alla tua dignità e che se va bene ti impone di correre senza sosta perché se ti fermi c’è qualcun altro che prenderà il tuo posto. E’ la legge della giungla che ci domina.<br />
E’ un Paese dove chi esce dal mercato del  lavoro e ha superato i 40 anni è, praticamente, fuori dalla vita sociale. Non riesce a reinserirsi  ( la battuta preferita è “lei è troppo qualificato”), non avrà un aiuto dalle banche  che ,forse,in questa nostra Italia dovrebbero rivedere il loro ruolo e forse tornare ad essere quello che erano quando sono nate: cioè dei prestatori di denaro ! Evvero come dice Tremonti che il nostro sistema bancario ha tenuto ma perché non ha rischiato nulla su questa crisi ed hanno tenutio grazie ai risparmi, orami svaniti, di tanti italiani.<br />
Correre per non perdere il lavoro e non accorgersi di aver lasciato la propria figlia in macchina, anzi essere convinto di averla lasciata all’asilo, e lavarsi nel Tevere. <strong>L’Italia è questa. Ma ancora resiste.</strong></p>
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		<title>Umiliati dai boss e dallo Stato</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 07:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Malitalia</dc:creator>
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(di Francesca Paci – La Stampa) 
C’è il sole alto sul Golfo di Napoli che s’intravede dai vicoli di San Sebastiano al Vesuvio, la Svizzera partenopea dove professionisti e uomini d’affari ristrutturano ruderi da 4 mila euro al metro quadrato. Ma in casa Orsino le luci sono accese. Luigi e la moglie Giuseppina, 56 e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.malitalia.it/wp-content/uploads/2010/06/NAPOLI01G-300x227.jpg" alt="" title="NAPOLI01G" width="300" height="227" class="alignleft size-medium wp-image-3003" /><br />
(di Francesca Paci – La Stampa) </p>
<p>C’è il sole alto sul Golfo di Napoli che s’intravede dai vicoli di San Sebastiano al Vesuvio, la Svizzera partenopea dove professionisti e uomini d’affari ristrutturano ruderi da 4 mila euro al metro quadrato. Ma in casa Orsino le luci sono accese. <strong>Luigi e la moglie Giuseppina, 56 e 51 anni, aspettano con le persiane serrate l’ufficiale giudiziario che da un giorno all’altro verrà a cambiare la serratura della villa in cui vivono dal 1979, come se trincerarsi dentro l’ultima delle proprietà rimasta loro dopo l’assedio di camorristi, usurai, creditori, ritardasse almeno un po’ la consapevolezza d’aver perduto la guerra cominciata 18 anni fa</strong>. «Non finiremo a rovistare nella spazzatura, c’è un limite all’umiliazione della dignità umana: se vengono a buttarci fuori ci facciamo saltare in aria» dice Luigi, camicia gialla e jeans lisi, seduto nel salone senza più quadri né suppellettili dove un paio di computer Ibm Ps2 e un sofisticato mangianastri d’epoca pre-cd rivelano il momento esatto in cui le sue finanze, fino ad allora cospicue, hanno smesso di prosperare. </p>
<p>L’orologio è fermo al 1992: «Lavorando sodo avevamo trasformato un negozio di mobili di Portici da 50 mq in uno spazio venti volte più grande, ad avviarne un altro a Sant’Anastasia, più tre punti vendita abbigliamento». Sono anni di passaggio. Sebbene il boom economico italiano cominci a sgonfiarsi e Maradona sia già un eroe del passato, gli affari vanno e gli Orsino, oltre ai locali commerciali e l’abitazione di San Sebastiano, vantano una villa a Diamante, una barca da dieci metri, un loft a Roccaraso. Non resterebbe loro che da godersi la vita se in agguato non ci fosse Gomorra, il regno delle tenebre di cui il tredicenne Saviano inizia a prendere coscienza. A ripensarci ora sembra un film. Luigi versa il tè freddo, lusso estivo del pacco Caritas che don Enzo gli consegna ogni mattina in parrocchia: <strong>«Un giorno un sedicente amico mi propone l’acquisto dei 180 mq con parco al centro di Ercolano cedutigli da un mio parente che aveva un debito con lui e io, per non lasciare in mezzo alla strada quel poveretto, sborso subito trecentotrenta milioni di lire in contanti». I vampiri fiutano il sangue: «Dopo una settimana vengono da me due gorilla dei Vollaro, un clan potente e feroce che fino allora mi aveva ignorato. Sapevo che tanti commercianti pagavano in silenzio anche un milione di lire al mese». </p>
<p>Omertà obbligata: la legge a sostegno degli imprenditori sotto usura sarebbe arrivata solo sette anni dopo.</strong> Il tempo di morire: «Un pizzo contenuto l’avrei sopportato, ero benestante. Ma quelli chiedono subito 5 milioni, 10, 15, un’escalation con raffiche di mitra sulle vetrine e nel giardino di casa, dove una sera trovo morto il nostro cane pastore Dark. In pochi mesi eccomi ostaggio del mio ex amico, ormai rivelatosi uno strozzino, che dopo avermi consigliato di non oppormi ai Vollaro si offre di prestarmi i soldi a tassi fino al 300%». Il gioco si fa duro, Luigi Orsini prova a giocare ma è stretto tra estorsori e usurai, le forze svaniscono rapidamente con il patrimonio. Prima che decida di rivolgersi alla Procura di Nola passano 12 anni durante i quali, incalzato dalla rate, cede una dopo l’altra tutte le attività, licenzia i 19 dipendenti, con la pistola puntata firma finti atti di trasferimento di proprietà delle ville di Ercolano, Diamante e Roccaraso: «Impossibile opporsi. Un pomeriggio dopo che avevano minacciato mio figlio all’uscita da scuola mi portano a casa del boss Vollaro, un tipo con la vestaglia di seta e i capelli impomatati. Ho preso schiaffi, pugni, sono stato gettato dalle scale, nel 2001 ho avuto un infarto e oggi ho 3 bypass. Pensavo che denunciando, come mi incoraggiava a fare lo Stato, sarei riemerso, invece sono solo». </p>
<p><strong>La legge segue il suo corso. Intanto le banche chiudono i conti degli Orsini, i fornitori ricorrono al pignoramento, il listino dell’asta fallimentare svende negozi e case compresa l’ultima &#8211; la villa adorna di sfacciatamente rigogliosa bouganville dove abitano mamma, papà, l’unico figlio prossimo alla laurea in Economia con le tasse universitarie pagate dal sindaco Giuseppe Capasso e due gatti ma</strong>cilenti &#8211; venduta il 13 ottobre scorso nonostante, grazie all’associazione antiracket di Portici, la Prefettura avesse avviato la procedura di sospensione del sequestro prevista dalla legge 44. Causa burocrazia, l’ok arriva il 25 novembre: troppo tardi per il giudice che, a discrezione, ordina agli ufficiali giudiziari di procedere. Fosse vissuto a Londra, meno di tre ore d’aereo a nord della stessa Europa, sarebbe bastato che Luigi Ursini dichiarasse bancarotta per lasciarsi i creditori alle spalle e ripartire. Qui gli resta solo di raccomandarsi al Paternostro che sta nei cieli perché gli rimetta i suoi debiti. Almeno lui. </p>
<p>Luigi stringe a se la moglie che una volta a settimana accompagna le vecchine in chiesa per 5 euro l’ora: «Se un imprenditore sbaglia investimento è colpa sua, ma quando cade perché la criminalità controlla il territorio al posto dello Stato è diverso. <strong>Avrei voluto poter lavorare come fossi nato a Bergamo o a Torino». Ma è nato sotto il Vesuvio e , giura, ci resterà: «Con gli ultimi soldi ho comprato due taniche di benzina, se siamo condannati a morte, facciamo da soli». </strong></p>
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		<title>Banche, le mani sui beni confiscati</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 04:25:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Aprati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dall'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Aprati]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Messina Denaro]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1643" title="corruzione3" src="http://www.malitalia.it/wp-content/uploads/2010/04/corruzione3.jpg" alt="" width="300" height="245" />Sicilia occidentale. Calabria locride. Campania casertano. Lombardia varesotto. Emilia Romagna, modenese. Lazio litorale pontino. Tante confische, tanti beni tolti alle mafie, tante attività che tornano ad essere “legali”. Un esempio fra tutti la “Calcestruzzi Ericina”, nelle mani di <strong>Vincenzo Virga</strong> uomo dell’ultimo grande boss <strong>Matteo Messina Denaro</strong>, e poi passata allo Stato. Uomini contigui alla criminalità organizzata tentano di convincere l’allora Prefetto, <strong>Fulvio Sodano</strong>, a disfarsene. Ma lui ha tirato dritto, l’ha fatta funzionare nonostante i tentativi di farla fallire e di deprezzarla (dalla testimonianza di Antonino Birrittella ex mafioso oggi dichiarante di giustizia).</p>
<p>Il Prefetto ne ha voluto fare un esempio per il territorio. Il prezzo pagato è stato l’allontanamento dalla città, diciamo che non era in linea con il pensiero dominante, ma la Calcestruzzi ha resistito e grazie a Libera, don Ciotti e ad una banca, Unipol, oggi è sul mercato, produce inerti anzi, come dice il suo nome Rose, fa recupero omogeneizzato di scarti edilizi.</p>
<p>Ma quanti beni sono in questa situazione? Quanti hanno goduto di appoggi come Unipol? Don Luigi Ciotti si batte da anni dicendo che oltre il 30% dei beni confiscati non può essere usato perché gravato da ipoteche bancarie. E vista la legge sulla vendita dei beni confiscati loro saranno le prime a partecipare alle aste ricomprandoli anche in nome e per conto di personaggi in odor di mafia. Ma come è possibile parlare di Agenzia dei beni confiscati, parlare di togliere i beni ai mafiosi, inneggiare alla vittoria ad ogni confisca effettuata e non porsi il problema dell’utilizzo? Ma soprattutto come è possibile non affrontare il problema banche? Sono loro il punto nodale della gestione dei beni confiscati. Facciamo un esempio, sempre siciliano ma valido per tutti i territori.</p>
<p>Supermercati Despar gestiti da Grigoli, il “cassiere” di Matteo Messina Denaro. Confiscati, dati in gestione ed ora quasi al fallimento. Perché? Perché le banche non sono più così elastiche come quando apparteneva ai mafiosi. Lo scoperto non è ammesso. E in più i fornitori che una volta aspettavano anche 90 giorni per essere pagati adesso pretendono il pagamento entro 30 giorni (quando va bene). Una volta il pane, quello di Castelvetrano, si comperava solo in quei supermercati. Ora che è noto che il boss non li gestisce più si può andare a comperare il pane ovunque. E gli affari calano e si rischia la chiusura anche perché essendo sotto amministrazione giudiziaria non esistono pagamenti in “nero” né per fornitori né per lavoratori. E le tasse si devono pagare tutte.</p>
<p>Quanti uomini, imprenditori soprattutto, decidono di passare alla giustizia e si trovano sul lastrico perché le banche li considerano “a rischio”. Passare allo Stato è equiparato a non essere più un “buon pagatore”. La domanda nasce spontanea come potrà lo Stato battere la mafia, oramai sempre più finanziaria e imprenditoriale, se le banche abbandonano al loro destino chi non è più mafioso? E non sono parole di circostanza e di semplice demagogia ma sono le voci raccolte tra i tanti che hanno deciso di cambiare la loro vita e che per ottenere un finanziamento debbono produrre tanti di quei documenti che ti penti di voler essere un uomo onesto. Mentre d’altra parte ci sono aziende che ottengono fidi pur avendo sentenze passate in giudicato. “Due pesi due misure che sempre più ti fanno sentire l’inutilità di essere onesti” (Corrado Alvaro). Il problema non si affronta perché fare la guerra alle banche vuol dire toccare i fili della corrente. Perché le banche controllano i conti di tante persone che votano, che producono, che ti possono rifare la casa o arredartela.</p>
<p>E oggi si uccide molto di più con un conto corrente chiuso che con la pistola. Adesso si dice che l’Agenzia dei beni confiscati è la panacea di questi problemi. Ma già è iniziata la lotta per avere più sedi tra cui una a Palermo e forse a Roma. Non è che abbiamo, trasversalmente, creato un nuovo carrozzone? Tutto fumo e niente arrosto. Perché non chiediamo alle banche di diventare partner delle iniziative sui beni confiscati? Chiediamogli di tornare a fare quello che fu la spinta del Monte dei Paschi alla fine del ‘400. Aiutavano gli artigiani a diventare grandi e poi si riprendevano la loro parte. Non è un’utopia è un nuovo (vecchio) modo di gestire il futuro. Quello che gli americani chiamano “project financing” ma che è nato da noi secoli fa. Perché lasciare soli uomini come don Luigi Ciotti che hanno danno la spinta sociale al cambiamento? Adesso c’è bisogno di risorse. Non possiamo far morire un supermercato perché non è più dei mafiosi ridando così a loro quegli uomini che, da disoccupati, accetteranno qualsiasi lavoretto anche sporco.</p>
<p>Le banche hanno obiettivi finanziari ma vivono nella società e ci sono tante piccole realtà che dimostrano che è possibile fare affari ed essere vicini ai cittadini e questo senza dover scomodare il premio Nobel Yunus e il microcredito. Ma questo vale in piccole realtà, vale perché si incontra il direttore di banca che è anche un uomo giusto. Ma non vale per i grandi numeri.</p>
<p>Ultima provocazione perché il ministro Alfano non dice quanti soldi liquidi sono nel Fug (Fondo Unico di Giustizia) che provengono dalle confische? E quei soldi perché non vengono ripartiti in percentuale tra le terre dove sono avvenute le confische (non credo che la Lega possa opporsi: le confische sono anche al Nord) così come chiedono i deputati del Pdl Sicilia (cioè della sua parte)? Sono soldi che gestiti anche con le Banche potrebbero dare respiro ad iniziative economiche e sociali alle aree depresse ed oppresse dalle mafie. Altrimenti non ci rimane da pensare che è meglio far “aumentare” la disoccupazione: c’è più manovalanza tra cui scegliere e gli usurai avranno più uomini da “strozzare”. E a questo punto bisognerebbe pensare che lo Stato preferisce la criminalità organizzata alla legalità.</p>
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		<title>Banche, quando il denaro non è tutto</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 16:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Aprati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Onestà]]></category>

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		<description><![CDATA[Una domenica mattina. Agosto a Roma. Niente ferie si lavora e allora l’unico refrigerio si trova in piscina. Una bella, di un albergo a “la page”. Uno sfizio per compensare la stanchezza, lo stress, il caldo, i postumi di un brutto incidente&#8230;
La piscina è in alto, domina la città, è silenziosa, pochi gli ospiti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1603" title="woman-work-bank" src="http://www.malitalia.it/wp-content/uploads/2010/04/woman-work-bank-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Una domenica mattina. Agosto a Roma. Niente ferie si lavora e allora l’unico refrigerio si trova in piscina. Una bella, di un albergo a “la page”. Uno sfizio per compensare la stanchezza, lo stress, il caldo, i postumi di un brutto incidente&#8230;<br />
La piscina è in alto, domina la città, è silenziosa, pochi gli ospiti e poi arriva una specie di Pippi Calzelunghe, con lentiggini capelli rossi e un incedere un po’ incerto, l’aria spavalda di chi ha in pugno il mondo.<br />
Poggia le sue cose sul lettino e poi chiede al bagnino di spalmarle la crema sulle spalle. Lancio un’occhiata all’amica che mi accompagna. Pensiamo, ma non lo diciamo, “la solita viziata”.</p>
<p>Mai pensiero fu più sbagliato. Più tardi al bordo della piscina capiamo il perché del suo camminare un po’ sbilenca. Ha avuto un ictus. Antonietta è una giovane donna di 37 anni che a 33 è stata colpita all’improvviso  da qualcosa che le ha stravolto la vita. Istruttrice di nuoto, vitale, bella, brava economista. La vita davanti e poi il buio, il gelo di una parte di te che non funziona, non risponde ai comandi.</p>
<p>Quanti si arrenderebbero, quanti cadrebbero in depressione. Ma lei no vuole vivere e lotta con i denti per tornare ad essere quella che era e trova un alleato inaspettato: la banca in cui lavora. Che non la lascia sola, che non le chiede di lasciare l’azienda, che la continua a pagare mentre lei si cura tra la Svizzera e la gelida Chicago pre Obama (dove va da sola). Poi finalmente torna a lavorare e la banca le trova una collocazione adeguata vicino ad un centro riabilitativo.</p>
<p>Lei vive sola, forse qualche volta volendo strafare per dimostrare, come se ce ne fosse bisogno, che lei può farcela. Lavora e pensa al suo futuro, ai suoi obiettivi professionali e lavora come tutti i suoi colleghi.<br />
In una società dove la discriminazione è forte, dove essere portatori di un handicap ti esclude, dove lavora chi è giovane e forte e dove le banche, tutte, sono “truffatrici e usuraie”. Le banche, oggi, spesso non guardano ai bisogni dei propri clienti, quando è possibile ne sfruttano i depositi, sono contigue ai sistemi criminali. Capita di sovente che, nell’ambito della criminalità organizzata, chi denuncia e passa nella legalità si veda chiudere i conti dalla banca.</p>
<p>Insomma le banche oggi sono il diavolo. Eppure questo “diavolo” è stato capace di dare una speranza a chi pensava di aver perso tutto e forse anche se stessa.</p>
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		<title>Un futuro alle spalle</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 10:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Aprati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dall'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Ad un mese dalle elezioni regionali incominci a pensare chi e come voterai e ti assale uno strano senso di mal di stomaco, “un reflusso esofageo” che trattieni a stento.
Un’amara riflessione. Ci siamo venduti il nostro futuro, e quello dei nostri figli.
Lo abbbiamo venduto per l’abbaglio di una vita fatti di agi, di una casa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-481" title="aneastudio" src="http://www.malitalia.it/wp-content/uploads/2010/02/aneastudio-214x300.jpg" alt="image" width="214" height="300" />Ad un mese dalle elezioni regionali incominci a pensare chi e come voterai e ti assale uno strano senso di mal di stomaco, “un reflusso esofageo” che trattieni a stento.</p>
<p>Un’amara riflessione. Ci siamo venduti il nostro futuro, e quello dei nostri figli.</p>
<p>Lo abbbiamo venduto per l’abbaglio di una vita fatti di agi, di una casa piena di ogni ben di dio, di una laurea ad ogni costo, del posto fisso e della Milano da bere.</p>
<p><span id="more-476"></span>Lo abbiamo venduto al rampantismo degli anni 80. Lo abbiamo venduto per un piano rialzato in più, perché tanto c’è il condono.</p>
<p>Lo abbiamo venduto alla edificazione selvaggia perché c’è bisogno di casa e non fa niente se costruiamo su un costone di argilla. Lo abbiamo venduto alle università private perché la scalata sociale passa anche attraverso un pezzo di carta.</p>
<p>Lo abbiamo venduto ai soldi facili senza pensare a chi li toglievamo. Lo abbiamo venduto alle discariche abusive, magari a mare, mica è roba nostra! Lo abbiamo venduto a chi ci ha detto “va tutto bene, ci penso io siate ottimisti”.</p>
<p>Lo abbiamo venduto ad una classe politica, di destra e di sinistra, che ha gestito il nostro paese come se fosse sempre in emergenza e quindi è giusto che Bertolaso faccia il ministro: l’Italia è un paese da protezione civile. Ogni argomento viene affrontato con lo stesso piglio del fiume che straripa o della frana che si porta via 30 persone e paese interi. E quindi pezze a colore sulla scuola, che viene riformata ogni due anni. E allora pezze alla giustizia nascondendosi dietro il fatto che la nostra è peggio di quella del Gabon.</p>
<p>Questo è un paese dove la parola programmazione è bandita e dove parlare di riforme strutturali è come parlare di un veleno pericolosissimo. Certo pericoloso perché se fai riforme strutturali queste potrebbero andare in porto quando non sarai più ministro, assessore, sindaco&#8230; e allora meglio guardare a quello che puoi ottenere oggi alla faccia della crisi economica, della gente che rimane senza lavoro, dell’operaia che entra in fabbrica con il coltello da cucina per sapere quando sarà pagata perché il suo bambino di 8 mesi non ha da mangiare, alla faccia dell’operaio che si dà fuoco perché non c’è la fa più.</p>
<p>L’Italia paga oggi il prezzo di chi ha fatto accordi legati al momento sociale e non nel rispetto del paese che amministrava. Quindi tutti all’università senza sapere quanti alla fine troveranno lavoro, quindi tutti in fabbrica desertificando le terre agricole senza capire dove va il mondo, quindi un impianto siderurgico nel mezzo di una delle terre agricole più ricche d’Italia.</p>
<p>Ed adesso le terre agricole sono inquinate dai rifiuti, le scuole gli ospedali etc. Hanno più risorse di quelle da utilizzare. E nel frattempo i mestieri manuali, quelli che una volta facevano solo gli analfabeti, hanno un bel posto nella nostra economia e ci ricordano una cosa semplice “ se non c’è il contadino che raccoglie le verdure e munge le vacche difficile che qualcuno mangi!”<br />
Eppure siamo capitanati da un imprenditore che ha detto che avrebbe trasformato questo stato in un’azienda efficiente ed efficace.</p>
<p>Efficace certo per lui e per il suo insieme e per tutti quegli italiani che credono che potranno comportarsi come lui tanto:” se lo fa il capo!” Provare per credere se è proprio così. La legge non è uguale per tutti. E sono riusciti a vendere come epocale una riforma scolastica aspettata da 50 anni. Infatti perché è la scuola che c’era in Italia 50 anni fa…</p>
<p>E nel frattempo l’opposizione per non perdere la sua rendita di posizione si trascina in beghe interne e non ha il coraggio di offrire un programma che si realizzerà magari in 10 anni, avendo il coraggio di dire le cose come stanno e non di stare zitti e tacere sperando di raccogliere qualche briciola.</p>
<p>Il paese se lo stanno mangiando e il famoso piano “solo” di cui si discuteva tanti anni fa è tornato con l’abito dei festini, delle leggi ad personam, di un certo giornalismo che dice non dice e che ammica. E l’abile venditore, come lo definiva, Indro Montanelli, sta portando tutta l’Italia dentro il grande fratello e chi la pensa in maniera diversa è fuori dal giro e dalla vita. Mi ricorda tanto il mio professore di marketing della Procter &amp; Gamble (la più grande multinazionale mondiale) che mi ha insegnato i trucchi per vendere la varechina Ace.</p>
<p>Per il grande “Silvio” noi siamo tutti consumatori, dobbiamo spendere e non pensare.</p>
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		<title>L&#8217;inchiesta Malitalia</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 14:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Malitalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Cacciatori Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Don Luigi Ciotti]]></category>
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		<description><![CDATA[Un intervento audio di Laura Aprati sull&#8217;inchiesta Malitalia.
Protagonisti sono poliziotti, carabinieri, dichiaranti di giustizia, imprenditori onesti, ragazzi che lavorano, il procuratore della Direzione Generale Antimafia Alberto Cisterna, i Cacciatori di Calabria.

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un intervento audio di Laura Aprati sull&#8217;inchiesta Malitalia.</p>
<p>Protagonisti sono poliziotti, carabinieri, dichiaranti di giustizia, imprenditori onesti, ragazzi che lavorano, il procuratore della Direzione Generale Antimafia Alberto Cisterna, i Cacciatori di Calabria.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="144" height="60" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.malitalia.it/wp-content/uploads/2010/02/Inchiesta_Aprati.mp3" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="144" height="60" src="http://www.malitalia.it/wp-content/uploads/2010/02/Inchiesta_Aprati.mp3"></embed></object></p>
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		<title>Dagli usurai per pagare il pizzo</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 13:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Malitalia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dall'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
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		<description><![CDATA[In Sicilia ai piccoli titolari d’impresa che denunciano i taglieggiatori le banche spesso chiedono l’immediato rientro dei prestiti, causando il fallimento delle aziende. (Franco Di Mare, giornalista)
E a Palermo si può arrivare a chiedere prestiti agli usurai per pagare il pizzo.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/10/19/dagli-usurai-per-pagare-il-pizzo.html
Ma il racket non è solo un problema del Meridione. La “palma sale a Nord” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Sicilia ai piccoli titolari d’impresa che denunciano i taglieggiatori le banche spesso chiedono l’immediato rientro dei prestiti, causando il fallimento delle aziende. (Franco Di Mare, giornalista)</p>
<p><span id="more-67"></span>E a Palermo si può arrivare a chiedere prestiti agli usurai per pagare il pizzo.<br />
<a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/10/19/dagli-usurai-per-pagare-il-pizzo.html" target="_blank">http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/10/19/dagli-usurai-per-pagare-il-pizzo.html</a></p>
<p>Ma il racket non è solo un problema del Meridione. La “palma sale a Nord” :<br />
<a href="http://blog.panorama.it/italia/2007/09/20/il-pizzo-non-parla-solo-siciliano-ecco-chi-lo-chiede-e-chi-lo-paga-a-milano/" target="_blank">http://blog.panorama.it/italia/2007/09/20/il-pizzo-non-parla-solo-siciliano-ecco-chi-lo-chiede-e-chi-lo-paga-a-milano/</a></p>
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