Ex presidente Anci Sicilia accusato di diffamazione, ai “lavori di pubblica utilità”

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(di Marco Bova)

I veleni di Alcamo (Trapani) arrivano ai servizi sociali. A partire dal prossimo 20 gennaio l’ex sindaco Giacomo Scala (in foto sulla sinistra) e il giornalista Baldassare Carollo dovranno svolgere dei lavori di “pubblica utilità” su disposizione del Tribunale di Trapani. La vicenda è datata e riguarda una denuncia per diffamazione presentata all’autorità giudiziaria dall’allora candidato sindaco della lista Abc, Niclo Solina. L’episodio risale alla campagna elettorale delle Amministrative 2012.
Scala, già ex presidente regionale dell’Anci, noto per le vicinanze politiche all’ex senatore Pd Nino Papania (recentemente condannato per voto di scambio e tuttora imputato dinanzi al Tribunale di Trapani), Scala all’epoca era candidato alle Regionali con il Pd, ma alle elezioni cittadine sosteneva il candidato (poi eletto) Sebastiano Bonventre. L’intervista, veicolata sottoforma di spot elettorale, andò in onda in un emittente locale dal 14 al 18 maggio 2012, in piena campagna per il ballottaggio. Un contributo video al vetriolo, condito da ricostruzioni su alcuni incarichi legali ricoperti da Solina “legale fiduciario di un gruppo assicurativo”. Nell’immediato i due sono rientrati in un esposto querela per “diffamazione a mezzo stampa” e adesso il giudice Gianluigi Visco, su loro richiesta, ne ha disposto la messa alla prova.
Secondo il provvedimento, Scala dovrà svolgere i lavori di pubblica utilità presso la sede alcamese dell’associazione “Fraternità della Misericordia”, ogni lunedì dalle 16 alle 20 mentre Carollo lo farà presso la parrocchia “Sacro Cuore di Gesù”, ogni settimana, due ore per due pomeriggi a settimana. A vigilare sui loro lavori sarà l’Ufficio esecuzione penale esterna di Trapani, a partire dal prossimo 20 gennaio. Al termine dei cinque mesi – il prossimo 13 luglio – il Tribunale valuterà la “messa alla prova”.
Per l’ex sindaco di Alcamo tuttavia non si tratta della prima esperienza giudiziaria. Nello scorso mese di novembre è stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire 46 mila euro per un incarico illegittimo affidato tra il 2007 e il 2008 nonostante fosse stato assolto dalla giustizia ordinaria in Appello perchè “il fatto non sussiste” e finì nel registro degli indagati con l’accusa di truffa anche quando era presidente dell’Anci regionale per una presunta “distrazione di somme destinate all’agricoltura”. Scala però da novembre è nuovamente ritornato sulla scena politica diventando Segretario regionale organizzativo di Sicilia Futura, il partito che alle ultima tornata referendaria ha sostenuto il Si, poi sconfitto.

(pubblicato su IlSicilia.itil 3 gennaio 2017)