La SCORTA AI TERRENI CONFISCATI

(di Marco Bova)

“Dalle ceneri di questi terreni sorgerà lo spirito migliore che connota la maggior parte dei cittadini del nostro territorio, lo spirito di Libertà che accomuna persone tanto diverse, ma che fortemente credono in una società libera dal giogo mafioso”. Lo ha detto il magistrato Piero Grillo, presidente della sezione Misure di Prevenzione del tribunale di Trapani, intervenendo ad una scorta civica organizzata sui terreni di contrada Sarbucella (tra Paceco e Trapani) incendiati durante la scorsa settimana. Gli appezzamenti rientrano nel sequestro di 29 milioni di euro eseguito nel luglio dello scorso anno ai danni di Vito Marino, recentemente condannato (assieme al cugino Salvatore Marino) dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano per la Strage Cottarelli, avvenuta a Brescia nell’agosto 2006. L’uomo è figlio di Girolamo Marino, boss di Paceco negli anni settanta. “Nel corso dell’ultima settimana sono intervenuti più episodi di incendi dolosi – ha detto Piero Trapani, agronomo nominato dall’amministrazione giudiziaria – avvenuti con un attenta ed accurata selezione dei terreni”. In totale sono andati in fuoco 30 ettari di terreno. “I risultati produttivi si prospettavano ottimi – ha continuato Piero Trapani – e in alcuni appezzamenti si attendeva di poter raccogliere anche 50 quintali di grano per ettaro”. “Devo premettere – ha aggiunto Grillo – che ho dubitato seriamente sul mio ruolo in questa manifestazione, organizzata per offrire la solidarietà della società civile all’ impegno profuso nella Amministrazione dei beni sequestrati. Da una parte il ruolo di giudice del processo a carico dei proprietari dei terreni incendiati mi induce a prudenza e cautela; dall’ altra il ruolo del giudice responsabile dell’Amministrazione di questi beni deturpati mi induce a far vedere la presenza dello Stato”. All’iniziativa, organizzata dal comitato provinciale di Libera, hanno partecipato i principali esponenti delle forze dell’ordine ed il prefetto Leopoldo Falco. “Se la mafia si è ridotta a recuperare i metodi di cinquant’anni fa – ha detto Falco – vuol dire che la lotta alla mafia la stiamo conducendo davvero bene. Continuiamo e non lasciamo isolati chi ha onestà e buona volontà”. Durante la manifestazione è stata eseguita la mietitura su uno degli appezzamenti rimasti indenni (di 12 ettari) da cui si prevede un raccolto di circa 500 quintali.