Di Natale, tra droga, processi e riunioni sospette

tribtrapanidi Marco Bova

Dall’arresto di una donna della «Marsala bene» ad un processo di cui a Trapani in pochi parlano. Ad arricchire lo scenario, una sequela di elementi investigativi parecchio preoccupanti. Sono questi gli ingredienti che farciscono il profilo giudiziario di un noto professionista del territorio. Si tratta di Francesco Di Natale, notaio 49enne che vanta un curriculum autorevole. Tra i suoi clienti ci sono le amministrazioni locali, c’è il gruppo di Andrea Bulgarella e ci sono gli amministratori giudiziari. Gli sportivi lo ricorderanno per essere stato nel 2011 uno degli animatori della rinascita del Basket Trapani, negli ambienti giudiziari è conosciuto per altro.

Il nome del notaio, giusto ieri è emerso da un appunto stampa diramato ieri dalla Procura di Trapani. La nota riguardava l’arresto di una donna, Giada Musillami, per la cessione di un limitato quantitativo di hashish ad un quattordicenne. La donna è «compagna-convivente» di Francesco Di Natale ed è nella sua abitazione che gli agenti di Polizia e del Corpo Forestale «nel corso delle operazioni di perquisizione rinvenivano e sequestravano sostanza stupefacente del tipo cocaina, hashish e marjuana». Durante i controlli – disposti dal sostituto procuratore Andrea Tarondo – è emersa un’attrezzatura tecnica utile a rintracciare le microspie che il notaio ha detto utilizzare, per tutelare la propria riservatezza professionale. Nella nota Procura aggiungeva che «Di Natale è già indagato per favoreggiamento in materia di stupefacenti perchè trovato in possesso di cocaina e marjiuana» mentre per Musillami – su cui sono state effettuate delle intercettazioni – venivano disposti gli arresti domiciliari e l’utilizzo del braccialetto.

Ma c’è dell’altro. Stamani il notaio dovrà comparire dinanzi al giudice Caterina Brignone per un procedimento che lo vede imputato, in abbreviato, con l’accusa di peculato. Il processo è in corso, e oggi alle 10.30 inizierà la discussione delle parti. A giudizio, oltre a Di Natale, ci sono Antonino Novara e Roberto Melendez, entrambi dell’Agenzia dell’Entrate. Per il notaio il pubblico ministero Marco Verzera ha richiesto una condanna a tre anni e quattro mesi per il mancato versamento delle imposte di registro degli atti notarili. Secondo l’accusa, i clienti pagavano il suo studio che «omettevano» di girarli all’Agenzia dell’Entrate. Si trattava di 108 atti, l’ammanco ammontava a 507 mila euro e non appena svelato l’inghippo Di Natale ha provveduto al pagamento. Tuttavia l’episodio gli è costata la sospensione per due mesi dall’ordine notarile.

Il nome del notaio tra l’altro negli ultimi mesi era stato al centro di una delle puntate su Michele Mazzara. L’imprenditore originario di Dattilo all’epoca era imputato con l’accusa di intestazione fittizia di beni, con l’aggravante dell’aver favorito la mafia (poi fu condannato senza l’agevolazione mafiosa) e durante il processo era emerso il nome del professionista trapanese. Il primo contatto tra i due è datato 2000 e riguarda la società «Bacco Vini srl». Fu lui ad occuparsi della costituzione e di tutti i cambi di asset societari (Mazzara vendette le suo quote a dei prestanome per ottenere un finanziamento, continuando a gestire la società ) e fu lui nel 2008 a redigere l’atto di costituzione della Spefra. A un certo punto, in una delle riunioni Mazzara sarebbe comparso nel suo studio. «Ad indicarmi il notaio Di Natale fu Mazzara – disse Spezia, uno dei coimputati di Mazzara – che in realtà me lo propose assieme ad altri nominativi. Forse partecipò ad una delle riunioni». La circostanza venne confermata in aula dal commercialista Giuseppe Mazzara (nessuna parentela). «Per quanto ne so – afferma il legale del notaio, Nino Marino – si è occupato di vicende che riguardano Mazzara, tra il luglio ed il novembre 2014, quando fu incaricato di visionare due atti per conto dell’amministratore giudiziario delle sue aziende».

Infine c’è il caso Panfalone. A lui avevamo dedicato un’inchiesta a due puntate che adesso non è più leggibile. I due articoli sono stati posti sotto sequestro dal Tribunale di Marsala e non potete trovarli più. Andati. L’imprenditore nel febbraio dello scorso anno fu indagato per intestazione fittizia di beni. L’accusa riguarda lui e il notaio Di Natale. L’ipotesi, secondo i Panfalone, era da riferire ad un passaggio di quote societarie legato a questioni ereditarie e anche in quell’occasione gli agenti di Polizia e Corpo Forestale (in collaborazione con Guardia di Finanza) eseguirono una perquisizione, alla ricerca di documentazione cartacea ed informatica. Le operazioni coinvolsero una delle filiali di Unicredit, i computer, le abitazioni e gli uffici degli indagati, meno che in una stanzetta: l’ufficio consolare di Gaspare Panfalone, console onorario dell’Estonia. Trame provinciali da tenere d’occhio.