Caso Papania e i dubbi sugli strani ritrovamenti nel suo armadio…

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(Di Marco Bova)

Gli «strani» ritrovamenti emersi da un armadio dell’ex senatore (Pd) Nino Papania approdano in aula giudiziaria. Sono i verbali della perquisizione eseguita lo scorso 8 maggio in un ufficio del politico originario di Alcamo. Tra varie scartoffie gli agenti del nucleo di polizia tributaria della guardia di Finanza avevano trovato alcuni documenti riservati, e adesso i fascicoli di quell’atto investigativo hanno fatto il loro ingresso agli atti del processo che vede Papania imputato inanzi al giudice Franco Messina del tribunale di Trapani.
Il procedimento è quello che riguarda il presunto voto di scambio avvenuto durante le Amministrative del 2012 ad Alcamo. Fino ad ora la pubblica accusa era stata sostenuta dal sostituto procuratore Rossanna Penna, ma a partire dall’udienza di ieri sarà sostituita dai pm Franco Belvisi ed Anna Trinchillo. Una sostituzione inattesa, strettamente legata alla perquisizione avvenuta negli uffici di Papania. Proprio così. Tra i documenti ritrovati nei locali della Futura 2000, infatti, sono emersi alcuni verbali «privi di firme». Si tratta di interrogatori ed atti riservati dell’indagine sul voto di scambio ad Alcamo. Materiale che sarebbe uscito direttamente dai computer degli inquirenti e proprio per questo il pm Rossanna Penna avrebbe chiesto la sostituzione. La vicenda è inquietante. Soprattutto per gli scenari che negli ultimi anni hanno riguardato il Palazzo di Giustizia di Trapani.
E’ questo l’ultimo capitolo del «Papania affaire». Un reticolo di indagini che continua a svelare risvolti improvvisi. Dall’inizio dei due procedimenti giudiziari (uno si svolge in abbreviato dinanzi al giudice Lucia Fontana, l’altro è quello di cui si è scritto sino ad ora) è trascorso poco più di un anno. All’epoca si parlava di Papania come l’apice di un sistema ben organizzato in grado di fornire derrate alimentari e contributi economici, in cambio del voto. Accuse al centro dei due processi,arricchite negli ultimi mesi da questi nuovi riscontri investigativi. Papania nel frattempo è finito al centro di un nuovo fascicolo di indagine coordinato dal Procuratore capo Marcello Viola e dai sostituti Penna e Marco Verzera. E’ nell’ambito di questo nuovo filone che è stata disposta la perquisizione avvenuta negli uffici della Futura 2000 con ritrovamenti tutti da approfondire.
Proprio per questo al termine dell’ultima udienza i pm Trinchillo e Belvisi hanno prodotto il verbale della perqusizione ed uno degli interrogatori ritrovati. E’ la testimonianza deposta da Vito Savio D’Angelo, manager della sanità privata e consigliere comunale di Alcamo interrogato il 5 dicembre 2013 dal pm Rossanna Penna. D’Angelo giusto dieci giorni fa si è dimesso dal consiglio e il 14 dicembre 2013 è stato condannato per una maxi truffa ai danni delle compagnie assicurative. Il suo interrogatorio era stato integrato da numerosi omissis dai pm, ma negli uffici di Papania è stato ritrovato in forma integrale. E’ questo il documento più inquietante sul quale stanno provando a far luce gli investigatori. Fino alla prossima puntata del «Papania Affaire».

(pubblicato su TP24)