La buona scuola

Il presidente di Italia Orienta

Il presidente di Italia Orienta

Semplificazione, trasparenza, meritocrazia, miglioramento dell’efficacia didattica oltre all’abolizione del precariato e delle interminabili liste di attesa per l’immissione in ruolo sono fra i principali punti della Riforma della scuola voluta da Renzi – Giannini. Misure che hanno scatenato la protesta degli studenti già scesi in piazza per difendere il futuro di tanti giovani e precari del mondo della scuola. E mentre la consultazione è ancora aperta al governo, c’è chi si è organizzato da tempo per garantire buona formazione e orientamento individuale. Lo Young International Forum (Yif) è un progetto della Fondazione educativa Italia Orienta, in collaborazione con il Corriere dell’Università Job e Affaritaliani.it. La manifestazione, che si è svolta dal 14 al 16 ottobre a Roma, è nata dall’esigenza di supportare i giovani nella ricerca di un lavoro, di offrire loro spunti di riflessione e opportunità di scambi culturali, formativi e professionali, combattendo così la dispersione scolastica, gli abbandoni universitari, la disoccupazione giovanile. E dato che tanto si parla di “buona scuola”, Italia Orienta ha le sue idee ben chiare. Per una buona scuola innanzitutto:

Stop ai precari. Serve un piano straordinario per assumere 150 mila docenti a settembre 2015 e chiudere le graduatorie ad esaurimento.
– Dal 2016 si entra solo per concorso. Mai più liste d’attesa.
Basta supplenze. Previsto un team stabile di docenti per coprire cattedre vacanti, tempo pieno e supplenze, dando agli studenti la continuità didattica a cui hanno diritto.
Qualità, valutazione e merito. Ogni tre anni, gli insegnanti che matureranno crediti sufficienti avranno in busta paga 60 euro netti al mese in più. Dal 2015 ogni scuola pubblicherà il proprio rapporto di autovalutazione e un progetto di miglioramento.
Format e innovazione. Formazione continua obbligatoria mettendo al centro i docenti che fanno innovazione attraverso lo scambio tra pari.
Più trasparenza. Online dal 2015 i dati di ogni scuola e un registro nazionale docenti per aiutare i presidi a migliorare la propria squadra.
Blocca scuola. Presidi, docenti, amministrativi e studenti segnaleranno le 100 procedure burocratiche più gravose per la scuola.
Scuola digitale. Piani di co- investimento per portare a tutte le scuole una connessione veloce e senza fili, comprese le sedi decentrate.
Materie creative. Portare musica e sport nella scuola primaria e la storia dell’arte in quella secondaria.
Nuove alfabetizzazioni. Rafforzamento del piano formativo per le lingue straniere a partire dai sei anni. L’insegnamento di nuove competenze digitali. Diffusione dello studio e dei principi dell’economia in tutte le scuole secondarie.
Alternanza scuola – lavoro. Sarà obbligatoria negli ultimi tre anni di studio degli istituti tecnici e professionali per almeno 200 ore l’anno.
Scuole per tutti. Stabilizzare il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, rendendone trasparente l’utilizzo e attrarre risorse private attraverso incentivi fiscali e semplificazioni burocratiche.

Questi i 12 punti per una scuola del futuro, secondo l’analisi di Italia Orienta che guarda sempre più alla formazione in linea con gli standard europei. Sappiamo quanta strada ancora c’è da fare in tal senso. Per il presidente di Italia Orienta, Mariano Berriola e per Antonio Cocozza che, fra le altre cose, fa parte del Comitato Scientifico della Fondazione, per arrivare a questo tipo di scuola c’è bisogno di partire dai protagonisti: i ragazzi in primis e anche i docenti. In questo si inserisce l’attività di orientamento allo studio e poi la formazione. “E’ importante – spiegano – che gli studenti partano dall’analisi del sé. Oggi un giovane deve essere portato a scoprire quali sono le sue attitudini, gli interessi, le aspettative. Una cosa molto importante è anche l’analisi del contesto. Ovvero la consapevolezza del mondo all’interno del quale il ragazzo vive, al fine che possa compiere una scelta libera da condizionamenti, false credenze e pregiudizi”. Tanta è stata la partecipazione di scuole, studenti di ogni ordine e grado all’iniziativa romana. Fra le novità di quest’anno, la nuova area dedicata all’internazionalizzazione con più di sei mila offerte di studio e lavoro, provenienti da quindici Paesi diversi. Italia Orienta si muove in tutta Italia e l’aspetto significativo è proprio quello dell’analisi del contesto sociale. In alcune realtà, soprattutto al Sud, i numeri sulla dispersione scolastica sono ancora allarmanti. Analizzando i contesti e intervenendo preventivamente laddove ci sono problemi, forse si eviterebbero anche fenomeni di violenza così come le cronache hanno raccontato nelle ultime settimane.