La diaspora contagia anche l’informazione

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(di Elia Fiorillo)

La paura nella cabala fa novanta. Se si tratta di soldi però pare che faccia novantuno, numero non contemplato dalla smorfia. Un modo come un altro per dire che si sbarella completamente quando in campo ci sono i denari. E’ quello che è capitato ai vertici della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, il sindacato che dovrebbe essere unico ed unitario dei giornalisti del nostro Paese. L’Associazione Napoletana della Stampa, con più di cent’anni di storia, è stata cancellata con un colpo di spugna dal Consiglio nazionale del sindacato. Aveva perso definitivamente in Cassazione una controversia con il Comune di Napoli del valore di circa tre milioni di euro per una complessa vicenda, durata più di vent’anni, legata ai canoni d’affitto dei locali di proprietà del Comune che una volta ospitavano il Circolo della stampa. Visto che i tre milioni nelle casse dell’Associazione non si trovavano, gli avvocati municipali hanno bussato anche alle porte del sindacato di corso Vittorio Emanuele a Roma. In tutta fretta i vertici della federazione non solo hanno proposto la radiazione dell’Assostampa Napoletana, ma anche la decadenza dei consiglieri, dei probiviri e dei sindaci. Insomma, di tutti quelli che potevano essere collegati all’Associazione Napoletana. Non si era mai vista una cosa simile, in ispecie per quanto riguarda sindaci e probiviri “inamovibili” nella loro precipua funzione di garanzia. Invece di provare a capire quello che stava succedendo nel corso di vent’anni, promuovendo iniziative ad hoc, anche d’indirizzo sulle varie dirigenze territoriali succedutesi, la struttura nazionale ha agito quando non c’era più nulla da fare.

Per rispetto del lettore devo subito precisare che scrivo anche “per fatto personale”, essendo uno dei consiglieri nazionali – ex proboviro – dichiarati decaduti per “opera e virtù” della fifa nera che ha colpito la dirigenza della Fnsi e non in base al dettato dello Statuto. Uno si aspetta da un organismo che spesso fa le pulci all’ “universo mondo” prudenza, saggezza e coerenza nei comportamenti. Niente da fare, non è andata così. Ma il “pasticciaccio brutto” alla Federazione della stampa non finisce qui. E’ stato un giornale on line a diramare la notizia dell’esclusione dei consiglieri senza che gli interessati avessero ricevuto né una lettera, o una e-mail, o un sms che li avvertisse. Alla richiesta formale delle motivazioni che hanno spinto l’Esecutivo ad assumere provvedimenti così drastici ed inusuali non c’è stata, fino ad oggi, alcuna risposta.

C’è stata, invece, una nota a firma del presidente Giovanni Rossi in cui s’invitavano i Consiglieri “decaduti” – ma mai formalmente informati – a partecipare alla riunione del Consiglio del giorno dieci luglio scorso. Scrive Rossi: “Vi prego di credere che tutta l’azione della Presidenza e del gruppo dirigente è volta ad evitare che una così rilevante parte della categoria venga esclusa dai processi democratici che caratterizzeranno la vita del Sindacato nei prossimi mesi”. Il presidente così conclude la sua nota:”Vi prego d’intervenire e di assicurare la Vostra presenza proprio in relazione al punto che sarà discusso in CN”. Cioè “la situazione determinatasi in Campania dopo la decisione di escludere l’Associazione Napoletana della Stampa”. Non so come il dibattito sul punto si sia sviluppato perché, ovviamente, ho declinato l’invito. Conosco però il testo di un’agenzia di stampa che informa: “In apertura dei lavori, il Consiglio Nazionale Fnsi ha ratificato, con 42 voti a favore, 6 contrari e 8 astenuti, la decadenza dei consiglieri nazionali e di tutti i rappresentanti della radiata Associazione Napoletana della Stampa …”. Prima s’invitano per “ragionare” eppoi…

Insomma, gli organismi della Fnsi, senza la Campania, approvano un contratto che non può essere nazionale ma solo multi-regionale. Lo stesso equo compenso sta passando mettendo il bavaglio alla Campania dove più che altrove potrebbero sentirsi gli effetti di una normativa ambigua e discutibile. Ultimo, ma non meno importante, la FNSI dovrà spiegare come sarà possibile indire un Congresso nazionale del sindacato giornalisti senza una rappresentanza della Campania, escludendo cioè, il 10% dell’Italia. Una brutta storia che non fa onore al giornalismo italiano.