Beni confiscati, efficacia a rischio

polizzi generosa

(di Antonella Folgheretti)

Nel giorno in cui si chiude una tormentata vicenda lunga un trentennio, quella del feudo Verbumcaudo, a Polizzi Generosa (in provincia di Palermo), in Sicilia si muove qualche riflessione rispetto ad un intervento dello Stato sui beni sequestrati e confiscati la cui efficacia è tutt’altro che scontata. Lo fa il deputato regionale del Pd Mariella Maggio, con una sua nota diffusa a mezzo stampa.
“Finalmente, dopo anni di battaglie, si è stamane conclusa la vicenda dei terreni confiscati di Verbumcaudo, a Polizzi Generosa, con la consegna ai giovani delle cooperative agricole antimafia dei cinque ettari di vigneto sperimentale intitolato al sindacalista Placido Rizzotto, ucciso 66 anni dalla mafia, ricordato oggi a Corleone. Un momento importante, ritengo, per riflettere sulla gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata”. La afferma in una nota il deputato regionale del Pd Mariella Maggio. “Perché, fermo restando – spiega il vicepresidente della Commissione Lavoro – l’alto significato dell’istituzione dell’Agenzia nazionale, in conformità all’impostazione della lotta alla mafia ideata da Pio La Torre, credo che occorra provvedere in sede legislativa all’approvazione di alcuni correttivi, quali ad esempio l’introduzione della possibilità di assegnare ai comuni anche le aziende, che attualmente devono essere alienate o poste in liquidazione, e l’accelerazione dei tempi di consegna del bene, attualmente lentissimi, come dimostra la stessa vicenda di Verbumcaudo. Non esistono beni, infatti, che non possano essere messi a reddito”. “L’intervento normativo, deve prioritariamente essere a livello nazionale – prosegue la Maggio – e non può infatti limitarsi ad istituire, così come prevede il disegno di legge regionale nn. 516-196, una Agenzia regionale, che può sì avere, a condizione che si trovino le necessarie risorse finanziarie, un ruolo di supporto nel coordinamento dell’assegnazione dei beni confiscati. E non dimentichiamo che già esiste all’interno della stessa Regione un ufficio speciale che ha tra gli obiettivi quanto basta per portare avanti un’adeguata politica di sostegno dei beni tolti alla criminalità organizzata. Ritengo che solo l’intervento legislativo nazionale potrà dare maggiori e più celeri certezze anche ai lavoratori delle imprese confiscate, sia in ordine alla tempistica di erogazione degli ammortizzatori sociali che in ordine alla continuità produttiva della stessa azienda ”. “Insomma, forse in questo momento storico è più economico ed utile colmare il gap di un ufficio dello Stato – conclude la parlamentare siciliana dei Democratici -, che ha già tutti gli strumenti necessari per intervenire efficacemente, che creare un altro ufficio, con un altro direttore e un’altra dotazione di personale, ma che non va alla sostanza del problema”.
La vicenda di Verbumcaudo – portata alla ribalta grazie alle lotte di un sindacalista della Cgil, Vincenzo Liarda – è esemplificativa in tanti sensi: solo il 3 marzo del 2011, dopo una lunga trattativa, si chiuse la transazione con la banca Unicredit (risolutivo fu l’intervento dell’allora direttore dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati Mario Morcone) per la somma di 440.000,00 euro sulla famosa ipoteca accesa dal boss mafoso Michele Greco all’inizio degli anni Ottanta, e lievitata a 2.400.000,00 euro dei giorni nostri. Solo dl 2011, quindi, si è potuto avviare il tormentato iter che oggi ha condotto, finalmente, all’assegnazione del feudo Verbumcaudo alle cooperative. L’obiettivo per cui fin dall’inizio si è battuta la Cgil, nel convincimento dell’importanza del riuso sociale e produttivo dei beni confiscati alla mafia. “Il fatto che questa assegnazione sia avvenuta nell’anniversario dell’uccisione di Placido Rizzotto costituisce inoltre un omaggio al sindacalista che si è battuto al prezzo della vita contro lo strapotere mafioso”, dicono Salvatore Tripi, segretario generale della Flai Cgil Sicilia e Francesco Cantafia, del dipartimento legalità del sindacato.L’ex feudo confiscato al boss Michele Greco è gestito dalle tre cooperative Placido Rizzotto, Libera Terra e Lavoro e Non Solo.
Nel 2012 sono 11.238 i beni confiscati in via definitiva e di questi più del 47% in Sicilia. Sono 80 i miliardi di beni confiscati. Sono circa 1700 le aziende confiscate, di queste il 90% fallisce.