Parco eolico:green economy o scempio ambientale?

“Non ci sto, non permetterò quest’altro tentativo di rubarci il paesaggio e il mare, le uniche ricchezze che abbiamo”. Gaspare Giacalone ha lasciato vita, lavoro e soldi insieme ai fumi di Londra per diventare sindaco di Petrosino, 7674 abitanti baciati dal sole della Sicilia e bagnati dal mare fra Trapani e Marsala. Ed è proprio il mare al centro della sua nuova battaglia. Perché qui, a sole 2 miglia dalla costa, vogliono costruire un mega parco eolico off-shore. Quaranta metri quadri di superficie, 48 aerogeneratori (pale eoliche) che possono produrre 3,6mw, alti complessivamente 195 metri, 150 l’altezza fuori dal mare . Un affare da 500 milioni di euro nelle mani della “Tozzi Renewable Energy”, una società con vent’anni di esperienza nel campo delle energie rinnovabili e con impianti eolici in Puglia e Calabria. Giacalone con il suo assessore all’Ambiente Katia Zicchitelli ha studiato a fondo il piano, ha approfondito grafici e tabelle e alla fine è esploso. “C’è un inganno di fondo nel progetto fin dalla denominazione – ci dice -. Si parla di parco eolico di Mazara del Vallo e invece le pale occupano l’intero tratto di costa di Petrosino”. Leggendo la presentazione del progetto, si legge che “non c’è nessun centro abitato di significative proporzioni presente sulla costa immediatamente posto a ridosso del lotto chiesto in concessione” e che il centro di Marsala “è a circa una decina di chilometri ad oriente sulla costa”. Quindi tutto tranquillo, tutto ok, il piano va avanti e oggi alla Capitaneria di Porto di Marsala si terrà la conferenza di servizio per dare il via all’impianto. “Confuterò tutti gli studi e le tesi proposte – anticipa il sindaco -, se necessario porterò tutte le carte in procura”. Ambientalisti e sindaci dell’area sono sul piede di guerra. Anche Giulia Adamo, primo cittadino di Marsala, un passato in Forza Italia, ora nell’Udc, si dice contraria perché la costruzione del parco eolico è “in netto contrasto con le caratteristiche paesaggistiche della zona, contraddistinta da un predominante stato di naturalità, con scenari panoramici di assoluta bellezza, costituiti dalle coste e dallo specchio ad acqua che le riguarda”. La società parla anche dei fondali marini giudicati non di pregio, addirittura “degradati”, un’analisi che ha fatto infuriare gli ambientalisti e gli appassionati di turismo subacqueo. Perché il tratto di mare che va da Capo Feto a Punta Biscione è attraversato da “praterie di Posidonia”, una pianta marina che fiorisce e dà frutti e soprattutto è essenziale per l’intero ecosistema marino. “Non sono contro l’eolico – commenta Baldo Guicciardi, deputato e capogruppo del Pd al Parlamento regionale siciliano – ma la costruzione dell’impianto a sole due miglia dalla costa non porterebbe alcun vantaggio al territorio. Sono per la green economy, ma a patto che si rispetti il paesaggio e l’ambiente”. Tutta l’area, insistono gli ambientalisti, è zona protetta tutelata dalla Convenzione di Ramsar che tutela l’habitat degli uccelli acquatici. Ma le pale, sostiene la società, non disturberanno affatto, perché saranno colorate di verde e azzurro anche per ridurre l’impatto visivo. “Bravissimi, così gli uccelli andranno a schiantarsi”, è il commento dell’assessore Zicchitelli. E’ un braccio di ferro durissimo in una terra dove lo sfruttamento dell’energia eolica è anche mafia. L’ultima inchiesta che ha portato al sequestro di ben per 1 milardo e 300 milione di euro accumulati da Vito Nicastri, soprannominato “il re dell’eolico”, parla proprio degli interessi di Cosa Nostra e del superlatitante Matteo Messina Denaro nella green economy. “Oggi diremo il nostro no alla Conferenza di servizio, poi la palla passerà per la parola definitva al Ministero dell’Ambiente”, dice il sindaco Giacalone, “stiamo ricevendo tante adesioni, dall’Udc al Movimento CinqueStelle ai sindaci, mi colpisce solo il silenzio del Presidente della Regione Crocetta”. A Petrosino la gente è col sindaco e i suoi progetti per la difesa del territorio e l’idea di un turismo sostenibile. “Abbiamo difeso le coste dal cemento, difenderemo il mare dalle pale eoliche”, dicono in paese ricordando l’ultima battaglia vinta, quella contro la cementificazione della zona umida, una delle aree di pregio del territorio. Si tratta di una megaspeculazione edilizia sequstrata dai carabinieri, il Roof Garden dell’imprenditore Michele Licata: resort, campi da golf, alberghi, un centro turistico. Il tutto, secondo i magistrati, costruito attraverso lottizzazioni abusive fatte in un’area a protezione speciale. Il sindaco Giacalone non teme di essere additato come un nemico delle energie rinnovabili. “Assolutamente – è la risposta – sono per lo sfruttamento del vento, ma con altre modalità. Qualcuno mi spieghi perché nei mari del nord gli impianti sono a 12 miglia, da noi solo a 2”.
(pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 5 giugno 2013)