Consumo di coca: la “droga sociale” sbanca Roma e Napoli (più di Milano)

(Di Alessandro Chetta)

Sulla t-shirt c’è Biancaneve che sniffa. Il gioco è facile: Snow White è da sempre il nomignolo della coca, come Marjia lo è della cannabis. Fa un effetto maggiore però vedere l’eroina, no, vabbè visto l’argomento meglio cambiare sostantivo, fa effetto vedere la dolce principessa Disney intenta a prepararsi le strisce coadiuvata da Mammolo. Scenetta stampata su t-shirt con la scritta “pusher”. E se si cerca meglio, Google images ci restituisce anche la maglietta con il disegno della matrigna, la strega, prontissima con “bamba” e specchietto. Questo per dire che non poteva mancare in commercio un abbondante merchandising sulla cocaina, la cosiddetta droga sociale (rispetto all’asociale eroina, dicono gli esperti). Del resto, c’è anche sull’ecstasy e l’Mdma, sostanze abusate solo da giovanissimi discotecari e ravers (persino orsetti di peluche e bavaglini con la formula chimica ricamata). Il fenomeno coca è, per fortuna, al centro non solo dei pensieri di narcos e furbetti vari dell’abbigliamento rebel chic. Oltre al corposo Zero Zero Zero di Roberto Saviano, che affronta i canali della cocaina nei 5 continenti, anche il Dipartimento nazionale delle politiche antidroga, diretto da Giovanni Serpelloni, setaccia l’argomento. E alcuni gironi fa ha lasciato trapelare dati del nuovo dossier. Uno in particolare: la speciale classifica sulle città italiane maggiormente interessate dal consumo. E’ chiaro che siano quelle col maggior numero di abitanti. Ma l’ordine appare invertito. Roma scalza Milano, da sempre indicata come epicentro dello spaccio di bianca. Ma il capoluogo lombardo cede anche la poco invidiabile seconda piazza a Napoli, che balza seconda in Italia per consumo, sempre stando ai numeri del dossier del Dipartimento. I dati sono stati stilati sulla base dell’analisi delle acque reflue e confermano per grandi linee quanto già evidenziato dal Science of the total environment, sulla scorta della ricerca coordinata dal Niva e ripresa dal Corriere del Mezzogiorno. Ricerca che ha affrontato il tema analizzando campioni di acque reflue di 17 città italiane. I risultati indicano sempre in vetta Napoli e Roma (7 dosi al giorno per mille abitanti), seguite da Milano, Torino e Firenze (5 dosi per mille abitanti).