Polistena, assegno di sopravvivenza per giovani disoccupati

In un momento storico di crisi sociale ed economica un segno di speranza arriva dalla Calabria, da Polistena che, ad un anno dal provvedimento di abbattimento dell’Imu sulla prima casa, ora punta ad aiutare i giovani disoccupati. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Michele Tripodi, ha introdotto fra le voci di bilancio dell’Ente, “l’assegno di sopravvivenza”, denominato così “proprio per scuotere le coscienze in un momento di crisi economica drammatica per il nostro Paese”. Si tratta, nello specifico, di un intervento a favore dei giovani tra i 18 e i 29 anni, che potranno ricevere un contributo mensile che parte da almeno 50 euro al mese ma che può raddoppiare a seconda del numero degli aventi diritto. Il provvedimento partirà a luglio per tre anni consecutivi. “La mancanza di lavoro – afferma il primo cittadino di una amministrazione rossa – di opportunità, di spazi sociali dove formare la propria dignità umana e professionale, costituisce il principale problema dei giovani di oggi che si affacciano ad un mondo pieno di incertezze che nega i diritti e costringe molti ragazzi ad espatriare, se va bene o, peggio, ad imboccare percorsi devianti”. Certamente si tratta di uno strumento rivoluzionario, anche se non risolverà realisticamente i problemi delle famiglie più disagiate. Esempio comunque di una amministrazione capace di programmare e che vuol bene alla propria città. I soldi, infatti, provengono direttamente dal bilancio comunale: 60 mila euro per il 2013, 120 mila euro per il 2014 e 120 mila euro per il 2015. Inoltre, i beneficiari dell’assegno saranno giovani disoccupati e senza procedimenti pendenti per reati di mafia, che vivono all’interno di nuclei familiari in cui tutti i componenti risultano disoccupati. “Ciò sarà possibile – prosegue ancora il primo cittadino – grazie ad una attenta e oculata gestione delle risorse di bilancio, che in questi tre anni l’Amministrazione ha saputo centellinare, facendo risparmiare gradualmente sui costi vivi di servizi fondamentali, come l’acquedotto, la nettezza urbana, rendendo progressiva la tassazione, estinguendo, con piani di ammortamento e senza maturarne di nuovi, i debiti prodotti in passato da altri”. Così come chiarisce l’amministrazione comunale l’assegno di sopravvivenza è una versione in miniatura e su scala locale, del più noto “reddito minimo di cittadinanza”, in Italia ancora inesistente. L’auspicio è che questo provvedimento possa costituire un punto di partenza “per estendere ed affermare ovunque il diritto a vivere anche in assenza di lavoro o posto fisso realizzando per la prima volta il principio che parte delle risorse monetarie del territorio vengono direttamente restituite ai cittadini che le immetteranno nel circuito dell’economia locale”. Nei prossimi giorni verrà pubblicato un bando di partecipazione per gli avanti diritto e seguirà una graduatoria che terrà conto, fra l’altro, dell’anzianità di disoccupazione, della consistenza numerica del nucleo familiare, della residenza in abitazioni in locazione. Insomma un segno positivo che dà luce ad un territorio spesso ricordato solo per fatti di ‘ndrangheta.