Dalla Basilicata all’Abruzzo la protesta popolare contro il petrolio

(di Domenico Logozzo)
Il petrolio della discordia ,tra i pericoli e i reali danni ambientali e le promesse di più lavoro,meno disoccupati e sensibile crescita economica. Due regioni del Centro-Sud,in questi giorni alle prese con le controverse vicende dell’”oro nero”.In Basilicata “i sindaci dell’Alta Val D’Agri-ha scritto il Quotidiano di lunedì – chiedono che le ricadute occupazionali delle attività estrattive interessino non solo comuni più vicini al Centro Oli ma anche territori più distanti in ogni caso alle prese con gli stessi problemi. Inquinamento in primis”. In Abruzzo si è levata alta la voce della protesta popolare,per ottenere il rispetto dei preziosi beni che “Madre Natura” ha concesso generosamente alla regione.Sì alla creazione del “Parco della Costa Teatina” no a nuove piattaforme petrolifere. E sabato pomeriggio Pescara è stata invasa da migliaia di manifestanti.Basta con il petrolio.Basta con il cemento.Troppi scempi.Un no deciso ad ogni ulteriore attacco al territorio abruzzese ,che ha subito fin troppe devastazioni. Progetti di ricerca petrolifera riguardano quasi la metà della regione.Molte le società che avanzano istanze di esplorazione,estrazione e lavorazione degli idrocarburi.Contro le proliferazione delle trivelle la nuova sollevazione generale. Uniti per vincere. Come è avvenuto nei primi anni Settanta quando fu impedita la realizzazione della Sangro Chimica,la raffineria che si voleva costruire in Val di Sangro,in provincia di Chieti.La volontà popolare fu più forte del potere politico-economico.Imponenti manifestazioni.Massiccia partecipazione.Dopo alcuni anni di lotta,il progetto venne definitivamente chiuso in un cassetto e non se ne parlò più.Sabato è stata la giornata della denuncia di un intero popolo che non vuole correre ulteriori rischi ,tenuto conto che è gente che vive in una zona altamente sismica e le ferite mortali inferte all’Aquila dal terremoto incutono legittimo terrore.C’erano anche quelli dell’associazione 3e32,l’orario in cui il 6 aprile 2009 L’Aquila è stata devastata dal terremoto per dire:”No alla piattaforma,sì al Parco ed alla ricostruzione aquilana”.Decine di striscioni,centinaia di cartelli,molto espliciti: ”Vogliamo un mondo pulito e vivibile”,”Trivelle in Abruzzo,né in terra,né in mare”,”Basta ricatto lavoro-salute”,”Non avete la nostra delega per rovinarci”.Una dimostrazione del grande attaccamento alla propria terra. Necessaria. Per svegliare le coscienze. Porre fine alle ambiguità di certi politici e dire ai “furbetti” che devono stare attenti .La gente non è stupida .Non vuole cadere nelle trappole di chi fa doppi giochi(e sabato c’erano significativi cartelli di denuncia ,con nomi e cognomi).Non è stata una manifestazione folcloristica ma una reazione popolare ad una decisione impopolare calata dall’alto e che non può essere accettata supinamente .I “no” hanno una ragione seria ,sia per la tutela della salute e sia per il rispetto della vocazione turistica. A questo proposito,i responsabili della società titolare delle concessioni per le trivellazioni in Adriatico ,alla vigilia della manifestazione di Pescara avevano parlato di “bugie e disinformazione” ,usando toni tranquillizzanti :”Non siamo una minaccia per la salute. Non ci sarà impatto negativo sul turismo della costa teatina”.
“Non vogliamo essere espropriati come gli indiani”,c’era scritto su uno striscione portato dai ragazzi di Rocca San Giovanni,uno dei borghi più belli d’Italia,sulla Costa dei Trabocchi minacciata oggi dalle trivelle.Nel lontano agosto del 1968, la scrittrice Paola Marcella Belluzzi,in un articolo proprio sul futuro della costa adriatica, pubblicato da Scena Illustrata,aveva analizzato e messo in evidenza il patrimonio storico ,culturale ,archeologico ed ambientale .Lanciava questo appello: “Evitare ad ogni costo che centri aventi possibilità di valorizzazione turistica siano considerati anche ai fini di uno sviluppo industriale locale”, perché “raffinerie e stabilimenti simili impiantati in zone notoriamente di alto valore turistico hanno annullato la salubrità dei luoghi ,riducendo la percentuale delle presenze dei villeggianti ”.E ancora :”L’altra minaccia che grava sui posti dove madre natura ha tanto donato ,sono gli indiscriminati agglomerati di cemento che vengono a deturpare ed anche a distruggere superbe vegetazioni”. Dalla denuncia alla proposta, più che mai attuale: ”Ora sta a questo popolo essere tenace nei suoi propositi ,con la consapevolezza che ciò che esso ha da offrire è un patrimonio prezioso .Da valorizzare e da tutelare con fermezza ,per l’avvenire ,così da raggiungere ,al di fuori di qualsiasi compromesso ,le mete prefisse .Terra di malìe ,di folclore ,di caratteristiche usanze ,di bellezze dalle immense risorse ,l’Abruzzo deve sapersi inserire sempre di più nel turismo ,continuando a conservare gelosamente le sue attrattive, valorizzando al massimo, ma con pazienza ed amore , la sua preziosità ,orizzonte di nuove ,concrete speranze”. E’ per questo che migliaia di abruzzesi sabato si sono incontrati a Pescara per dimostrare il loro amore per l’ambiente, “per un mondo pulito e vivibile”, come si leggeva in uno dei tantissimi cartelli. Un esempio davvero ammirevole quello che viene dall’”Abruzzo cuore Verde d’Europa”, che di recente ha combattuto un’altra dura lotta contro la realizzazione del “Centro Oli” di Ortona. E per dimostrare gli effetti negativi che l’insediamento avrebbe prodotto sulla fiorente agricoltura della zona, dove si coltivano preziosi vigneti ,è stato portato come esempio il “Centro Oli” della Basilicata.Pericolo scongiurato,ma è spuntato un altro progetto.Contestatissimo.Polemiche e scaricabarile in Regione per la decisione governativa. Ma è scattata immediatamente la protesta popolare.Destra e sinistra insieme. Trasversale la partecipazione dei politici e degli amministratori.Corale protesta. Un buon segno. Vuol dire che l’amore per la propria terra riesce a superare tutti gli steccati e a unire le forze.Per il bene comune.
Domenico Logozzo
(il Quotidiano della Basilicata del 17 aprile 2013)