L’Italia tra Amici e Servizio Pubblico

Santoro dice che Bersani in fondo ha perso perché non è andato a Servizio Pubblico. Renzi adesso va ad Amici di Maria De Filippi perché si deve preparare a prendere il posto di Bersani. Grillo disprezza la stampa ma fa di tutto per essere ogni momento nei commenti internet, in tv… Insomma la gara è a chi è più visibile perché così aumentano i consensi anche dei conduttori ( che in base a questo e allo share vengono pagati, non in relazione alla qualità e serietà del prodotto).
Gli anni berlusconiani ci hanno insegnato che è più importante ciò che luccica rispetto alla sostanza… e alle donne ha insegnato che è più importante il lato B più della propria testa (e molte lo hanno messo in pratica e si sono poi sentite definire troie da Battiato, che può aver sbagliato nella forma ma non nella sostanza).

Gli anni berlusconiani ci hanno insegnato che si può fare tutto e il contrario di tutto. Votare un governo e farlo cadere. Avere un leader ma fare di tutto per abbatterlo (le correnti della DC e del PCI erano cose per i bambini in confronto).
Con questa visione del mondo (che è una visione non solo degli eletti ma anche degli elettori) abbiamo affrontato la crisi dal 2008 ad oggi. “E’ cos ‘e nient” come direbbe Eduardo De Filippo… e siamo andati avanti così, costruendo anche delle “realtà” fideistiche, di appartenenza.

Se leggi Il Fatto sei grillino, se leggi Repubblica sei filogovernativo, se leggi Il Corriere sei terzista etc. etc.
Su ognuno di loro trovi accuse all’altro salvo poi andare a vedere che Travaglio scrive per il gruppo l’Espresso, che alcuni giornalisti migrano da Repubblica-L’Espresso a Il Fatto (cartaceo o online) e l’ultima voce di corridoio è che Casaleggio ha un contratto di consulenza con Il Fatto per 500 mila euro.

O anche che Saviano scrive per Repubblica e L’Espresso (il cui padrone è De Benedetti che ha scucito fior di milioni di euro a Berlusconi per il lodo Mondadori) ed edita per Mondadori (e potremmo continuare con Che tempo che fa che è della RAI ma prodotto da Endemol società partecipata da Mediaset).

Insomma sono i soldi che muovono tutto. I soldi e le rendite di posizione. Ora pensiamo se Travaglio fosse andato da Formigli a confrontarsi con Grasso. Avremmo perso una settimana di articoli, contro articoli, il botta e risposta tra Formigli e Travaglio. E tra le righe anche la querelle tra loro due che trasforma l’assenza del Marco nazionale in una ripicca per quel Corrado che ha lasciato Anno Zero e ha avuto l’ardire di fare una trasmissione tutta sua ma non solo che il direttore Ruffini ha preferito a loro.

Quindi la verità è subalterna a tutto ciò e la replica a distanza va anche bene così rimarranno ancora luci e ombre sulla questione e si potranno ancora spendere quintali di inchiostro o intere pagine web per raccontare, ognuno, la propria versione. Ma diciamo che le regole del duello, quello tra galantuomini, vuole che si sia presenti il giorno fissato. Se non ci si presenta ci sarà un motivo.
E adesso con Renzi pronto ad andare da Maria De Filippi a sferrare il suo attacco mediatico a casa del nemico i grillini iniziano a temere qualcosa ( oltre al fatto che la base inizia a lamentarsi della mancanza di democrazia interna) e quindi adesso inizierà, sugli stessi giornali che lo hanno osannato quando ha perso le primarie, una campagna su tutti i suoi possibili errori, inciuci, defaillance del giovane Matteo.

Pronti? Via si riparte… altri scoop, altre verità in barba alla crisi, alla disoccupazione, a chi si suicida, alle imprese che chiudono. “E’ cos ‘e nient”.