Abolizione delle province, ma in Sicilia c’era già

(di Antonella Folgheretti)

Un dibattito ampio, un consenso quasi unanime verso una mossa che, non tanto a sorpresa, ha riportato al centro dell’attenzione nazionale il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta. Si parla di abolizione delle Province. Ma nel discuterne, si cela quasi sempre un particolare. Intanto che le province siciliane non sono come quelle del resto d’Italia. Sono ‘province regionali’. Cosa vuole dire? Lo Statuto siciliano sancisce che “le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell’ambito della Regione Siciliana. L’ordinamento degli enti locali si basa nella Regione stessa sui comuni e sui liberi consorzi comunali, dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria”. Un principio che ha spinto l’Assemblea regionale siciliana, nel 1986, ad approvare la legge numero 9, che contiene all’articolo 3 un’importante asserzione: “L’amministrazione locale territoriale nella Regione Siciliana è articolata, ai sensi dell’art. 15 dello Statuto regionale, in comuni ed in liberi consorzi di comuni denominati province regionali”. Un passo determinante, che nel 1989 si concretizzò con l’istituzione delle ‘province regionali’. Quindi, al di là delle imposizioni della spending review, pare strano e forse ‘superfluo’ il passo compiuto ieri dalla Giunta regionale guidata da Crocetta, spinta alla decisione di abolire le Province anche dalle ‘insistenze’ dei grillini.