Gaffe da campagna elettorale… e non solo

(di Elia Fiorillo)

La “gaffe” è qualcosa d’involontario che può capitare a tutti, ma che tutti – o quasi – provano ad evitare. Anche Sigmund Freud ha affrontato la tematica in un libro, “Psicologia della vita quotidiana” che forse sarebbe il caso di leggere. Lo dovrebbero per lo meno sfogliare un po’ di politici nostrani impegnati nell’attuale campagna elettorale, ma non solo. Va bene lo scambio “appassionato” di reciproci insulti, ma coinvolgere quelli che non c’entrano nella competizione elettorale non è giusto. E’ capitato ad Anna Finocchiaro del Pd che confrontandosi con Mariastella Gelmini, Pdl, ha dichiarato: “Parlo di deputati e non di bidelle”. Il giudizio di valore positivo ed assoluto per le deputate è incontrovertibile. La Finocchiaro ha avuto il buon gusto di scusarsi con le “bidelle”, ma resta la “brutta figura”. Nunzia De Girolamo, deputata campana ricandidata dal Pdl alle prossime elezioni, in una trasmissione televisiva ha affermato: “Il Veneto è la terra dei contadini“. E, sempre sui campagnoli, continua: “Altro che provinciali, noi siamo proprio contadini… in Italia… quando facciamo politica”. Non arrivano le scuse dalla De Girolamo ma una puntualizzazione: “La mia famiglia è una famiglia che ha origini contadine e ne vado fiera!”. E per fortuna che ne va fiera, pensate se non fosse così.

Gabriele Albertini, in contrapposizione al barbaro sognante Maroni nella conquista del Pirellone, un po’ incavolato perché il leader dei leghisti non si presenta al confronto in programma con lui, dichiara: “Gli auguro di superare ampiamente e molto velocemente l’influenza perché vogliamo una competizione reale e non con disabili”. Le proteste dei suoi avversari, ma anche dei diversamente abili, non mancano e le scuse piene d’imbarazzo arrivano. Ma anche a Mario Monti qualche gaffe gli è scappata nella sua prima campagna elettorale. Una per tutte: ha affermato, parlando di “ali estreme” che ostacolavano le riforme, di come “Brunetta, che sta portando, con l’autorevolezza di un professore di una certa statura accademica, il Pdl su posizioni direi piuttosto estreme e settarie”. Nessuno ha creduto che Monti si riferisse proprio alla “statura accademica” di Brunetta, anche se quest’ultimo aveva affermato “Urbi et Orbi” che poteva anche meritare il premio Nobel se non avesse imboccato la strada della politica.

Fin qui figuracce più o meno involontarie. Ci sono poi quelle inveterate che diventano un boomerang micidiale per chi le pronuncia. Carlo Giovanardi sulla vicenda di Stefano Cucchi dichiara: “Su questa tragedia la sorella si sta costruendo una carriera politica”. E giù asserzioni pesanti sul tossicodipendente Stefano e sull’innocenza di chi è attualmente indagato. Nessun elemento sia pur minimo di pietà o dubbio per Stefano, cosa non congeniale per uno che si professa credente. E nessuna incertezza sugli ideali – opportunistici – della sorella d’impegnarsi in politica anche per evitare altre tragedie del tipo di quella che ha colpito la sua famiglia. Uno dei maestri di gaffe volute, spesso pensate a tavolino, è il Cavaliere Silvio Berlusconi. L’ultima in ordine di tempo è l’annuncio, una volta ritornato al Governo, di “Restituire quanto pagato per l’Imu sulla prima casa nel 2012 e abolire la tassa”. Per coprire l’operazione, spiega Berlusconi, “chiuderemo l’accordo con la Svizzera per la tassazione delle attività finanziarie detenute in quel Paese da cittadini italiani”.
“Le famiglie italiane saranno rimborsate come risarcimento ad un’imposizione sbagliata”, continua l’ex presidente del Consiglio: “Al primo Cdm sarà abolita l’Imu sulla prima casa e saranno restituiti i soldi versati nel 2012. Sarà un atto di ricucitura, un atto simbolico ma concretissimo che apra una nuova pagina che riporti i cittadini ad avere fiducia nello Stato”. Ma l’IMU non è passata anche con i voti del Pdl? E Berlusconi non è stato il presidente del Consiglio più longevo dalla nascita della Repubblica?

A Fiumicino un aereo Alitalia in fase di atterraggio, probabilmente per il troppo vento, esce di pista. Diversi feriti, ma tutto sommato è andata bene, poteva finire in tragedia. La sagoma del relitto, subito dopo il fatto, porta le insegne della nostra compagnia di bandiera. Il mattino dopo i colori bianco, rosso è verde sono scomparsi. Spariti. Resta solo un piccolo simbolo “Carpatair” con la bandiera rumena. E’ vero che Alitalia ha un contratto con questa compagnia, ma perché precipitarsi a ritinteggiare il relitto? Le motivazioni che dà la dirigenza sono proprio farlocche, si parla d’immagine, di danni commerciali, ecc…. Chi ha fatto ritinteggiare l’aereo non ha sgravato la compagnia, anzi l’ha inguaiata di più facendola passare per bugiarda. Non solo ma probabilmente ha commesso qualche reato essendo l’areo sotto sequestro, come dovrebbe essere in situazioni del genere. Che “gaffe”, per non dire altro.