Un autobus solo per gli “indigeni”

>Certo non è stata una gran bella giornata per i socialisti quella di sabato scorso. Il 5 gennaio era stato scelto dai socialisti di Nencini come giorno per la raccolta delle idee da mettere a disposizione della coalizione di centrosinistra che si candida con Bersani a governare il Paese, e a Trapani il segretario del Garofano si è trovato tra le mani una proposta “bollente”: arrivava dalle proprie fila ed ha suscitato grande imbarazzo, si tratta dell’oramai diventato famoso autobus per soli immigrati partorito dalla mente del presidente della commissione consiliare “problematiche del territorio urbano”, il consigliere comunale Andrea Vassallo. Il vertice socialista si è subito fatto sentire, tirata d’orecchie al consigliere Vassallo, annuncio di una visita di una delegazione di partito presso i centri di accoglienza e trattenimento presenti a Trapani. Tutto rimesso a posto? Per nulla. Perché più si cerca di capire cosa è accaduto a Palazzo Cavarretta, sede del Consiglio comunale di Trapani, più ci si rende conto che al contrario di quello che sostiene il consigliere Vassallo non vi sono stati fraintendimenti, strumentalizzazioni, non è stata una proposta nata da una chiacchierata al bar, c’è chi come il giornalista Marco Rizzo che sul sito Marsala.it ha anche fatto “copia e incolla” del relativo verbale della commissione relativo alla riunione nella quale fu affrontato il tema, non è stata insomma una boutade non avendo altro di cui parlare. E poi a riaprire le tensioni ci ha pensato anche il sindaco, Vito Damiano, che pensando di porre rimedio alla proposta di stampo razzista ne ha anche sparato un’altra di insana proposta. Se Vassallo pensava ad un bus della linea urbana sul quale fare salire solo gli immigrati, con tanto di biglietto da pagarsi, il sindaco Damiano ha pensato di fare un favore agli immigrati proponendo un bus navetta totalmente gratuito, “se vogliono però – ha aggiunto quasi facendo una gran concessione – possono prendere gli autobus di linea”.

Un passo indietro però va fatto. Per spiegare alcune cose. A Trapani esistono due centri di trattenimento e un centro per richiedenti asilo politico. Quello del quale ci occupiamo è quest’ultimo. Qui gli ospiti in attesa di ottenere lo status di rifugiato politico sono liberi di muoversi, niente inferriate e niente cancellate. Sono donne e uomini, tanti giovani, che hanno sfidato la morte, attraversando deserto prima e canale di Sicilia dopo, per sfuggire ad altra morte, quella causata da guerre, povertà, fame, sete, sono arrivati qui dai paesi più disastrati dell’Africa. Utilizzano come centro di accoglienza una struttura che a suo tempo fu costruita per dare ospitalità a famiglie disagiate e ragazze madri, “indigeni” come certamente li verrebbe a indicare il consigliere comunale socialista Andrea Vassallo. Ma sin dal primo giorno questa struttura ha funzionato come centro di accoglienza per immigrati clandestini, “sopravvissuti” alle loro sventure. La struttura si trova alle porta di Trapani, nella frazione di Salinagrande. Un gruppo di case, qualche villetta di recente costruzione, a pochi metri dalla strada che collega Trapani a Marsala e che attraversa la zona delle famose saline. Ogni giorno basta percorrere questa via per notare gruppi di extracomunitari che la percorrono a piedi, su e giù per Trapani che dista quasi sette chilometri da Trapani. Cosa vorrete che siano sette chilometri per chi ha attraversato un intero continente per giungere a Trapani. E poi quasi quasi debbono anche ringraziarci questi poveri cristi, che non sanno di percorrere la famosa “via del sale” premiata nei più importanti festival internazionali de questo attraversamento pedonale.