Marsala: una colata di cemento nella riserva naturale

Uno scivolo di cemento in piena zona di riserva naturale, usato dai camion che trasportano il sale. Una violazione ambientale punita adesso col sequestro e con tre avvisi di garanzia fatti notificare dalla Procura di Marsala, uno di questi all’ex assessore provinciale al Territorio, l’Udc Giuseppe Carpinteri. La Provincia di Trapani è l’ente gestore della riserva, la Procura ha colpito un reato omissivo, in sostanza anche una presa per i fondelli, la Provincia aveva assicurato di essere pronta a intervenire, che esisteva un progetto per rimuovere lo scempio, la Procura indagando ha scoperto che quel progetto mai è arrivato alla Regione che avrebbe dovuto approvarlo. Insomma le parole pronunciate dall’ex assessore Carpinteri durante una riunione indetta in prefettura sarebbero state delle vere e proprie bugie, non intervenire significava fare un favore ai titolari dell’azienda che usano quello scivolo, i “potenti” D’Alì. Quello scivolo infatti serve a fare transitare i mezzi pesanti che vanno a caricare il sale prodotto nella saline della riserva, saline della Sosalt la più importante azienda di produzione sale dell’intera Sicilia, titolare è l’anziano Antonio D’Alì (omonimo del senatore, suo nipote), il cui nome saltò fuori negli elenchi della famosa P2. Per la verità si tratta di uno scivolo antico, esisteva prima ancora che venisse istituita la riserva naturale delle isole dello Stagnone di Marsala. Una laguna suggestiva, finita sotto protezione oltre 10 anni addietro bloccando sulla costa interventi di speculazione edilizia che erano in itinere. La maggiore delle isole dello Stagnone, e la più conosciuta, è quella di Mothia, poi vi sono altri isolotti, c’è in particolare Isola Longa dove esiste una grande salina. Appartiene alla famiglia D’Alì i più famosi salinai della Sicilia. Un tratto di mare che divide Isola Longa dalla terraferma è così basso che è possibile percorrerlo a piedi, c’è lastricata sul fondo una antica strada romana, una volta era percorsa dai carretti che portavano il sale, adesso ci sono i camion. Fin qui la cosa rappresenta solo un brutto colpo d’occhio, ma quello che non va è la strada costituita da quel getto di cemento, è da anni che è prevista venga rimossa, e invece è ancora lì. Da qui l’indagine della Procura di Marsala. Il pm Dino Petralia ha coordinato una indagine condotta dalla Capitaneria di Porto. Indagati sono, il direttore della Sosalt, Roberto Badalucco, l’ex assessore Giuseppe Carpinteri e Pietro Balistreri. L’ultima delle autorizzazioni concesse dalla Provincia alla Sosalt per il trasporto del sale usando mezzi meccanici e quello scivolo, è scaduta lo scorso 30 aprile. Da quella data in poi anche a seguito di riunioni in prefettura la Provincia ha garantito che non avrebbe rinnovato quelle autorizzazioni e in effetti questo è accaduto, ma era stato anche assicurato che sarebbe stato demolito lo scivolo e si sarebbe proceduto a sistemare i luoghi. La Sosalt dal canto suo si era impegnata a trasportare il sale dall’Isola Longa a terra con altri sistemi. Da questa riunione sono trascorsi parecchi mesi, ma la situazione non è cambiata. La beffa matura però con una nota dello scorso 5 ottobre, il dirigente del Settore “Territorio e Ambiente della Provincia con questa lettera informa la Procura che per rimuovere lo scivolo c’è un progetto approvato e che mancava solo il nulla osta regionale, ma la prefettura chiedendo notizie direttamente a Palermo otteneva una risposta lapidaria, “a tutt’ oggi nessuna richiesta è stata avanzata a questo Ufficio”. Insomma parole e solo parole. Malapolitica e malaburocrazia a questo punto sono state colpite dall’intervento della magistratura, sequestro e avvisi di garanzia.