Colle Cesarano: in Regione si discute la procedura di licenziamento

Il nove gennaio, presso la regione Lazio, ed il dieci gennaio presso la prefettura verranno trattate con le organizzazioni sindacali le problematiche relative alle procedure di licenziamento collettivo attivate dalla Geress Srl che gestisce la casa di cura neuropsichiatrica Colle Cesarano di Tivoli dal 2004. Lo fa con un contratto d’affitto d’Azienda scaduto nel 2009 del quale la regione ha preso atto e trasferito la titolarità dei rapporti autorizzativi con deliberazione del 24 settembre 2004. Non risultano successivi atti autorizzativi per il proseguo dell’esercizio dell’attività sanitaria.
La prima procedura licenziamento collettivo del 2010 è stata attivata per esubero di personale ai sensi della legge regionale n°64/87, norma che è stata abrogata dalla successiva legge regionale n°4 del 2003. La regione Lazio, con circolare del Dipartimento Sociale n°4V/03 del 02/04/07, aveva ricordato alle case di cura, agli enti deputati al controllo (ASL RMG), ed alle associazioni datoriali, che la legge regionale n°64/87 era stata definitivamente abrogata. Quindi L’AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata), alla quale la casa di cura è associata, doveva essere a conoscenza della procedura di licenziamento attivata con una norma abrogata.
La seconda procedura di licenziamento collettivo, attivata sempre per esubero di 10 unità di personale, vede la partecipazione diretta dell’AIOP, e riguarda il personale amministrativo dell’ufficio accettazione ed rianimazione. Il personale amministrativo con le relative mansioni è previsto nella dotazione organica sia dalla carta dei servizi dell’azienda, che dalle norme sull’accreditamento DPCA n°8/2011.
Neanche a parlare di problemi di natura economica, visto che all’azienda è stato assegnato un budget dalla regione per gli anni 2011 e 2012 pari ad euro 8.548.800: la casa di cura con il budget più alto di tutte le case di cura neuropsichiatriche della regione Lazio. Inoltre, i posti accreditati (200) sono rimasti invariati.
Dieci famiglie rischiano di rimanere senza stipendio.E ci auspica che le denunce inoltrate all’Autorità Giudiziaria, che si auspica facciano chiarezza sull’intera vicenda l’AIOP, a tutela della propria immagine e della sanità privata accreditata, riescano a non consentire licenziamenti da parte di strutture associate in violazione di norme di legge e senza motivazioni rilevanti.