Belice: in attesa della ricostruzione arrivano le trivelle petrolifere

Il prossimo 15 gennaio sarà il 45° anniversario dal terremoto che sconquassò la Valle del Belice. Fiumi di inchiostro sono stati scritti su questa triste pagina della storia siciliana. Morti, feriti, senzatetto, imprese, che sono rimasti dimenticati. Nel frattempo sono accaduto altre analoghe tragedie nel nostro Paese e mentre altrove si ricostruiva il Belice faceva i conti con i ritardi nella concessione dei fondi già a ridosso dell’evento sismico. In aggiunta è anche accaduto che soldi destinati alla ricostruzione sono stati mal spesi, la malapolitica e la mafia hanno pescato denaro a piene mani e la gente non più tardi di un paio di anni addietro abitava ancora dentro le baracche. Oggi si attende ancora che questa ricostruzione possa essere completata. Sono stati annunciati nuovi stanziamenti, quelli definitivi, 10 milioni sono previsti dalla legge così detta di stabilità approvata dal Parlamento. Si vedrà se davvero giungeranno a disposizione dei Comuni terremotati. Intanto il Belice in questi giorni fa discutere per un’altra cosa. Non si ricostruiscono le case e non si risana il territorio nel frangente arrivano le trivelle per le ricerche petrolifere. E tutto questo non tenendo conto dell’alta sismicità della zona.
Una società di diritto privato, la “ENEL LONGANESI”, ha chiesto di poter effettuare una ricerca di idrocarburi nella Valle del Belice in un’area che coinvolge circa 600 kmq, in piena zona sismica quindi, tra parchi, bacini idrogeologici e aree di fondamentale importanza dal punto di vista agricolo, culturale, paesaggistico e zootecnico. “C’è una istanza – dice il consigliere provinciale di Sel Ignazio Passalacqua – all’Assessorato Regionale dell’Energia e degli Uffici di Pubblica Utilità del 24 agosto 2011, sotto silenzio sono passati gli avvisi pubblicati sulla stampa a proposito dell’avvio della ricerca di idrocarburi, in zona denominata Masseria Frisella, in un’area di 681,66 Kmq in piena Valle del Belice”.
L’area interessa i Comuni di Montevago, Santa Margherita Belice (Agrigento), Bisacquino, Campofiorito, Camporeale, Contessa Entellina, Corleone, Monreale, Partinico, Piana degli Albanesi, Roccamena, San Cipirrello e San Giuseppe Jato (Palermo), Alcamo, Gibellina, Poggioreale e Salaparuta (Trapani). La richiesta prevede la perforazione di un pozzo esplorativo profondo dai 2000 ai 3500 metri entro 42 mesi dall’ottenimento del permesso. Il 10 ottobre 2012 la Regione Siciliana ha dato il via libera.
“Diversi Comuni della provincia di Trapani – prosegue Passalacqua – hanno presentato opposizione, e il nascente Comitato “No alle trivelle nella Valle del Belice” parla di alcune irregolarità nella presentazione delle domande da parte della società interessata. Le opposizioni presentate citano: Incompatibilità tra sviluppo agricolo di eccellenza e sfruttamento petrolifero industriale del territorio. Valenza del Territorio come trinomio paesaggio/architettura/cultura. Incompatibilità con gli investimenti in essere di Regione ed Europa per lo sviluppo culturale, paesaggistico, agricolo, turistico e della zootecnia con la costruzione di impianti per l’estrazione di idrocarburi. Incompatibilità con il redigendo Piano Paesistico della Provincia di Agrigento; Incompatibilità con la presenza del bacino Idrografico del Fiume Belice, in particolare con la presenza di aree a rischio inondazione;
“Tutto questo sta accadendo senza poi che ci siano ritorni economici che comunque anche se ci fossero non ci avrebbero fatto cambiare idea – continua il consigliere provinciale di Sel – considerato che le Royalties pagate all’Italia dalle società concessionarie sono tra le più basse al mondo e la Sicilia non ne trarrebbe alcun beneficio ma pagherebbe un prezzo altissimo in termini di stupro del territorio, perdita dell’appeal turistico, dissesto idrogeologico, elevato rischio di patologie e malattie sulla popolazione. Ci rivolgiamo al presidente della Regione Siciliana, On. Rosario Crocetta, perché vengano revocati definitivamente i permessi di ricerca per idrocarburi nella Valle del Belice e di dotare la Regione Siciliana di una legge speciale che impedisca categoricamente questo tipo di attività sul territorio regionale”. La posizione di Ignazio Passalacqua è stata condivisa da Ortisi di Sel e ancora da Alagna e Daidone del Pd. Il relativo ordine del giorno è stato approvato dal Consiglio provinciale di Trapani, si è ribadita la richiesta al presidente Crocetta di fermare le trivellazioni.