Ustica, il Parlamento Ue: ‘Fuori la verità’

(di Antonella Folgheretti)

I depistaggi sulla strage di Ustica hanno diviso alla fine anche l’Europa. La frattura si è registrata all’interno della Commissione Ue che, interpellata sulle omissioni di Italia, Francia e altri Paesi, a giugno scorso aveva fatto sapere di non poter far nulla. L’argomento del contendere, la petizione presentata dai familiari delle vittime al Parlamento europeo. Il putiferio è nato nella commissione per le petizioni contro le “risposte deludenti e burocratiche” fatte pervenire da Barroso. Prima un parlamentare greco e poi via via quasi tutti gli altri componenti la delicata commissione hanno contestato le risposte evasive ricevute tanto che, a fine seduta, la presidente Erminia Mazzoni, del Pdl, ha deciso di scrivere nuovamente a Barroso e al commissario alle relazioni interistituzionali, Sefcovic, per far rilevare “l’evidente violazione dei diritti fondamentali dei cittadini europei per la negata giustizia e il negato accesso agli atti”. La petizione, lanciata dagli avvocati Daniele Osnato e Alfredo Galasso, ha provocato anche la richiesta di intervento dell’Alto rappresentante per la politica estera Catherine Ashton sui ministri della giustizia di Francia, Germania, Belgio, Usa e Libia che sarebbero in possesso di elementi su quel che successe a Ustica quel 27 giugno 1980 e potrebbero aiutare a scoprire finalmente la verità su quella notte.