La società incivile e il voto in Sicilia

Peggio dei ballerini del Titanic. In Sicilia i partiti continuano a ballare la loro danza macabra e ad imporre liste-fogna che tracimano di candidati impresentabili. Condannati, rinviati a giudizio, inquisiti per reati che sconsiglierebbero chiunque dal proporli finanche alla carica del più scalcagnato condominio. E invece no, cacafottendosene, direbbe Camilleri, dello schifo che ormai travolge politica e partiti e che sta erodendo le fondamenta della democrazia, hanno violato i rachitici codici etici da loro stessi approvati facendo di tutto e di più. Sui 1629 aspiranti deputati regionali presenti in 19 liste, ben 32 sono gli impresentabili, il tutto in una regione che nell’ultima legislatura ha avuto 29 deputati su 90 compromessi con la giustizia. I reati contestati nei rinvii a giudizio o riscontrati nelle condanne passate in giudicato, vanno dall’abuso d’ufficio al sospetto di favorire Cosa Nostra, dal disastro ambientale alla violenza privata. Qualcuno ha anche stilato una speciale hit-parade della vergogna. Al primo posto per numero di impresentabili il Partito dei siciliani, ex Mpa di Raffaele Lombardo, “Arraffaele”, l’ex governatore dimessosi perché coinvolto in inchieste su voto di scambio e rapporti con la mafia. Ne ha candidati ben nove. Al secondo posto, ma a pari merito con il Pid, gli ex Udc fedelissimi di Totò Cuffaro, il Pdl: 4 impresentabili ciascuno. Terzo Grande Sud, il partito di Gianfranco Micciché, in coda Udc, Pd e liste civiche che sostengono Rosario Crocetta. Un solo impresentabile per l’Idv di Antonio Di Pietro, esperto di candidature non azzeccate. Ma attenti, per ogni impresentabile, leader e candidati hanno una giustificazione, una parola di comprensione e anche di conforto. Giustifica Rosario Crocetta sempre più in imbarazzo nel conciliare la sua storia di simbolo dell’antimafia con alcune presenze nelle sue liste, fa finta di fare la faccia severa Nello Musumeci, mostra meraviglia Micciché, non sapeva (ma questa non è una novità) Di Pietro. Si salvano gli uomini di Sel e i candidati Cinque Stelle. Grillo ha preteso che i suoi mettessero in rete curricula e certificati penali. Lo hanno coperto di insulti. Verranno eletti i 32 impresentabili? Molti di loro probabilmente sì. Se accadrà davvero, in Sicilia la “società incivile”, ancora una volta, avrà decretato il trionfo di “iene e sciacalletti”.

(pubblicato su Il fatto Quotidiano del 26 ottobre 2012)