Antenna Sicilia: lavoratori licenziati con un telegramma

Il 1 ed il 2 agosto 2012 le emittenti televisive del gruppo Ciancio, Telecolor International T.C.I.spa e S.I.G.E. spa (Antenna Sicilia e Teletna) hanno aperto la procedura ex art.4 e 24 L.223/91 dichiarando in eccedenza la prima 24 lavoratori del settore tecnico-amministrativo su 40 addetti e la seconda 28 lavoratori del settore tecnico-amministrativo su 55 addetti.>
Il tutto immediatamente dopo la pubblicazione da parte del CORECOM SICILIA ( delibera n.8 del 1 agosto 2012) della graduatoria per l’attribuzione delle provvidenze alle emittenti televisive operanti in Sicilia e poco tempo dopo aver ottenuto sia l’assegnazione, con graduatoria definitiva per le emittenti televisive locali per la Regione Sicilia, delle frequenze in tecnica digitale (art. 4, del decreto legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75) sia una numerazione favorevole dei canali. E’ utile sottolineare che il punteggio per le provvidenze e le assegnazioni sono state ottenuti grazie e soprattutto al computo del numero dei lavoratori dipendenti applicati all’attività televisiva con contratto di lavoro a tempo indeterminato, relativa all’anno precedente. Il 19 ottobre la procedura per la riduzione del personale di SIGE (Antenna Sicilia) si è chiusa con esito negativo e quindi l’azienda può immediatamente dare corso ai licenziamenti.
Il 24 ottobre SIGE (Antenna Sicilia) ha inviato a casa dei lavoratori i telegrammi di licenziamento dispensandoli dal preavviso. Oltretutto dopo la comunicazione i lavoratori licenziati non possono più accedere ai locali aziendali.
Suona strano che una azienda, peraltro in crisi, invii con tanta tempestività i telegrammi come se ci fosse premura di fare arrivare un segnale di natura diversa alle istituzioni.
Sentito per telefono il segretario provinciale della CGIL Catania Giovanni Pistorio ci ha detto queste parole:“Ad Antenna Sicilia e Telecolor non è stata assegnata una vincita al superenalotto ma è stato affidato un servizio ed i parametri per poter gestire il servizio non possono essere stravolti un momento dopo le assegnazioni ed i benefici. Tra l’altro le aziende, dalla riduzione del personale, conti alla mano, anche per i contributi che dovranno essere assegnati nei prossimi anni, hanno tutto da perdere e se a ciò dovessimo aggiungere il danno che le due aziende subirebbero per il mancato introito pubblicitario nel caso in cui dovessero essere rivisti i parametri per l’assegnazione dei canali il gioco non varrebbe affatto la candela a meno che non si stia cercando di voler imporre alla società locale un sistema diverso nelle relazioni industriali e nella gestione delle risorse umane o si stia volendo lanciare un segnale trasversale di altro tipo e per fatti di natura diversa alla comunità locale. Noi, comunque sia, abbiamo inviato delle richieste di intervento al MISE ed al Corecom Sicilia, e ci aspettiamo che sul rispetto delle regole e dei parametri”.