Villa Adriana: il caso “Nathan” in commissione ambiente .

Continua in maniera serrata la battaglia degli ambientalisti e degli ecologisti contro la lottizzazione “Nathan” , più conosciuta come “Residentia Tibur”, della Impreme Spa società controllata da Massimo Mezzaroma.La vicenda è finalmente approdata al vaglio delle commissioni consiliari permanenti Ambiente e Urbanistica sotto richiesta del consigliere regionale, degli ecologisti e reti civiche, Angelo Bonelli.Tutto questo dopo che nella valutazione fatta dagli organismi internazionali dell’Unesco, riuniti il 25 giugno a San Pietro , Villa Adriana come patrimonio Unesco è finita sotto osservazione poichè gli stessi hanno fatto richiesta di valutare gli atti della lottizzazione che potrebbe minacciare quella che l’Unesco chiama “Buffer Zone” o meglio area cuscinetto o di rispetto intorno ai siti patrimoni Unesco.In queste aree cuscinetto ci sono vincoli di inedificabilità assoluta , ma sentendo il sindaco di Tivoli attuale del Pdl Sandro Gallotti e l’ex sindaco del Pd Giuseppe Baisi ora consigliere comunale , il progetto presentato dalla Impreme Spa di Massimo Mezzaroma è stato fatto in conformità e nel rispetto dei vincoli stessi posti dall’Unesco.Come ribadito da Mezzaroma stesso ,il progetto nel corso degli anni ha subito modifiche e riduzioni di cubatura proprio perchè teneva conto dei vincoli. Tutto questo però dovrà ora essere stabilito in sede di commissione che, stando alla lettera di convocazione dei membri e delle associazioni ambientaliste, dovrà valutare e recepire informazioni utili a chiarire la vicenda.La cosa che ci fa sorridere amaramente è che a presiedere, in Regione Lazio, la commissione ambiente è Roberto Carlino consigliere regionale dell’Udc , noto immobiliarista del gruppo Immobildream di cui azionista è il gruppo Caltagirone.Gruppo del cemento e dell’immobile che ha spesso intrecciato interessi comuni e affari proprio con lo stesso Massimo Mezzaroma.Si profilerebbe così un conflitto di interesse che potrebbe determinare una influenza sulla valutazione finale del progetto.Per il momento gli ambientalisti sono sul piede di guerra per difendere non solo Villa Adriana come patrimonio Unesco da eventuali minacce di speculazioni edilizie ma anche per proporre un nuovo modello di sviluppo a cemento zero e fermando uno scellerato consumo del territorio che nella provincia di Roma dura da moltissimi anni.