Via libera al Ddl anticorruzione

L’Aula della Camera vota il ddl anticorruzione. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 354 voti a favore, 25 contrari e 102 astenuti. Una maggioranza risicata che non scoraggia il ministro della Giustizia Paola Severino che – andando oltre le polemiche dei partiti – dice che il governo è pronto ad “emanare subito la legge delega” e rassicura sui tempi dell’entrata in vigore dell’ineleggibilità dei parlamentari: “entro il 2013”. Il testo ora passa al voto del Senato. Un importante passo avanti verso le norme anticorruzione, specie nella pubblica amministrazione, nonostante l’ostilità dimostrata dai partiti. Voti a favore Pdl, Pd, Udc, Fli, Api; contro Idv e Grande Sud; astenuti Lega, Popolo e Territorio e Radicali. Dal fronte del Pdl già arrivano le proposte di modifica per la terza lettura del testo alla Camera. Anche se in questo caso, i tempi per l’entrata in vigore del testo si dilaterebbero ulteriormente. Ecco perché secondo presidente della Camera Gianfranco Fini e Roberto Giacchetti (Pd) “se il testo venisse cambiato al Senato non riuscirebbe mai a vedere la luce in questa legislatura”. Per scongiurare questo rischio, l’Aula approva un odg di Pd e Udc che impegna il governo a legiferare in materia di incandidabilità entro quattro mesi e non entro un anno come previsto dall’articolo 10 del provvedimento. . Non mancano le polemiche nemmeno fuori da Montecitorio, per la protesta degli attivisti di Blockupy, che hanno manifestato contro il ddl lavoro targato Fornero con lo slogan ‘no alla politica del rigore’. Durante i disordini sono stati lanciati sampietrini, bottiglie e bombe carta verso il cordone delle forze dell’ordine. Cinque agenti sono rimasti feriti in piazza Capranica.
Nonostante le polemiche per i provvedimenti del governo, quello contro la corruzione – specie nel settore della PA – rappresenta un passo in avanti. Considerati i numerosi rinvii che nel tempo si erano registrati. Tre sono gli articoli votati con la fiducia del governo:
Articolo 10 – Incandidabilità: L’articolo 10 stabilisce che non potranno più essere eletti coloro i quali hanno ricevuto una condanna definitiva. Il governo dovrà adottare entro un anno il dl con le norme sulla ineleggibilità alla carica di parlamentare europeo, deputato e senatore, alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali. Le condanne dovranno essere passate in giudicato. Il divieto si riferisce a reati gravi come quello di mafia e quelli contro la pubblica amministrazione. Inoltre, per chi ha commesso reati gravi, scatta il divieto di ricoprire cariche di presidente e componente del Cda dei consorzi; di presidente e di componente delle giunte delle unioni di comuni; di consigliere, di amministratore e di presidente delle aziende speciali; di presidente e di componente degli organi esecutivi e delle Comunità montane.
Articolo 13 – Traffico di influenze: L’articolo 13 introduce i nuovi reati di concussione per induzione, traffico illecito di influenze e corruzione per l’esercizio della funzione. Le norme in sostanza prevedono che il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che abusi della sua funzione o dei suoi poteri, inducendo a dare indebitamente allo stesso pubblico ufficiale o ad una terza persona denaro o altra utilità, è punito con la reclusione da 3 a 8 anni. Per il traffico di influenze illecite, invece, “chiunque, fuori dai casi di concorso in altri reati, sfruttando relazioni esistenti con un pubblico ufficiale o con un incaricato di pubblico servizio, indebitamente fa dare o promettere, a sè o ad altri, denaro o altro vantaggio patrimoniale, come prezzo della propria mediazione illecita, ovvero per remunerare il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio è punito con la reclusione da uno a 3 anni”.
Articolo 14 – La corruzione fra privati: L’articolo 14 introduce il reato di corruzione tra privati, punito con la reclusione da due a tre anni, che possono raddoppiare se si parla di società quotate, attraverso la modifica dell’articolo 2635 del codice civile sulle disposizioni penali in maniera di società e consorzi.
Pare che le fatiche del governo in questi mesi, e le numerose discussioni sul ddl anticorruzione, abbiano portato risultati significativi. Anche l’incontro di questo pomeriggio fra Monti e Hollande fa ben sperare. I due leader ora pensano di andare avanti insieme ‘per la crescita’ economica. Fra i due fortissima convergenza.
Se guardiamo alla politica a cui siamo stati abituati in questi anni, già questo è un grande passo in avanti.