Primarie aperte per Bersani, ma che succede nei territori?

Le preoccupazioni dell’assessore ai lavori pubblici della provincia di Roma Marco Vincenzi,a quanto pare si sono concentrate sui congressi. Mentre il segretario nazionale Pierluigi Bersaniparla di primarie aperte,all’interno del partito democratico di Tivoli,probabilmente uno dei tanti casi in Italia, c’è uno scontro a colpi di comunicati. Certamente l’accentramento dei poteri non solo amministrativi ma politici all’interno del Pd di Tivoli parte dal ruolo di Marco Vincenzi,da molti oppositori descritto come il vero padre-padrone. Attualmente oltre il suo incarico come assessore ai lavori pubblici della giunta Zingaretti è anche il consigliere comunale del suo partito. I suoi incarichi amministrativi politici si sommano ad altri accumulati nel tempo. Fino al 2007 è stato dipendente delle Terme Acque Albule Spa e con un incarico presso una casa di cura privata chiamata Medicus Hotel a Tivoli.In buona sostanza la sua laurea in medicina gli vale una carriera nell’ambito sanitario locale e non solo. Intorno a lui politicamente risulta tutto il gruppo consiliare del Pd, capogruppo compreso, tranne due consiglieri comunali Andrea Ferro, alla prima consiliatura ma con una esperienza di segreteria provinciale del Pds-Ds e Patrizio Pastore alla seconda consiliatura.E’ proprio sotto l’amministrazione del Pdl di Sandro Gallotti che la rottura tra l’area di Andrea Ferro e Piero Ambrosi (ex sindaco di Tivoli ed ex assessore ai lavori pubblici della giunta provinciale Gasbarra) e l’area di Marco Vincenzi si palesa in maniera evidente. I due consiglieri Ferro e Pastore votano spesso con il resto dell’opposizione mentre il Pd di Vincenzi ha fatto da sostegno nei momenti cruciali dei consigli comunali alla giunta Gallotti, votando insieme sulle questioni delle municipalizzate a Tivoli (Asa , Tivoli Forma e Acque Albule). La spaccatura si fa insanabile: tutta l’area che in consiglio comunale fa riferimento ad Andrea Ferro non partecipa al tesseramento 2012 del Pd a Tivoli e si palesa con un comunicato molto feroce: in sintesi quest’area accusa il gruppo vincenziano di gonfiamento del tesseramento (1500 tessere) e una non chiara presentazione dei bilanci interni al partito.
Eccone il contenuto: “A Tivoli serve un PD aperto, rigenerato e rappresentativo, non un congresso-sagra di occasioni sprecate, isolamento politico e ritualità superate.Non è di alcuna utilità al Partito Democratico né a Tivoli la celebrazione in questi giorni di congressi privi di una proposta per la città, senza alcuno slancio innovatore né rinnovatore.Da tempo segnaliamo l’urgenza di una profonda riflessione sul rapporto con la realtà tiburtina, rivedendo scelte e comportamenti che hanno portato all’amara sconfitta nelle elezioni comunali del 2010; da allora inerzie e chiusure plateali hanno prodotto l’annullamento, per vizi nelle adesioni, del Congresso dell’Unione Comunale; autoreferenzialità ed indifferenza davanti all’abbandono di consiglieri comunali e poi la grave defezione di gruppi di giovani iscritti; la distanza sia dalle forze che operano nel campo del centrosinistra, sia dalle istanze civiche e moderate; l’ambiguità della condotta amministrativa sulle attività extrastatutarie della società termale e sull’inefficienza ed il clientelismo delle ‘partecipate’ che, ieri come oggi, mortificano la funzionalità dei servizi alla cittadinanza e umiliano la sacrosanta necessità di lavorare. Dopo le primarie di febbraio, significative per partecipazione e per rappresentatività, abbiamo chiesto a tutti di voltare pagina rispetto al partito personale e alle degenerazioni patologiche del tesseramento, per ricercare ragioni e programmi comuni ed una sintonia con il vissuto di Tivoli, passando attraverso la trasparenza di decisioni ed atti, a partire dalla rendicontazione sulla situazione e sull’utilizzo dei fondi interni negli ultimi anni.Le risposte sono state: 1500 tesserati e l’incomprensibilità e la parzialità dei dati finanziari. Assecondare queste risposte significherebbe arrendersi ad un’idea di partito, senza passione, senza militanza e senza responsabilità, ancor più verso gli elettori. Né è convincente la scelta della Segreteria provinciale di avallare lo svolgimento del congresso, riducendo a fatto meramente disciplinare i chiarimenti doverosi sui bilanci. Ecco perché per noi non sono possibili un vero confronto congressuale ed una sana competizione tra liste e candidati. Continueremo a batterci nel partito e nella città per un PD attrattivo per proposte ed obiettivi, che allarghi presenze ed opinioni e dia spazio soprattutto alle espressioni del lavoro, del volontariato, dell’associazionismo e dei quartieri, combattendo la crisi dell’economia locale e lo sfaldamento della convivenza civile. Diamo appuntamento a tutti quelli che credono in una Tivoli migliore e affidano all’impegno pubblico la speranza un giorno di riuscire a viverci.
Piero Ambrosi Andrea Ferro,Manuela Ielo,Patrizio Pastore.”