Tivoli città d’arte e ponti cadenti

L’Acquedotto Anio Novus è stata un opera monumentale del periodo storico. Captava le acque nell’alta valle dell’Aniene. L’acqua veniva presa direttamente dal fiume, nei pressi del comune di Subiaco e nei pressi delle sorgenti della Claudia. L’Anio novus aveva il percorso maggiore di tutti gli altri acquedotti dell’epoca: 58,700 miglia romane, pari a 86,876 km. Seguendo la valle dell’Aniene sulla sinistra del fiume, a circa metà strada tra Subiaco e Mandela si affiancava, ad un livello più elevato,prima al condotto dell’Aqua Claudia,poi a quello dell’Acqua Marcia e più avanti, dopo Mandela,a quello dell’Anio vetus. Dopo Castel Madama si allontanava momentaneamente dal fiume per riavvicinarsi di nuovo dopo aver aggirato un paio di alture. Lasciato un ramo secondario,proseguiva verso Tivoli su viadotti e ponti di cui rimangono importanti e imponenti resti, piegava a sud e quindi aggirava da ovest i monti Tiburtini,attraversando poi un’ampia cisterna all’interno della quale si univa di nuovo col ramo secondario lasciato prima di Tivoli.Gli Arci ovvero il ponte dell’Anio Novus per lungo tempo dimenticati ed esso è uno dei capolavori di ingegneria idraulica romana. Pochi giorni fa il ponte ha avuto dei cedimenti strutturali che hanno di fatto interrotto le comunicazioni sulla via Empolitana tra Tivoli,Castel Madama e gli altri paesini della Valle dell’Aniene causando non pochi disagi alla viabilità e ai pendolari che dai paesi vanno verso Roma.Attualmente è ancora tutto chiuso per i lavori che stanno svolgendo i tecnici della provincia giunti subito sul posto. Un problema che va avanti da anni, quello della viabilità e che nell’estate del 2009 sembrava avere avuto uno sviluppo positivo: il Comune di Castel Madama aveva diffuso un comunicato importante , nell’aula Consiliare di Castel Madama il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e l’assessore ai Lavori Pubblici e Viabilità, Marco Vincenzi,avevano illustrato ai sindaci e agli amministratori dell’area tiburtina e della Valle dell’Aniene il nuovo ponte sul fiume previsto a Tivoli, in località Arci.

L’intervento infrastrutturale, avrebbe dovuto consentire di risolvere l’annoso problema del collegamento fra Tivoli ed il casello autostradale dell’A24 di Castel Madama e del collegamento tra il centro tiburtino ed i comuni della Valle dell’Aniene. Il percorso attuale,infatti,prevede il senso di marcia alternato a causa di ben tre restringimenti di carreggiata dovuti alle presenza di acquedotti di epoca romana (l’Anio Novus) e di un ponte settecentesco. Con il nuovo ponte i veicoli diretti a Tivoli sarebbero dovuti transitare sulla nuova struttura, mentre quelli diretti verso A24 o i centri della Valle dell’Aniene avrebbero proseguito (ma a senso unico) sul vecchio tracciato. Il ponte,il cui costo previsto è di circa 4 milioni di euro, sarà lungo circa 150 metri e largo 13,6 con due corsie,banchine ed un marciapiede. Prevista anche la costruzione di un ponte pedonale di 40 metri per collegare il centro abitato di Monitola con il quartiere Arci. «Quest’intervento,spiegava il presidente della Provincia di Roma,Nicola Zingaretti,si inserisce nel quadro delle opere infrastrutturali che l’amministrazione provinciale sta portando avanti nell’area nord-est del territorio».Entro lo stesso mese era prevista una Conferenza dei Servizi e nell’ autunno dello stesso anno doveva essere completato il progetto esecutivo. L’obiettivo era quello di realizzare la nuova infrastruttura entro la fine della giunta Zingaretti. Siamo nel maggio 2012 a distanza già di 3 anni e con la promessa che nel 2010 i lavori sarebbero cominciati..Di fatto le promesse restano,sui lavori che dovevano iniziare nel 2010 nemmeno una notizia di bandi di gara o appalti,il ponte casca a pezzi con tutti i disagi che ne conseguono. Ma l’assessore ai lavori pubblici Marco Vincenzi, interpellato dalla cittadinanza, ha dichiarato “Confermo la piena disponibilità della Provincia di Roma a realizzare il ponte sul fiume Aniene in modo da eliminare il senso unico alternato che attualmente gli automobilisti sono costretti a rispettare proprio per la presenza dell’acquedotto. Di fatto, abbiamo completato l’iter amministrativo con l’esecuzione dei sondaggi archeologici e la redazione del progetto definitivo, è pronto il finanziamento di 8 milioni di euro, ma purtroppo non possiamo avviare la gara d’appalto per i vincoli del Patto di Stabilità”.