L’Unesco si mobilita per il ‘caso’ Villa Adriana

Nemmeno il tempo di esultare allo scampato pericolo discarica vicino il sito della Villa dell’imperatore Adriano,che ora la preoccupazione si sposta sulla controversa lottizzazione Nathan di Mezzaroma e figli,una lottizzazione che negli anni ha avuto numerosi passaggi e quelli fondamentali sono degli ultimi tre sindaci della città di Tivoli: Marco Vincenzi , ora consigliere comunale del Pd e Assessore ai lavori pubblici della giunta Zingaretti della provincia di Roma,Giuseppe Baisi già assessore al bilancio e della prima giunta Vincenzi e Sandro Gallotti attuale sindaco del Pdl. Il WWF Lazio ha praticamente anticipato in un comunicato stampa il punto all’ordine del giorno della prossima riunione Unesco a San Pietroburgo , riportando i fatti in maniera cronologica. Ecco il comunicato integrale:
Si è recentemente appreso che il 5 gennaio 2012 il Direttore del World Heritage Center dell’UNESCO ha inviato una missiva all’Ambasciatore Maurizio Enrico Serra capo della delegazione Permanente Italiana preso l’UNESCO esprimendo preoccupazione per l’approvazione da parte del Comune di Tivoli della lottizzazione “Comprensorio di Ponte Lucano” (meglio nota come “Nathan”) che porterà all’edificazione 120.000 metri cubi di cemento (a cui ne seguiranno successivamente altri 60.000) all’interno dell’area “buffer” stabilita con un accordo internazionale tra la Repubblica Italiana e l’UNESCO per proteggere l’area Archeologica di Villa Adriana al seguito del suo inserimento nell’elenco dei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Questa preoccupazione si unisce a quella per la progettata realizzazione nell’area di una discarica di rifiuti. L’UNESCO ha chiesto in particolare di conoscere l’impatto del progetto sui Valori Universali alla base della dichiarazione di Villa Adriana come parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Il Segretariato Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali in data 16 Febbraio 2012 ha inviato una nota al Comune di Tivoli per chiedere informazioni sulla “Nathan”, indicando che “Il mancato riscontro alle specifiche richieste del Centro del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO potrebbe mettere in serio pregiudizio il riconoscimento di “Villa Adriana” quale sito del patrimonio mondiale UNESCO”
Dello stesso tenore la lettera che il Presidente della Commissione Italiana per l’UNESCO, Prof. Puglisi, ha scritto al Sindaco di Tivoli il 16 Febbraio 2012. Dopo aver detto che il progetto “Nathan” rappresenterebbe una “grave compromissione per la tutela, l’immagine e la fruizione del prezioso sito che dal 1999 è diventato Patrimonio dell’Umanità” il prof Puglisi ha aggiunto che “In assenza di informazioni adeguate e complete lo stato di conservazione di “Villa Adriana” verrebbe iscritto, con possibili gravi ricadute negative all’ordine del giorno della prossima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale”
La lottizzazione Nathan sta quindi continuando a produrre i suoi frutti avvelenati. Dapprima l’orribile “muro” di Punte Lucano, che ha vergognosamente sfregiato il complesso archeologico costituito da Ponte e Mausoleo per consentire la costruzione dei successivi 60.000 metri cubi di cemento della lottizzazione dopo i 120.000 approvati a Dicembre. Adesso il rischio che Villa Adriana sia cancellata dell’elenco del “Patrimonio Mondiale del’Umanità”. E non si tratta certo di una sorpresa. Fin dal 2008 il WWF di Tivoli, nelle sue lettere indirizzate al Comune (Amministrazione Baisi) durante la discussione sull’adozione della lottizzazione, aveva avvertito del rischio che l’UNESCO prendesse provvedimenti se la colata di cemento fosse stata approvata. Il Comune di Tivoli ha ignorato il monito. E, cosa ancor più grave, mai in tutta l’istruttoria che ha portato all’approvazione della Nathan ha ritenuto di dover valutare la compatibilità tra la lottizzazione e gli impegni sottoscritti dall’Italia in sede UNESCO. Chi ha deciso, adottato ed approvato la Nathan si è comportato come se si stesse parlando di palazzine in una qualsiasi degradata borgata, invece che in piena area di rispetto di un monumento invidiato da tutto il mondo. Gli ultimi tre sindaci di Tivoli hanno trattato secoli di storia e cultura oltre agli impegni internazionali dell’Italia alla stregua di carta straccia, assai meno importanti degli interessi privati del “palazzinaro” Mezzaroma, proprietario dell’IMPREME che realizzerà l’operazione immobiliare.
Il WWF farà appello al Ministro per i Beni Culturali ed alla Presidenza della Repubblica per evitare che il prossimo 25 giugno a S. Pietroburgo si consumi l’ennesima bruciante umiliazione internazionale dell’Italia, causata dall’incredibile cecità degli amministratori tiburtini.