Lampedusa, isola dell’accoglienza

Giusi Nicolini è stata da poco eletta sindaco di Lampedusa e Linosa ma riesco a sentirla solo oggi. E’ a Palermo in ospedale, al Policlinico, dove la sua mamma è ricoverata per una frattura al femore. Giusi sta combattendo, come dice “con la sanità siciliana. La sala operatoria è chiusa devo vedere di trasferirla in un altro ospedale”.
Ma è come sempre è determinata. La sua voce non ha incertezze “Per me è un privilegio essere diventata sindaco e voglio anche dimostrare, come donna, che si può amministrare in modo differente. La nostra isola è stata considerata la periferia d’Europa anzi dell’Italia.E’ stata sacrificata dal governo italiano, e da Maroni soprattutto, al degrado sociale, umano, civile”

Sindaco ma cosa si propone di fare per l’isola?
Per prima cosa azioni che dimostrino la voglia di Lampedusa di essere il centro del Mediterraneo. Azioni che tutelino i diritti umani e l’economia isolana. Non possiamo vivere in un’eterna emergenza questa è una parola che deve sparire dal nostro vocabolario.L’emergenza è stata lo smaltimento dei barconi e il business dei migranti. Ognuno valeva 40 euro al giorno. Bisogna ripristinare la legalità. Un immigrato non può rimanere oltre 96 ore all’interno di un CIE. Dopo questo limite ognuno deve essere indirizzato alle strutture di riferimento (minori, profughi,rifugiati politici). Se il numero massimo di accoglienza è di 350, in emergenza può arrivare a 800 ma non a 2400 come è successo più volte. E le tensioni con gli isolani nascono proprio da qui. Inoltre l’isola non deve essere più usata come base per i rimpatri collettivi, che sono illegali.

E quindi?
Lampedusa deve essere l’isola dell’accoglienza. Vogliamo essere un posto normale dove le opere pubbliche si faranno su una programmazione seria. Non vogliamo campi da golf o casinò. Dobbiamo rimuovere gli ostacoli ai diritti come quello della sanità. L’elisoccorso arriva solo se sei in pericolo di vita! Non vogliamo essere marginali geograficamente. Chiederemo di avere un collegamento decente sia per i pescatori che per i turisti. Adesso sono più le volte che il collegamento non funziona di quelle in cui riesce ad arrivare.

Giusi è una donna forte che nei giorni dell’emergenza del 2011 non si è mai risparmiata. Ama la sua isola e lo si sente. Ha passione civile e continua a ripetere che bisogna “ripristinare la legalità solo così le cose cambieranno”.
Non abbiamo dubbio che sentiremo presto riparlare di lei.

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