La Palermo furiosa vuole ancora Orlando

“Poche chiacchiere: il sindaco sono io.I palermitani hanno scelto di liberarsi. E allora viva Palermo e viva Santa Rosalia”.Leoluca Orlando è un vulcano, le prime proiezioni del pomeriggio lo danno notevolmente avanti. In corsa ma come un cavallo al galoppo. 48%, un trionfo, ma più passa il tempo e più la percentuale aumenta fino ad avvicinarsi alal soglia del 50 più uno che gli consentirebbe di evitare il fastidio del ballottaggio. “stasera tutti a Palazzo delle Aquile”, dice l’uomo che inventò la “Primavera” e che è stato sindaco della città per tre volte.
Palermo che stupisce,sconvolge,travolge. Palermo dove tutto può succedere e succede. Il Pdl, il partito pigliatutto del 61 collegi a 0 di undici anni fa, crolla qui più che in altri posti d’Italia, trascinato nella polvere dal suo candidato, il “problem solver” Massimo Costa. Che sprofonda al 14,3% , quaranta punti sotto rispetto al voto del 2007,dieci punti sotto i voti della sua coalizione. E il centro-sinistra. Dannato da primarie viziate da brogli sulle quali grava il peso di una inchiesta della magistratura, e condannato dalle sue divisioni. I numeri dicono che la coalizione di Bersani,Vendola e Di Pietro avrebbe stravinto al primo turno annichilendo il partito di Dell’Utri,Schifani,Prestigiacomo, e le ambizioni di Gianfranco Miccichè. Invece il centrosinistra si frantuma in una lotta di odi antichi, sospetti,accuse velenose. Il giovane Fabrizio Ferrandelli, l’ex capogruppo IDV in Comune che rifiutò la candidatura di Rita Borsellino scelta dal suo partito, dal PD e da Sel, candidandosi alle primarie e vincendo per poco più di cento voti, non sfonda. Si ferma intorno al 17%, addirittura un punto sotto la percentuale della coalizione che lo sostiene. Bene che vada sarà costretto ad un ballottaggio difficilissimo. Se Ferrandelli incassa il sostegno del Pd e di bersani, “sosterremo il nostro candidato”, il Pdl e i ras del centro-destra scaricano subito il loro candidato Massimo costa. Facce da otto settembre nel suo comitato elettorale, nessun leader presente, mentre dalla tv risuona l’invettiva di Ignazio La Russa sulle “facce giovani e sorridenti” che “non bastano per vincere, ci vogliono uomini di esperienza”. “ A penalizzare Costa –infierisce Francesco Cascio, presidente Pdl dell’Assemblea regionale- è stato il suo esordio”. Cosat fu scelto dal Terzo Polo, fu Fini in persona a volerlo a tutti i costi, poi tradì i finiani, autonomisti di Lombardo e Udc e scelse il Pdl. Facce tristissime nel teatro troppo grande per una sconfitta che Ferrandelli ha scelto sognando un impossibile trionfo. “Orlando è il vecchio, è la restaurazione e io mi batterò perché Palermo non cada nelle sue mani.La partita è aperta”, ripete a giornali e tv.
Ma poco più in là i suoi raccontano l’amara verità della sconfitta. “Fabrizio doveva fare come De Magistris a Napoli, presentarsi da solo. Invece in tutte le foto compare con Totò Cardinale, Giuseppe Lumia,Antonello Cracolici, e finanche Carlo Vizzini ha fatto una lista a suo sostegno”. Insomma, la gioventù non basta se dietro ci sono le facce avvizzite del vecchio sistema di potere. E’ stata questa la dannazione del giovane Ferrandelli, questa la rovina del giovanissimo Costa che nelle sue liste aveva una trentina di ex assessori e consiglieri della giunta Cammarata. Gli anni dei due golden boy sommati assieme non raggiungono l’età di Orlando, esattamente come le percentuali che hanno raggranellato:poco più del 32% su un inarrivabile 47%, o 49, come dicono le proiezioni fino a tarda sera, di leoluca Orlando. Se si andrà al ballottaggio saranno altri veleni entro il centro-sinistra. “Buona parte del voto organizzato del Pdl e del Terzo Polo è andato ad Orlando. C’è un asse con cammarata che al secondo turno batteremo”.Parla Giuseppe Lumia, big sponsor di Ferrandelli fin dalle primarie. Insieme all’ex Udeur Totò Cardinale e al Pd Cracolici, è uno dei sostenitori del governo regionale di Raffaele Lombardo. E’ l’ala del Pd che ha costretto Bersani a sostenere Ferrandelli fino all’ultimo, trascinando il segretario del Pd in una brutta sconfitta. “Al ballottaggio- scandisce tra le urla di entusiasmo dei suoi sostenitori Leoluca Orlando- non farò accordi con chi ha governato con Raffaele Lombardo, la vergogna della Sicilia”.
Gli chiediamo dei suoi avversari sconfitti e cita Pablo Picasso “Per diventare giovani occorre tempo”. E risponde sulel divisioni del centro-sinistra. Palermo cancella la foto di Vasto (Bersani,Di Pietro e Vednola insieme)? “Quella foto non prevedeva accordi con un presidente della Regione inquisito per mafia. Il sostegno di Vendola e del Pd a Lombardo è una vergogna assoluta”. Il “sindaco” infierisce sul crollo del Pdl e su Alfano sconfitto proprio nella sua Regione: “Alfano è un’anima morta, non lo dico io, ma i suoi elettori che hanno votato per me. A chi parla di accordi rispondo in modo netto: se si andrà al ballottaggio non farò apparentamenti con nessuno”. Flash di fotografi,ressa di telecamere, pacche sulle spalle e urla di “ollandosinnaco”. “E ora lasciatemi andare che dobbiamo costruire la nuova Primavera. Viva Palermo e viva Santa Rosalia”.

(pubblicato su Il Fatto Quotidiano 8 maggio 2012)