La Polverini diserta l’audizione alla commissione d’inchiesta sulla sanità.

La giornata di oggi della presidentessa della regione Lazio Renata Polverini , inizia con un comunicato all’Ansa : “A noi sta a cuore la questione dei rifiuti e non vogliamo che Roma finisca in emergenza. Quindi quotidianamente ci confrontiamo con tutte le persone che sono coinvolte insieme a noi per dare una risposta ai cittadini di Roma”.
”Tutti al lavoro per evitare l’emergenza rifiuti. Nello stesso giorno però a Palazzo San Macuto era stata convocata la stessa per una audizione molto importante, fissata da qualche mese : quella con la commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali. Ora qui bisogna chiarire intanto i ruoli e i compiti. Renata Polverini non è solo il presidente della regione ma è anche il commissario ad acta per la sanità del Lazio. Sanità che era stata ereditata dalla stessa con un enorme disavanzo nei conti pubblici. Giusto due anni fa nel presentare il piano di riordino sanitario , parlava di un piano “che renderà la nostra sanità migliore , più efficiente e più accessibile per tutti” e diceva che in virtù di questo piano sarebbero stati bloccati i progetti per le aperture di nuove strutture. “Non ci sono chiusure di piccole ospedali , ci saranno riconversioni , c’è una offerta eccessiva di letti, di specialità ospedaliere e c’è una assenza di strutture per malati di lunga degenza” . Parole che rileggendo oggi insieme al lavoro che ha svolto la commissione ci suonano un bel po’ dissonanti. Cosa sta accadendo alla sanità del Lazio? Basta farsi un giro negli ospedali romani e della provincia per capire quanto il famigerato piano di riordino sia stata una inutile e dannosa operazione politica. Uno dei casi balzati all’onore della cronaca è stato quello del dottor Domenico Scopelliti , responsabile dell’unità operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale presso Villa Betania , struttura facente capo al Santo Spirito e alla Asl Roma E. Il Primario che non lavora e prende lo stipendio:«La Regione ha chiuso mio reparto un anno fa , sono obbligato a timbrare il cartellino. Mi sento umiliato» Cosi finisce sulle pagine del Corriere della Sera l’autodenuncia di uno stimato professionista nel campo della chirurgia , uno dei più apprezzati esperti di chirurgia maxillo facciale in Italia e responsabile medico di Operation Smile Italia , fondazione umanitaria che vanta numerose missioni all’estero per curare e operare bambini con malformazioni congenite al volto. Per arginare il deficit della sanità, il 30 settembre 2010 decreta la chiusura, tra gli altri, del reparto di Chirurgia maxillo facciale di Villa Betania, diretto da Scopelliti. La struttura fa parte della Asl Roma-E. Il 12 marzo di un anno fa, dopo due proroghe, il reparto termina l’attività . Un altro caso agli onori della cronaca è il reparto nuovo di Emodinamica dell’ospedale di Tivoli , struttura che dopo il progetto di chiusure degli ospedali di Subiaco , Palombara e Monterotondo dovrà affrontare una offerta di un bacino di utenze ben superiori a quelle attuali. Il reparto di emodinamica è costato ben tre milioni di euro e serve ad affrontare le emergenze per casi di infarto e malattie cardiovascolari . Attualmente è un reparto costretto a lavorare per sole 6 ore per questioni di mancanza di personale specializzato e infermieri. Un video del giornalista Nello Trocchia de Il Fatto Quotidiano mostrava, il giorno dell’arrivo della commissione d’inchiesta all’ospedale di Tivol, come è e come funziona il reparto di emodinamica. Tivoli ha registrato il più alto caso di decessi di infarto. Questo a fronte di un grande lavoro svolto dal primario di cardiochirurgia Antonino Granatelli che parla di cifre pari allo O per mortalità rispetto al numero di casi trattati. Lo sforzo fatto dal personale è tale che per fare girare normalmente il reparto e renderlo attivo basterebbero poche altre persone preparate in grado di affiancare il lavoro dell’equipe. La terapia intensiva nuova è chiusa , e di fatto il reparto lavora a ritmi ridotti. Trentasei posti letto in meno rispetto ai previsti e la mancanza di personale è l’esatta radiografia di un sistema che non funziona. Il dramma vero è soprattutto la mancanza di scelte autonome da parte dei direttori generali delle Asl con nomine fatte in gran parte attraverso una logica di spartizione politica di quote prevalentemente Udc. E’ il caso proprio del direttore sanitario Nazareno Brizioli della Asl Roma G che fresco di nomina ,delibera la consulenza di due vicedirettori sanitari figure che affiancano il direttore sanitario aziendale stesso. Uno dei due è il dottor Pasquale Trecca , che è il genero di Giacomo Troja , attuale sindaco Udc di Arcinazzo Romano , già deputato Udc e sindacalista Cisl , l’altro è Franco Cortellessa consigliere comunale Udc che è vicino al sindaco Udc di Vivaro Romano Francesco Mezzaroma . A quanto pare la questione risulta anche più complessa. La sanità del Lazio è ancora una torta appetibile per gli equilibri dei partiti che governano la regione anche se tra malfunzionamenti di reparti , mancanze di personale e tagli di posti letto .Di tutto questo la Polverini dovrà, prima o poi, rendere conto.