Villa Adriana, una valle per l’Aniene e i veleni

Per quanto faccia rumore la questione della discarica di Corcolle vicino a Villa Adriana patrimonio storico dell’Unesco, ci sono rumori sottofondi e parole sommesse che girano tra la cittadinanza della valle dell’Aniene, tra molta paura e vergogne spesso personali di drammi che colpiscono intere famiglie del territorio. Qua parliamo di salute e parlare di salute proprio a Villa Adriana è cosa molto delicata. Una discarica andrebbe solo a gravare un quadro già compromesso a livello ambientale e sanitario. Nella Valle dell’Aniene, tra i territori dei comuni di Tivoli e Guidonia, con localizzazione nel comprensorio di Villa Adriana e Tivoli Terme è in corso una vera e propria emergenza sanitaria. L’incidenze di malattie respiratorie e cardiovascolari con un aumento di tumori che colpiscono l’apparato respiratorio e il cavo orale portano dati con se allarmanti.

L’istituto EMATOLOGICO DEL POLICLINICO UMBERTO I in una indagine che risale a quindici anni fa esprimevano serie preoccupazioni, per l’alta percentuali di tumori del sangue e dei linfonodi infantili provenienti dal comune di Guidonia. I medici di base si erano allertati notando l’aumento di malattie degenerative tra i loro pazienti, e alcuni chiesero alla ASL di competenza un’indagine epidemiologica per appurare le cause di tali incidenze di tumori. Per anni le loro richieste caddero nel vuoto, fino a quando il problema non divenne macroscopico, tanto che la Regione Lazio negli anni ‘90 demandò all’OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO REGIONALE un’indagine da svolgere nel nostro territorio. Il risultato è stato pubblicato nel 1997 e vi si può leggere tra l’altro: “Si rileva un rischio di mortalità per linfosarcomi associato alla distanza (dal Cementificio, n.d.r.) della residenza da tale fonte: l’associazione risulta più marcata tra i residenti di più lunga durata, e persiste quando si tiene conto anche della vicinanza della residenza ad altre fonti di esposizione.”

E poi, di “fonti di esposizione” – visto il quadro precedente – nel territorio di Guidonia e dintorni non ne mancano. Ben 49 medici di base hanno stilato un documento nell’ottobre del 2006 in cui dichiarano: “I medici del Comune di Guidonia Montecelio esprimono preoccupazione per l’aumento di patologie ascrivibili ad inquinamento ambientale e formulano parere negativo per l’installazione di qualunque impianto tecnologico per il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti”.Sempre i medici di base del nostro vilipeso territorio hanno realizzato un’indagine tra i loro pazienti, in cui è emerso che su un campione di 274 mutuati il 79% ha avuto un’esperienza di malattia grave, degenerativa, in famiglia o personale. Quali sono quindi i fattori che stanno scatendo una vera e propria emergenza sanitaria? Proviamo a fare una lista di quelle che sono le attività industriali che hanno una forte ricaduta ambientale nel territorio : numerose attività industriali e non, che esercitano un forte impatto ambientale sul territorio. CEMENTIFICIO BUZZI UNICEM, situato in prossimità del centro di Guidonia, della CHIMECO situata nel centro di Setteville, della ENGELHARD prossima al centro abitato di Case Rosse, della DISCARICA DELL’INVIOLATA, compresa tra Collefiorito – Setteville – Marco Simone e Santa Lucia, delle INDUSTRIE ESTRATTIVE DEL TRAVERTINO, tra le frazioni di Villalba e Villanova, la TRELLEBORG lungo la Tiburtina nel centro abitato di Villa Adriana, le NUOVE CARTIERE DI TIVOLI, anch’esse lungo la Tiburtina in prossimità delle frazioni di Villa Adriana e Villanova. Come se non fosse sufficiente già questo concentrato di attività industriali , su Villa Adriana si costituisce nel 2009 un comitato che denuncia il forte elettrosmog che sta attaccando il territorio: parliamo di cinque antenne tutte in una zona altamente abitata. Questo allarme sanitario è stato ampliamente sottovalutato per almeno un decennio e più dalla politica tiburtina troppo intenta a costituire gruppi di affari e imprese private che tra cemento e appalti hanno preferito seguire ben altre priorità. Proprio nel 2009 il sindaco di allora del comune di Tivoli Giuseppe Baisi disse quando ricevette il comitato no all’elettrosmog :“Cercheremo di fare tutto il possibile per assicurare la tutela della salute e della sicurezza dei cittadini.

È evidente che la disciplina normativa del settore non attribuisce al sindaco poteri d’autorizzazione o divieto a riguardo. Coinvolgeremo anche altri enti, per la scrupolosa analisi e verifica di tutti i nulla-osta in possesso di chi sta portando avanti l’installazione. Coinvolgeremo l’Arpa per un controllo e un’indagine dei campi elettromagnetici sul territorio ed eventuali sovrapposizioni che sussistono. In attesa che arrivi per la fine dell’anno l’approvazione in consiglio comunale del piano di localizzazione degli impianti sul territorio ”Giustissimo ma forse l’interpretazione legislativa sulle competenze poteva essere accantonata per magari prendere iniziative di tutela per una serie indagine epidemiologica del territorio. E’ competenza di un sindaco e di un consiglio comunale chiedere alle istituzioni ed enti predisposti una ricerca per la tutela della salute dei cittadini. Intanto, mentre la politica tiburtina tace,a Villa Adriana ci si ammala e si muore di cancro.

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