Rizzotto: una ciacca per tomba

(di Elisabetta Cannone)
La chiamano “il cimitero dei Corleonesi”, una montagna alta, impervia e pericolosa ricca di foibe e di vipere dove ogni passo puo’ essere l’ultimo. Perche’ cadere li’ significa morire. “Li’ nessuno ci cade per sbaglio”, racconta chi conosce bene il posto. Rocca Busambra e’ di fatto l’antenato dell’acido, il posto dove si pagavano gli sgarri, si consumavano le vendette, e l’impegno politico veniva messo a tacere una volta per tutte. E’ qui i corleonesi venivano portati e ammazzati. Ed e’ in una ciacca di Rocca Busambra, in un canale di scolo, che sono stati ritrovati i resti di Placido Rizzotto, il sindacalista Cgil scomparso il 10 marzo del 1948. Di lui, del suo impegno per le lotte dei contadini contro la mafia, oggi rimangono solo poche ossa: urna, bacino, femore. Ma anche il valore del suo coraggio. Ci sono voluti ben tredici mesi di duro lavoro, di ricerche e di scarpinate difficili fatte con bastoni contro le vipere e corde per scendere nelle ciacche prima di mantenere la promessa fatta al nipote, omonimo, di Placido Rizzotto: ritrovare luogo e corpo – o meglio i resti – del sindacalista ucciso. Le prime operazioni su quella montagna sono iniziate subito dopo la commemorazione del 2008. Giorni, settimane e mesi trascorsi per cercare di capire meglio quei posti, di studiare il territorio e intuire dove poteva essere il corpo. E’ l’aprile del 2009 quando finalmente si arriva alla svolta. Con l’aiuto di una persona del posto, si ha la conferma che in una precisa zona di Rocca Busambra ci sono i resti di Rizzotto. Si fa una prima discesa, si arriva alla profondita’ di 45-50 metri. E poi ancora piu’ in fondo: 120 metri. Un canale di scolo dove le pareti laterali scendono a dirupo. Li’ il primo ritrovamento. Si scendera’ ancora una seconda volta. Questa volta lo faranno gli uomini del Saf (Salvataggio alpinistico fluviale, ndr). Arriva quindi l’autorizzazione a continuare ed effettuare ricerche complete. Due giorni per tirare fuori le ossa, anche scavando nella terra. Le analisi di laboratorio diranno che quelle ossa sono sia di uomini che di animali. Da soma, per l’esattezza. Si scoprono anche i rifinimenti dell’animale, e perfino una moneta da 10 centesimi del 1948, che oggi avrebbe un valore di 1 euro. Tra quei resti umani la conferma che ci sono anche le ossa di Placido Rizzotto: bacino, urna, fibie. L’animale da soma sarebbe la conferma, invece, di quanto sospettato e cioe’ che il sindacalista sparito nel marzo del 1948 sia stato gettato li’ con il suo mulo.
Adesso finalmente Placido Rizzotto puo’ avere degna sepoltura, i suoi resti potranno essere ricordati dai parenti, ma anche da chi ancora in questo paese riconosce il valore e l’importanza del suo impegno sociale e politico.
Ancora sconosciuti, invece, i resti degli altri corleonesi ritrovati in quello stesso luogo e uccisi chissa’ quando.