Primarie, le faide del Pd e Idv rischiano di azzoppare la Borsellino

“Palermo è così…”. Annaspi nella palude di questa città, cerchi di capire perché le primarie del centrosinistra si sono da subito trasformate in un sanguinoso regolamento di conti generale dentro il Pd e Italia dei valori, e l’unica spiegazione che ti offrono è questa. Ti affanni a decifrare il messaggio orrendo che un anonimo ha recapitato al centralinista del Pd, “Dite al Rita Borsellino che deve morire”, e quelli continuano a risponderti: “Palermo è così”. E’ la città, quindi, con i suoi gruppi di potere sempre alla ricerca di un osso da spolpare, la grande piovra dei comitati d’affari che affonda i suoi tentacoli dovunque. Nel gigante dai piedi ormai d’argilla del Pdl. Nel “nuovo” che avanza e che ha il volto dell’ex viceré berlusconiano Gianfranco Micciché, nel sempre più cupo Raffaele Lombardo, il governatore perennemente in bilico, e, perché no?, anche nelle primarie del Pd. Troppi soldi stanno circolando in queste elezioni. Manifesti 6×6, spot, convention all’americana, cene, aperitivi, grandi guru televisivi in campo. E poi pullman carichi di immigrati portati a registrarsi per il voto, cooperative di ex detenuti in movimento. Giuseppe Lupo è il segretario regionale del Pd sfiduciato dall’area “lombardiana” del suo partito. Li chiamano così i seguaci del senatore Giuseppe Lumia, di Antonello Cracolici, capogruppo all’Assemblea regionale, e di Totò Cardinale, ex sottosegretario mastelliano che ha lasciato in eredità il seggio a Montecitorio a sua figlia. E’ il gruppo che sostiene strenuamente Raffaele Lombardo e che in queste elezioni sta sponsorizzando l’anti-Borsellino Fabrizio Ferrandelli. Lupo lo ammette con la rassegnazione dell’impotente: “In queste primarie qualcuno ha oltrepassato il limite della decenza”. Gli ricordiamo come andò a finire a Napoli con lo scandalo dei voti cinesi. “Anch’io so di quel pullman di immigrati tamil parcheggiato l’altro giorno sotto la sede del nostro partito, portati qui a registrarsi per poter votare”. La storia è già un’ombra sulle primarie. Leggete cosa scrive un militante democratico al suo partito: “Ho visto persone rinunciare ad una giornata di lavoro, e quindi forse al lavoro tout court, senza batter ciglio, ed anziani che non parlavano l’italiano e nemmeno l’inglese star in fila per ore. Ho visto tentare di registrarsi un uomo cieco. Ho visto il timore negli occhi dei tanti che sono arrivati con le carte non in regola. Alcuni di loro, non tutti ma una quantità rilevante, sembravano poter presumere un vantaggio od uno svantaggio diretto dalla registrazione…Questa è una storia triste e misera per tutti”. Ma a Palermo non c’è spazio per candori e delusioni, perché qui le primarie sono come la politica di Rino Formica, “sangue e merda”. Qui non si sceglie solo il candidato sindaco che dovrà riconquistare la città alla “peggiore destra italiana”, come dice Nichi Vendola, ma si regolano conti dentro i partiti. Per il passato e per il futuro. Se perde Rita Borsellino, scelta da Bersani, Di Pietro e Vendola, per il leader del Pd è una debacle più devastante di quella genovese. Perché perderebbe di nuovo, ma questa volta trascinando nella sconfitta un nome che pesa nell’opinione pubblica nazionale. A sfidarlo è Matteo Renzi che ha candidato il deputato regionale Davide Faraone, unico con la tessera Pd in tasca, che sul suo partito ha idee chiarissime. “Da Bersani non voglio appoggi, anche perché ogni volta che sostiene qualcuno il suo candidato perde. Il Pd siciliano fa più schifo di quello nazionale”. Se la Borsellino non ce la fa, anche per Nichi Vendola è una sconfitta, e sarebbe la prima volta. Cosa pensa Tonino Di Pietro lo ha detto con chiarezza ieri ad un finto Vendola in una trasmissione della radio Rds. “Non vorrei che quello che è uscito da me (Ferrandelli, ndr), vada a vincere…se è così il cetriolo me lo ritrovo io”. Battaglia feroce, condotta senza badare a metodi ed alleanze. Fabrizio Ferrandelli è stato fotografato ad un evento elettorale insieme a Fabrizio Ferrara, dirigente dei giovani del Mpa, il movimento di Raffaele Lombardo. “E’ un mio amico”, ha replicato, non risparmiando una buona dose di veleno a Rita Borsellino. “E’ lei che si deve imbarazzare per il sostegno di Carlo Vizzini”. Intanto l’ex Idv Ferrandelli, un odio insanabile nei confronti di Luca Orlando, conta i possibili voti che possono arrivargli dal fronte Lumia-Cracolici. Non meno di 5mila tra Lega delle Cooperative, associazioni artigiane e i 9mila dipendenti comunali. Ma quest’ultimo pacchetto di voti se lo dovrà contendere con Davide Faraone, per anni capogruppo al Comune, che può anche contare sull’appoggio di una parte della Cgil. Per il giovane candidato renziano nutre anche forti simpatie Maurizio Zamparini, il patron del Palermo Calcio. Il 14 marzo aprirà i battenti il suo centro commerciale nel cuore dello Zen, 275mila metri quadrati, 700 posti. Tantissimi voti. Sia Ferrandelli che Faraone si proclamano candidati della società civile. Una cosa che fa sorridere Rita Borsellino. “Visto lo squallore in cui versa la politica, tutti si dichiarano esponenti della società civile. A questo punto io mi dichiaro candidata della società incivile, di tutti coloro a cui sono stati tolti i diritti civili elementari, dei più deboli, dei più fragili, di chi non ha scuole, asili, salute, lavoro”. Chi vincerà è davvero difficile dirlo. Inutile destreggiarsi tra sondaggi e previsioni. Perché? “Perché Palermo è così”.

(pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 3 marzo 2012)