Il vestito “nuovo” di Palermo

Lo scontro a Palermo ufficialmente era tra il “nuovo” Ferrandelli, 31 anni, e l’onorevole Rita Borsellino, la sorella di quel Paolo morto ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992. Ed è importante sottolineare la parola “mafia” perché è anche una parte di questa battaglia.
E bisogna subito fare una premessa. L’attacco è a Bersani che ha sbagliato candidato come ha fatto a Genova Milano e Napoli. Ma questa volta hanno perso anche SEL e Di Pietro che nelle altre città non erano con Bersani! E allora?
Allora analizziamo la sfida e gli sfidanti.
Da una parte il PD, SEL e Italia dei Valori che sostengono Rita Borsellino che sarà sicuramente una signora non proprio giovanissima ma sulla cui correttezza e consequenzialità politica pochi possono dire qualcosa. Sicuramente il cognome che porta è un simbolo di quella lotta alla mafia che da tante parti si invoca a voce alta .
Dall’altra un giovane, iscritto all’IDV ma che con il suo partito ha litigato a causa di quello che è stato il suo mentore, Leoluca Orlando già sindaco della “primavera di Palermo”. Una faccia pulita, una buona oratoria, tanti kilometri a stringere mani nei quartieri più popolari, quelli che aveva frequentato con il suo “padrino”.
Cosa divide questi due personaggi e anche un po’ Faraone candidato del rottamatore Renzi?
Li divide sicuramente l’età. Qualcuno dice che Rita Borsellino è il vecchio e questo può anche essere anche se poi il candidato di SEL in tanti altri luogo è stato il nuovo!Che dire qualche incongruenza c’è. Sarà il vecchio perché dietro ci sono Leoluca Orlando, Bersani il vecchio modo di fare politica. C’è l’anagrafe e c’è che lei è una donna. Banale, direte. Mica tanto . Il “nuovo” Pisapia è nato nel 1949 la “vecchia” Borsellino è nata nel 1945. Due pesi e due misure.
Poi vediamo un po’ cosa succede in Sicilia nel PD che si è diviso tra chi vuole governare con Raffaele Lombardo,sul cui capo pende ancora una inchiesta per voto di scambio con alcuni boss mafiosi di Catania, e chi è nettamente contrario. Su questo campo il PD nazionale non è stato molto chiaro o comunque la sua voce non è arrivata decisa e chiara giù a Palermo.
E qui due grandi esponenti del PD Giuseppe Lumia, ex Presidente della Commissione Antimafia, e Antonello Cracolici, in cerca anche di ricandidature,hanno deciso di appoggiare Lombardo e alle primarie Ferrandelli e con loro lo hanno appoggiato due personaggi icone dall’antimafia e cioè gli europarlamentari Sonia Alfano, indipendente nell’IDV, e Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela.
Una compagine variegata quella che appoggia Ferrandelli che poi molto nuova non è. Lumia ha 5 legislature alle spalle e se non ricordiamo male alle ultime elezioni fu molto indeciso se candidarsi con il PD o con l’IDV. Insomma su questo volto nuovo incombe un vecchio, forse anche un po’ stantio. Ma la gente vuole sentire parole nuove forse meno barocche di quelle di Rita Borsellino e Leoluca Orlando. In fondo parlare di etica e di valori è in effetti, nel nostro mondo, un po’ retrò o vintage. Il mondo cambia tutto si può fare e d’altra parte il giovane Ferrandelli quando ha presentato la sua candidatura alle primarie alla domanda con chi sarebbe alleato ha risposto “Io sono aperto alle alleanze e chi vuole appoggiare il mio progetto io sono pronto”. Quindi nessun discrimine apertura totale.
L’impressione che si ha è che queste primarie siano state una resa dei conti tra le varie correnti interne di PD e IDV , perché certo Di Pietro non ha fatto una bella figura visto che la Alfano ha subito detto “Ho vinto io e non l’IDV”. Insomma probabilmente chi non ha trovato riscontri nei propri partiti ha pensato di dare una lezione ai propri referenti. Un messaggio, forse, mafioso come per dire “vedi senza di me qui non puoi fare nulla”.
E il “nuovo” Ferrandelli si è prestato a questa sceneggiata. E siccome il nuovo va di moda perché non approfittarne?
Fatte salve tutte le colpe del PD, IDV e anche SEL ( perché Crocetta viene da quell’area)è sufficiente essere “giovani” perché tutto cambi? O come diceva Tancredi allo zio, il Principe di Salina, “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.
L’ultima volta che si siamo innamorati del nuovo è sceso in campo Silvio Berlusconi.Ma l’esperienza non ci ha insegnato nulla.

(pubblicato su www.lindro.it)