Le Mani sulla città. Storie di acque, cemento e disguidi/3

Come in un miracolo religioso, le acque a Tivoli si fecero cemento , cemento di quella edilizia privata che per uno strano gioco di delibere comunali e consiglio d’amministrazione delle Terme Acque Albule Spa hanno permesso che in un terreno demaniale del territorio di Tivoli Terme, territorio che con vincoli paesaggistici era ben difficile mettere in piedi una lottizzazione. Facciamo però un passo indietro. Nel 2008 avvengono i fenomeni naturali di sinkhole dovuti appunto alla subsidenza causata da uno spostamento delle falde delle acque termali causando un dissesto idrogeologico nella zona di Tivoli Terme e il comune limitrofe di Guidonia. La lottizzazione di cui sopra menzionavo è sorta presso Piazza Catullo a Tivoli Terme territorio ripeto soggetto ad un vincolo regionale causa dissesto idrogeologico ma che una strana non coincidenza di carte topografiche la piazza non risulterebbe vincola al rischio , una linea che crea un quadrato aggirando di fatto l’ostacolo maggiore alla lottizzazione. Piazza Catullo appartiene al demanio pubblico. A dipanare i dubbi sulla annosa vicenda della lottizzazione di proprietà della Acque Albule Spa sopra quella che un tempo era la piazza del mercato settimanale di Tivoli Terme, ci ha pensato la commissione congiunta Urbanistica – Bilancio .La piazza appartiene al demanio pubblico e non è stato avviato, finora, alcun iter per procedere alla sua sdemanializzazione. I settanta appartamenti, già in vendita sul sito delle Terme Acque Albule, la cui costruzione dopo un primo stop a causa di un vincolo paesaggistico è ripresa a settembre, si trovano dunque su un bene che appartiene alla collettività. Come mai quindi in un terreno demaniale si costruisce? Al Comune di Tivoli dopo un consiglio di amministrazione delle Terme Acque Albule essendo socio di maggioranza al 60% gli viene chiesta la partecipazione alla ricapitalizzazione della società . Non avendo disponibilità si decide di conferire il terreno per la creazione di una lottizzazione con un preciso fine :”Aumento dell’offerta turistico alberghiera del comparto delle Acque Albule”. Oggi questi appartamenti vengono venduti con un mandato all’agenzia immobiliare come appartamenti privati. Dove è finita quindi la dicitura “Aumento dell’offerta turistico alberghiera?” Perché mai alle Terme Acque Albule è permessa una attività edilizia contro lo stesso statuto che non permette tale attività? Nel giugno del 2011 il dirigente del settore urbanistica del comune di Tivoli avvia di fatto un riesame per un possibile annullamento della lottizzazione. Proprio lo stesso che nell’amministrazione precedente quella del Pd con Baisi sindaco nel suo primo atto di insediamento sbloccò la lottizzazione. Un ripensamento visto il cambio di giunta? Fatto sta che il socio di minoranza Bartolomeo Terranova non molla la presa e Il Patron delle Terme tiburtine ci riprova e dopo la bocciatura da parte del Tar del Lazio del ricorso presentato dalla società che gestisce l’acqua sulfurea, con cui si chiedeva di sbloccare una parte degli appartamenti sorti sulle ceneri della fu Piazza Catullo, si rivolge al Consiglio di Stato. La sentenza del Tribunale amministrativo, che di fatto respingeva la richiesta mossa dal Ragioniere che si è visto dimezzare il potenziale volume di affari derivato dalla vendita degli appartamenti, non gli è piaciuta,e appellandosi al “silenzio – rifiuto” chiede che il Comune rilasci il permesso a costruire negato in precedenza . Ci troviamo di fronte al paradosso dello scontro tra soci che cercheremo di chiarire quando si parlerà dei patti parasociali che nel 2001 sancirono l’iter della privatizzazione regolando i rapporti tra il socio pubblico e privato.