Il crimine e l’economia

Bruno Amoroso, economista allievo di Federico Caffè e membro del comitato scientifico di FLARE (Freedom,legality and rights in Europe), parla delle mafie e del rapporto con l’economia mondiale.
“I flussi finanziari del crimine organizzato sono immensi e questi grandi capitali dominano l’economia. Provengono da droga, traffico di organi, armi e esseri umani. Le mafie non sono un aspetto marginale. Esiste ancora un’economia reale fatta di produttori imprese ma quella finanziaria è legata mani e piedi al crimine. Sono indissolubili e lo sappiamo tutti. Lo sanno benissimo le banche che gestiscono quei soldi. E il problema si potrebbe risolvere perché quando gli stati decisero di bloccare i soldi di Saddam Hussein lo fecero in una notte sola così come hanno fatto con la famiglia Gheddafi. E questo vuol dire che quando lo si vuole fare lo si può fare.
E’ non basta sfilare, ricordare le vittime della mafia se poi non ci sono atti concreti contro queste organizzazioni e non ci si rende conto che orami gestiscono le Borse mondiali e quindi l’economia.
Il problema è che il Paese non reagisce veramente. Ci vorrebbe un atto forte. Il Quirinale dovrebbe chiamare tutti i presidenti delle banche e dirgli “Non uscite di qui se non mi dite esattamente quali sono i conti dei mafiosi”. Perché loro lo sanno dove e di chi sono i soldi e sanno anche come vengono accumulati. Questo è un Paese dove si fa molto rumore per nascondere la verità ed è proprio il paese del Gattopardo, dove tutto cambia perché nulla cambi”

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