Camera di Commercio di Trapani: al segretario generale indagato e dimissionario, Alfano jr premio di 13 mila euro

Era diventato l’enfant prodige del “commercio” in Sicilia, sulle orme del fratello che lo è diventato per quanto riguarda la politica nazionale. Stiamo parlando dei fratelli Alessandro ed Angelino Alfano. E se quest’ultimo vive una carriera rosea, da deputato regionale a braccio destro di Berlusconi a Roma, sino a diventare ministro della giustizia e ora leader del Pdl, Alessandro ha ricevuto un inaspettato “stop” alla sua carriera dentro il mondo delle Camera di Commercio. E dire che suo fratello, Angelino, glielo aveva consigliato di non entrare dentro le Cciaa ma di interessarsi a Confcommercio, lui invece, testardo, ha fatto di testa sua. E così, come lui racconta, da studente (universitario)-lavoratore, è stato chiamato a fare il segretario generale di Unioncamere Sicilia, l’associazione che raccoglie tutte le Camera di Commercio della Sicilia. Sponsorizzato in questo suo incarico dal presidente di Unioncamere, il marsalese Pino Pace, presidente anche di Camera di Commercio a Trapani (appena riconfermato nel terzo mandato consecutivo). Pace quando l’anno scorso si è ritrovato senza segretario generale a Trapani, per il pensionamento di Pippo Sparla, ha pensato ancora ad Alfano e però ha dovuto fare una selezione pubblica. Prima ancora che uscisse il bando però tutti sapevano che sarebbe stato Alfano a “vincere”, e così è stato. Il giovane Alfano che nel frattempo si è laureato in Economia ha potuto prendere possesso della poltrona di segretario generale a Trapani, entrando in palazzo tutto lustrato a nuovo, marmi e arredi nuovissimi, ascensore esterno, con le tv al plasma delle migliori marche nelle stanze dei bottoni. Una Camera di Commercio che come attività è una sorta di succursale della Farnesina per i viaggi, non sempre a basso costo, all’estero dei suoi dirigenti, missioni per scambi commerciali ed altro, e però nel frattempo le aziende chiudono, ma questo sembra che non sia qualcosa di cui interessarsi. Il bel tempo però è durato poco e dapprima su Alfano jr si è abbattuta la tempesta giudiziaria di una inchiesta condotta a Palermo su presunti esami comprati all’Università e nell’elenco degli indagati, come “presunto cliente” ci è finito anche lui: la sua reazione è stata pacifica, “io non c’entro nulla, sono sereno, ci sarà qualche cosa che non va nell’apparato meccanografico e informatico dell’Università”. Qualche settimana dopo però poliziotti e finanzieri si sono presentati alla Camera di Commercio di Trapani per prendere il fascicolo del concorso vinto (in maniera annunciata) da Alessandro Alfano. A quel punto lui ha deciso di dimettersi ringraziando tutti. Ma come era tutto sereno e invece arrivano le dimissioni. Pace la pensava pure come lui, e addirittura ad un consigliere che gli poneva il dubbio che gli atti firmati da Alfano potevano diventare privi di efficacia se si fosse scoperto che le indagini non erano frutto di errori, il presidente camerale pare abbia riposto invitando l’interlocutore a non fare “come il solito…..”(pronunziando il nome di un giornalista che aveva sollevato il caso). Alessandro Alfano però non è andato via dalla Camera di Commercio di Trapani del tutto a mani vuote, oltre alla liquidazione delle normali spettanze, il presidente Pino Pace lo ha voluto “omaggiare” di 13 mila euro, cosiddetta “indennità di risultato” per i buoni servigi resi all’ente camerale. Avremmo voluto chiedere maggiori spiegazioni al presidente Pace, ma sembra che questi quando al telefonino ha visto comparire il numero di telefono del giornalista che lo cercava, trovandosi in una riunione a quello che gli stava a fianco ha detto, “vedi io a questo giornalista non ci rispondo, ha scritto male di me”.