Appuntamento con il boss/20

Un uomo che ha scelto questa vita e quindi non può avere nessuna attenuante. Un uomo che, per questa vita, non ha rapporti con la sua famiglia e con sua figlia. Un uomo che ha visto assottigliarsi la rete dei suoi “sostenitori”.Hanno preso il fratello Salvatore, che aveva preso il posto del n.121 dei pizzini di Zi Binnu , e poco tempo fa anche un sindaco amico. Uno che pubblicamente predicava contro la mafia e che invece si è adoperato per Matteo.
Il terreno inizia a scottare intorno a lui. Quando nel 2005 viene arrestato l’imprenditore Nino Birrittella e inizia a parlare escono fuori: la trasformazione della mafia agricola e imprenditoriale, il business dell’agroalimentare (la storia della Despar e di Vincenzo Virga), gli appalti e la Coppa America. Nino racconta non solo di come si truccano gli appalti ma anche di come risparmiare nelle forniture, di chi le deve fare, di quale percentuale si deve versare. E lui queste cose le sa bene perché era proprio lui a cooptare gli imprenditori nel sistema. Era lui imprenditore, in crisaglia grigia, a costringere gli altri a piegarsi ai voleri della famiglia di Trapani.
Nino parla della politica e dei colletti bianchi che aiutano i mafiosi. Se tu estorci e chiedi il pizzo devi anche dargli la consulenza su come scalare il pizzo dai costi dell’azienda. Nino parla anche se poi rimane solo e racconta di come la mafia voleva far fuori il Prefetto che si era opposto ai loro interessi ( perché allora Nino era ancora Cosa loro). Su tutto questo aleggia sempre Matteo Messina Denaro, l’adorato capo di Cosa Nostra trapanese, quello per cui si prega la Madonna di Lourdes.