Appuntamento con il boss/15

La gente muore e lui continua a vivere. Continua a circolare per la Sicilia e per il mondo intero mentre qualcuno ancora si chiede se “la perquisizione tempestiva del covo di Riina avrebbe evitato le stragi del 1993”.
Una domanda alla quale non si riesce a rispondere anche perché nessuno sa cosa avesse il capo dei capi nel suo archivio. Qualcuno racconta che fu sua moglie ad andare a prendere le carte quella notte del gennaio 1993. La casa era rimasta incustodita,chissà mai perché, e lei era entrata a portare via documenti. Qualcun altro fece il lavoro più duro cioè quello dei mobili, per esempio.
Ma il buon Giuffrè,il pentito, dice che sicuramente tutto adesso è in mano di Alessio, il pupillo di Riina.
Solo a lui possono essere arrivate quelle carte, prove concrete di accordi, traffici, affari. Solo a lui a cui pare che il capo avesse confidato che erano stati i massoni a far mettere le bombe “i massoni vòsiru ca ci fici chistu”.
E lui adesso mantiene i segreti e quelle carte sono forse la sua assicurazione sulla vita. Chi deve morire perché questa polizza scada? O morirà anche lui latitante come il padre Ciccio? Ogni 30 novembre qualcuno ricorda la sua morte con un necrologio. Qualche volta solo “in ricordo di te” o anche, in latino “Spatium est ad nascendum et spatium est ad morendum …………” in ricordo di colui che ha insegnato tutto “ grazie a lui ho capito tante cose che di solito non vengono dette verbalmente, ma solo con un sorriso, uno sguardo, un gesto”. E Alessio cosa avrà trasmesso?