Alzare la guardia in Molise

(di Paolo De Chiara)

Il Molise non è più un’isola Felice. Da troppi anni si continuano a sentire queste parole utilizzate, soprattutto, dalla classe politica (formata da imputati, indagati e condannati) per mettere sotto al tappeto i tanti problemi della seconda Regione più piccola d’Italia. E problemi si riscontrano anche per quanto riguarda la presenza delle organizzazioni criminali. E’ proprio in un passaggio della relazione della Direzione Nazionale Antimafia del dicembre 2010 si legge: “si registrano da tempo tentativi di infiltrazione da parte di appartenenti a qualificati sodalizi attivi nelle Regioni limitrofe ed interessi al settore dell’illecito smaltimento dei rifiuti, al reimpiego dei proventi in immobili ed attività commerciali nelle località della costa, nonchè al controllo degli appalti pubblici”. E su questi temi sono intervenuti il Procuratore della DDA di Campobasso Armando D’Alterio e il Sostituto Procuratore Rossana Venditti. Per D’Alterio in Molise ci sono persone che hanno collegamenti con la ‘ndrangheta e con i casalesi. “Questo sta a significare due cose: uno, l’attenzione che dobbiamo avere per le infiltrazioni criminali nell’ambito del territorio e dell’Impresa; e l’altro, il fatto che conferma ancora una volta la necessità di alzare la guardia, perchè il Molise è terra che è già oggetto degli intenti predatori delle altre criminalità”. Il pm Venditti contesta in ogni apparizione pubblica l’affermazione “Isola Felice”. In Italia non ci sono. Le realtà locali sono invase dagli interessi criminali. “Questa affermazione non voglio più sentirla. Mi sembra un’espressione che ci ha già danneggiati abbastanza”.