L’Italia su due binari

Il Sud sempre più isolato. Oggi, infatti, Trenitalia ci farà conoscere il destino dei collegamenti delle regioni del Sud con il resto del Paese. E le notizie arrivate fino ad ora sono poco incoraggianti. In Calabria le corse subiranno una drastica riduzione (meno 20 corse per le tratte a lunga percorrenza). Immagine ancora più nitida di un Paese spaccato in due. Superata la retorica sulle condizioni di arretratezza delle regioni meridionali, a centocinquant’anni dall’Unità nazionale, si parla ancora di emarginazione, di divisione, di disunità. Condizioni di cui si fanno complici ora la classe politica (in questo caso il provvedimento per il taglio dei treni è nato da un disegno del governo Berlusconi e della società di trasporto) ora chi investe per potenziare i servizi, ma non verso le regioni che più ne avrebbero bisogno e che soffrono continui disagi.
Il trasporto regionale lascia molto a desiderare in Calabria. Studenti e lavoratori lamentano numerosi disservizi, carrozze vecchie e spesso sporche, continui ritardi, cancellazione di corse e così via.
L’alternativa è l’autobus o la macchina. Ma, in entrambi i casi, (per gli autobus bisogna stare attenti anche al numero di corse giornaliere) bisogna affrontare l’autostrada. Non una qualsiasi autostrada, la famigerata Salerno – Reggio Calabria. Cosa di non poco conto, viste le ripetute interruzioni, i cartelli con i lavori (sempre in corso), il traffico… Insomma in entrambi i casi non si va sul sicuro e già dal mattino un lavoratore o uno studente, o semplicemente chi ha bisogno di spostarsi per qualsiasi altro motivo, deve mettere in preventivo tutte le probabili emergenze cui deve far fronte.
La situazione è allarmante, così come è difficile trovare una alternativa. La Manovra del governo Monti, infatti, ha previsto due miliardi di investimenti per il futuro dei treni ad alta velocità. Per i treni come gli intercity, i notturni e tutti quelli a lunga percorrenza, invece, mancano ben 134 milioni, che dovevano provenire dai ricavi sui biglietti del 2011, che l’azienda non ha realizzato e quindi taglia.
E pare che la situazione tenda a peggiorare ulteriormente: il trasporto locale si basa sui contratti di servizio che Trenitalia ha realizzato con le Regioni, validi fino al 2014 e che prevedono una spesa di 2 miliardi l’anno. Ecco perché è improbabile che le regioni meridionali riescano ad emergere dal pantano, quando non sono previsti investimenti ma solo ulteriori costi. Per l’anno prossimo il taglio è di 800 milioni.
Ed è per tutti questi motivi che i cittadini hanno cominciato a protestare, contro l’isolamento della Regione e contro le decisioni di ’TreniTaglia’, come è stata ribattezzata l’azienda. Dalla città dello Stretto parte un coordinamento di giovani ’I-Solati’ formato da numerose sigle: (Ugl giovani, Gd, Generazione futuro, Udc giovani, Sel, Fiamma tricolore, New Deal, Trust, Ius Rheginum, Temerariamente, Chronos area briganti). Tantissimi hanno messo da parte ideologie e appartenenze partitiche per fare fronte comune e chiedere che vengano garantiti anche in Calabria i normali servizi di trasporto.
“Il coordinamento – si legge nel documento di presentazione del movimento – si prefigge di poter partecipare attivamente creando proposte da rivolgere alle istituzioni. In previsione dei tagli di Trenitalia, che andrebbero ad aggravare l’isolamento della nostra regione, ecco alzarsi la voce dei giovani calabresi, lontani da ogni strumentalizzazione partitica, dando dimostrazione che per certe tematiche le diverse ideologie politiche contano ben poco”. I giovani ’I-Solati’ lavoreranno quindi per scongiurare il taglio dei treni, “per dimostrare il nostro dissenso all’ennesima scelta ingiustificabile, scellerata, dall’ulteriore tentativo di isolamento della nostra regione dal resto d’Italia”.
Ma il provvedimento non riguarda solo la Calabria, dove la situazione preoccupa maggiormente per una serie di altre emergenze in contemporanea, come la precaria rete autostradale. La manovra colpisce tutto il Meridione. Basti pensare alla protesta dei sindaci delle maggiori città pugliesi, come Bari, Foggia, Taranto e Lecce, che dopo la protesta hanno raggiunto una trattativa col governo e Trenitalia. I sindaci, nonostante l’assenza della Regione Puglia, hanno ottenuto la disponibilità da parte dell’azienda di aprire un tavolo con il Ministero delle Infrastrutture per fare il punto sulla riorganizzazione del servizio nei territori meridionali. Viste le premesse, sarà però difficile trovare con facilità una via d’uscita.

Il testo della lettera al Ministro
Egregio Ministro,
Tra qualche giorno l’Italia sarà meno unita.
Infatti, il prossimo 12 dicembre il CdA di Trenitalia formalizzerà la scelta di cancellare d’un colpo la possibilità di viaggiare durante la notte, costringendo gli italiani ad impiegare un’intera giornata lavorativa per percorrere la penisola in tutta la sua lunghezza, spendendo, mediamente, il 30% in più di quanto già facciano oggi.
Dopo un decennio in cui Trenitalia ha eliminato massima parte dei convogli e degli sprechi radicati nel Mezzogiorno, ci chiediamo perché ora voglia andare oltre, minando alle fondamenta il diritto alla mobilità, in primis, di calabresi e siciliani.
Per questo, realtà associative giovanili di diversa provenienza hanno deciso di unirsi per difendere e rivendicare il diritto alla mobilità, consapevoli, inoltre, dell’impatto che queste scelte avranno sull’occupazione e l’economia locale, già profondamente colpita dalla crisi economica e finanziaria in atto. Anche per questo abbiamo deciso di chiamare questo coordinamento “ Giovani I-Solati”.
Ad oggi il Governo Italiano destina al servizio universale su rotaia la cifra annua di 80 milioni di euro, a fronte dei 6 miliardi destinati dalla Germania, dei 7 miliardi dalla Francia. Perché mai i treni notte continuano a collegare Dusseldorf e Berlino, Marsiglia e Calais e persino Venezia e Parigi, ma non più Reggio Calabria e Palermo con Torino, Milano e persino Roma?
E’ forte il rischio che con i treni notte scompaia, al di sotto di Salerno, l’unica forma di primitiva concorrenza tra vettori e tra tariffe. Quella stessa concorrenza che, rafforzata nel Centro-Nord grazie agli investimenti in Alta Velocità che per Calabria e Sicilia non sono neanche in programma, continua a garantire, da Napoli in su, servizi e tariffe di mercato sia sui treni che sugli aerei.
Non siamo rassegnati ad un presente in cui i “padroni delle ferriere” riservino all’utenza calabrese zero Alta Velocità, zero treni notte e zero investimenti sulla rete e sul materiale rotabile. Non crediamo che, con livelli di traffico crescenti, sia impossibile applicare scelte manageriali in grado di riqualificare l’offerta di servizi per il Sud garantendone la sostenibilità economica.
Lei è stato scelto, caro Ministro, in una fase tanto delicata per il nostro Paese, anche per la sua capacità di affrontare e risolvere problemi concreti. I giovani di Calabria hanno fiducia nelle sue capacità e nel suo buonsenso, non ci lasci I-Solati!
Il Coordinamento Giovani I-Solati (Calabresi)
(UGL Giovani, Giovani Democratici , Generazione Futuro, Fiamma Tricolore, UDC Giovani, TemerariaMente, Area Briganti, New Deal, Chronos, Ius Rheginum, Trust)