Monti contro i veti incrociati

Oggi il Senato dà il primo via libera al governo dei tecnici, la lega è nettamente contraria e fa suo lo slogan degli indignados “ il governo di quei poteri che hanno costruito questa crisi”

 Oggi il Presidente del Consiglio Mario Monti ha presentato il suo programma  al Senato ed ha ottenuto la fiducia.

Un discorso difficile il suo,di fronte ad una platea con convinti sostenitori e quelli invece che lo sono obtorto collo . D’altra parte proprio ieri sera Berlusconi non aveva fatto mancare il suo messaggio “costituiremo un governo ombra per controllare proporre”. Quasi una minaccia completata dalla dichiarazione di oggi”La democrazia è sospesa scenderemo nuovamente in piazza” quasi un contraltare alle dimostrazione degli studenti e dei Cobas.

Monti, dopo le formule di ringraziamento, dice “ L’Europa sta vivendo i giorni più difficili dagli anni del secondo dopoguerra. Il progetto che dobbiamo alla lungimiranza di grandi uomini politici, quali furono Konrad Adenauer, Jean Monnet, Robert Schuman e – sottolineo in modo particolare – Alcide De Gasperi è sottoposto alla prova più grave dalla sua fondazione……Nel ventennio trascorso l’Italia ha fatto molto per riportare in equilibrio i conti pubblici, sebbene alzando l’imposizione fiscale su lavoratori dipendenti e imprese, più che riducendo in modo permanente la spesa pubblica corrente.”

Ha parlato di riforme da quella delle pensioni, al lavoro e ha detto “L’obiezione che spesso si oppone a queste misure è che esse servono, certo, ma nel breve periodo fanno poco per la crescita. È un’obiezione dietro la quale spesso si maschera – riconosciamolo – chi queste misure non vuole, non tanto perché non hanno effetti sulla crescita nel breve periodo (che è vero che non hanno), ma perché si teme che queste misure ledano gli interessi di qualcuno. Ma, evidentemente, più tardi si comincia, più tardi arriveranno i benefìci delle riforme.”

Ma come  è stato recepito questo discorso da chi vive l’economia?

Michel Martone,docente alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione della LUISS a Roma e ordinario di Diritto del Lavoro, è un economista della nuova generazione.

 -Professore  come le  sembrato questo programma?

Un programma ambizioso. Una ricerca di equilibrio tra le richieste e le proposte che gli sono arrivate da partiti e parti sociali. Pensioni, lavoro,liberalizzazioni, patrimoniale. Sacrifici diversi che spesso colpiranno spesso la stessa persona ma dall’altro lato ha parlato di crescita con l’incentivazione al lavoro per i giovani. Una riforma degli ammortizzatori sociale, aiuto alle donne per entrare e rimanere nel mondo del lavoro. E lo farà andando a tagliare alcuni privilegi

 -Quali sono i pericoli o comunque contro cosa si scontra questo programma?

Sicuramente l’Italia dei veti è il peggior nemico di Monti e del suo governo. Oggi mentre lui presentava il suo porgramma in piazza c’erano già manifestanti che contestavano il governo (quello dei poteri forti, delle banche etc…). Il problema è che spesso il nostra Paese è paralizzato da veti incrociati ma adesso non è più possibile rimandare le riforme.

 -Cosa le piace di Monti e del suo governo?

La sua serietà e la serena audacia riformista.

 E noi speriamo che questa “serena audacia riformista” ci aiuti a cambiare il passo, a voltare pagina e che Monti riesca a coinvolgere e convincere tutti che  questo il modello da seguire.

(pubblicato su www.lindro.it)