Cronista a 5 euro lorde

(di Luca Rinaldi)
Un paio di cose che una volta di più mi portano a chiedere l’utilità dell’esistenza di un Ordine professionale, della faccia tosta di qualche d’uno di farsi chiamare ‘professionista’. Un paio di cose che una volta di più fanno girare le cosiddette a tanti cronisti che vengono pagati 5 euro lordi a pezzo e che rischiano pure in più occasioni sorprese sgradite.

Così abbiamo un tale Walter Lavitola, direttore de L’Avanti!, il faccendiere che in queste ore con la sua latitanza sta diventando un divo della cronaca, che in sette anni (7), ha visto transitare sotto i suoi occhi per poi finire nelle casse del suo giornale fantasma (alzi la mano chi di voi ha mai comprato una copia dell’Avanti!) 20 milioni (venti milioni) di euro in contributi pubblici per l’editoria. Quindi soldi nostri. Per la precisione poco meno di 3 milioni di euro l’anno per L’Avanti!, quasi sicuramente finiti ovunque meno che nelle tasche degli sciagurati redattori del giornale di Lavitola. Almeno il Walter, l’Ordine, ha avuto la decenza di sospenderlo.

E poi questa mattina la prima pagina della Padania: “L’urlo di Bossi al popolo padano: Referendum per la libertà”. Si grida alla secessione in prima pagina, dopo che da Roma arrivano, tutti gli anni, quasi 4 milioni di euro per finanziare un giornale che con questo titolo si mette in contrasto con l’articolo 5 della Costituzione, secondo cui l’Italia è ‘una e indivisibile’. Il blog IlNichilista, titola con una efficace immagine: “Gridare alla secessione coi soldi di Roma” e si pone qualche legittima domanda
Insomma, noi italiani paghiamo per dare voce alla loro secessione, per quanto ammuffita, propagandistica e di cartapesta. E nonostante questo dobbiamo pure sentire Bossi dirci che la democrazia è finita e «il fascismo è ritornato con altri nomi e facce».

Vallo a trovare un ‘regime’ che ti paga per urlare alla secessione a tutta pagina, Umberto.Io invece mi chiedo se non siamo in presenza di un caso di eccesso di democrazia. In altre parole: evviva la libertà di espressione, ma non possono almeno pagarselo di tasca loro, il quotidiano indipendentista? L’articolo 5 della Costituzione non dice forse che l’Italia è «una e indivisibile»? E noi riempiamo di soldi chi vuole smembrarla, magari lasciando nel frattempo morire tanti progetti che meriterebbero l’aiuto dello Stato?
Queste domande andrebbero poste tra l’altro per tanti altri progetti editoriali, soprattutto per quei giornali (o presunti tali) di partito, che sono la prima grande confusione tra propaganda e informazione. Rigorosamente di parte, e rigorosamente anche con i denari di chi non li comprerebbe mai. Ben vengano contributi per servizi di pubblica utilità, sinceramente però l’informazione di partito non la trovo un gran servizio al pubblico, così come quella dei Lavitola, e purtroppo, in molti casi, nemmeno quella non di partito partorisce grande utilità. Il tutto è poi peggiorato dai 5 euro lordi a pezzo che gli sciagurati cronisti si prendono. Intanto dall’Ordine ci si aspetta almeno una voce su La Padania di questa mattina, dato che è ‘incostituzionale’.

(lucarinaldi.blogspot.com)