Camusso, il giornalista e la querela (intimidatoria)

(di Luca Rinaldi)

Il lavoro nero e gli abusi di alcune forme contrattuali come quelli a progetto. Quello che il sindacato dovrebbe combattere con forza, almeno nelle intenzioni. Quello contro cui ha anche manifestato lo scorso 6 settembre. Eppure ti trovi denunce di lavoro nero e abuso di contratti a progetto all’interno della stessa CGIL.

Lo denunciavano alcuni ex lavoratori della CGIL lo scorso 8 aprile davanti alla sede del sindacato. Anni di lavoro nero e occupazione a tempo pieno sotto forma di collaborazione a progetto. Il giornalista del Tg1 Luigi Monfredi, va a documentare l’accaduto e raccoglie le denunce dei presenti. Diritto e dovere di cronaca. Ma quel servizio non piace alla CGIL. Monfredi viene querelato dalla sigla sindacale guidata da Susanna Camusso, nella persona della stessa Camusso, snobbando anche il diritto di rettifica.

Lo stesso Monfredi all’atto di citazione (dovrà presentarsi alla Camera di Conciliazione di Milano il prossimo 4 ottobre) aveva dato disponibilità per una intervista chiarificatrice. Ma il sindacato non ha voluto sentire ragioni. Vuole un risarcimento per il danno di immagine ricevuto. La pietra dello scandalo? In particolare la frase “sono tante le cause di lavoro intentate in tutta Italia”. Per la CGIL sono solo sei, per Monfredi rimangono almeno una trentina le cause dei lavoratori contro il sindacato.

Insomma, Camusso (s)comunica giornali e giornalisti. In principio è stata la battaglia con il Corsera, oggi la querela al malcapitato Monfredi, presa proprio da chi di tanto in tanto dal pulpito si scaglia contro “l’uso intimidatorio della querela nei confronti dell’informazione libera”. Ah, l’intimidazione e l’informazione libera… Intanto dal blog “Lavoratori licenziati dalla CGIL” seguono le denunce, non di chi si sente intoccabile, ma di chi è stato tenuto nelle stesse condizioni contro cui il sindacato dovrebbe prendere posizione decisa anche con i fatti.
(lucarinaldi.blogspot.com)