‘Ndrangheta in Lombardia: il processo Infinito

(di Luca Rinaldi)
E’ ripreso ieri, 24 settembre, dopo la pausa estiva il processo scaturito dall’ operazione ‘Infinito’, che nel luglio 2010 portò all’arresto di 174 presunti affiliati alla ‘ndrangheta in Lombardia. Mentre in abbreviato si è già arrivati alle richieste di condanna per 118 dei 119 imputati, nel secondo troncone in rito immediato è iniziata l’audizione dei testi dell’accusa. E’ stato il turno del colonnello Roberto Fabiani, la cui audizione continuerà anche nel corso della prossima udienza.

Il colonnello, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Monza , ha coordinato e partecipato alle attività investigative che hanno portato poi all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa il 13 luglio 2010. Il pm Alessandra Dolci ha interrogato il colonnello Fabiani soprattutto riguardo la genesi dell’indagine e sugli aspetti più generali della vicenda. Per episodi particolari saranno chiamati due colleghi dello stesso Fabiani nel corso delle prossime udienze.

Fabiani ha infatti ricostruito i momenti in cui dalle indagini su un traffico di stupefacenti (Tequila e Tequila Dos) si è passati a capi di imputazione per reati di tipo associativo, per poi ripercorrere tutta la vicenda di Carmelo Novella, dalle mire scissioniste, fino al suo omicidio a San Vittore Olona.

Un’attività investigativa intensa fatta di appostamenti, servizi di sorveglianza e intercettazioni che hanno portato a un fascicolo di quasi 3.000 pagine e alla produzioni di foto e video (tra cui quello dell’ormai famoso summit al circolo Falcone e Borsellino di Paderno Dugnano) che accusa e difese scandaglieranno anche nel corso delle prossime udienze. Si chiariranno anche come si sono delineati i contatti tra gli esponenti delle cosche con gli appartenenti alla Pubblica Amministrazione e anche ad alcuni delle stesse Forze dell’ordine.

L’udienza è entrata nel vivo quando l’avvocato Roberto Rallo, legale di Pino Neri, si è, per l’ennesima volta, scontrato con il collegio giudicante, invocando anche un presunto atteggiamento negativo dei giudici nei confronti delle difese degli imputati. Affermazione che ha addirittura sollevato gli applausi dei detenuti presenti in aula.Il tribunale dovrà pronunciarsi nei prossimi sull’istanza di scarcerazione presentata dai legali dell’ex direttore dell’Asl di Pavia Carlo Chiriaco a causa dei problemi di salute che, scrive il perito nominato dal tribunale “Chiriaco rifiuta il cibo “non tanto in maniera consapevole, quanto per un disinteresse nei confronti della vita”

(lucarinaldi.blogspot.com)

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