Vergogne di Calabria

 

“Onorevole, cosa farà per i poveri?”. “I poveri? Cazzu io non ci avevo pensato”. Cetto La Qualunque, trasposizione in chiave satirica del politico calabrese, ormai superato dalla realtà, risponde così. Perché per i poveri in Calabria va anche peggio. Quanti sono? L’indice di povertà nella regione è del 26%, calcola l’Istat, sette volte in più della Lombardia (appena il 4), e non poteva andare diversamente in una realtà dove solo il 40% della popolazione ha un lavoro e il 42 della famiglie rischia di precipitare nel baratro dell’indigenza. Per i poveri la Regione Calabria, quella degli spot milionari dei Bronzi che giocano a morra e fuggono dal museo, i soldi c’erano, ma sono stati dirottati altrove. E’ una bella inchiesta firmata da Eugenio Furia per il settimanale “Corriere della Calabria” ad informarci che il fondo destinato alle famiglie indigenti è stato “definanziato”. Alleggerito dalla giunta regionale del governatore Giuseppe Scopelliti, che come un Robin Hood alla rovescia toglie ai poveri e al loro “Fondo per le famiglie” per dare ai ricchi e con delibera di somma urgenza. Come se fosse una catastrofe, una calamità imprevista e disastrosa. Un milione e 500mila euro, 2/3 dirottati per “Miss Italia nel mondo”, il resto a Rtl, seguitissima radio privata dei fratelli Surace, calabresi di Vibo Valenzia, per alcune serate sul lungomare. Dove, informa la cronaca, il presidente-governatore Scopelliti, ex golden boy della destra dura e pura poi passato alla corte berlusconiana, si esibisce, tiene serate, mette musica, commenta, invita a ballare e divertirsi. Lo chiamavano “Pappalone”, gli amici, ora a Reggio lo chiamano “PeppeDj”. E i poveri? Che aspettino, la smettano di lamentarsi e leggano bene lo slogan della performance radiofonica di Scopelliti: “No problem. W l’Italia”. E’ la Calabria, il “modello Reggio”: festa, farina, forca e consulenze. Che alla Regione abbondano. Impiegati, dirigenti e funzionari sono un esercito, ma si deve ricorrere a contratti con figure esterne all’amministrazione per svolgere alcune delicastissime e imprescindibili funzioni. Quella di fotocinereporter a disposizione del governatore-visir, ad esempio. E’ uno dei primi atti della giunta Scopelliti. E’ necessario filmare e fotografare le gesta del governatore e allora si sceglie un fotografo reggino molto amico di Scopelliti per una spesa di 41mila 976 euro l’anno. “Senza parametri, leggi o contratti collettivi nazionali”, denuncia il Direr (il sindacato dei quadri direttivi), che protesta anche per gli arruolamenti nell’ufficio stampa della giunta. “Le nomine intuitu personae sono illegittime in quanto in palese violazione delle norme per l’accesso agli impieghi della Pubblica amministrazione e per il conferimento di incarichi di consulenza”, denuncia il sindacato che manda esposti e carte alla Procura della repubblica di Catanzaro e alla Corte dei Conti. Non solo consulenze, ma anche incarichi esterni per dirigenti “comandati” da altre amministrazioni. La Regione Calabria ha in organico 164 dirigenti, ma non bastano, perché ne sono stati aggiunti almeno altri 32 “esterni”, a conti fatti il 19%, molto al di sopra della dotazione prevista dalla legge Brunetta del 2009 che fissava un tetto massimo del 10. Calabria dei miracoli. Dove ad un certo punto la politica vuole emendarsi, la casta di rinunciare a sprechi e privilegi e decide di combattere la piaga delle consulenze. Sconfinata prateria per clientele e sperpero di danaro pubblico. La Regione Calabria è ovviamente dotata di un suo ufficio legislativo, ma non basta, perché il Consigloio regionale ha bisogno di propri “consulenti giuridici”, spesa 200mila euro, che si aggiungono ai “consulenti esperti in attività studi e ricerche in materia giuridica al fine della semplificazione legislativa”, altri 180mila euro. Ma come combattere la piaga consulenze? Con una Commissione, o meglio una Autorità, suona molto meglio e fa impressione, “per la valutazione delle attività di consulenza”. La istituì la giunta regionale precedente di centrosinistra, ma le nomne (tre membri) le ha fatte il centrodestra. Figure di “provata professionalità” e soprattutto autonome dai partiti. Li hanno pescati fra i tanti dirigenti della Regione? No: li hanno chiamati dall’esterno. Per indagare sulle consulenze si nominano nuovi consulenti. Miracoli calabresi. Presidente è il professor Pierpaolo Chiappetta, candidato-trombato alle ultime regionali con la lista “Scopelliti presidente”, vice, Paolo Spadafora, Udc, candidato alle ultime comunali, terzo componente la professoressa Filomena Maria Smorto dell’Università di Messina. Il Presidente incasserà un gettone di 45mila euro l’anno, il 50% dello stipendio di un dirigente, gli altri due membri qualcosa in meno. E’ il modello Reggio che Giuseppe Scopelliti ha esportato in tutta la Regione. Quando era sindaco della Città dello Stretto portò Lele Morta e Valeria Marini (60mila euro per una passeggiatina sul lungomare), Costantino Vitaliano e altri cavalli della scuderia del manager organizzatore dei festini berlusconiani. Festa, farina e forca. E i poveri? “Cazzu io non ci avevo pensato”.