La Francia e le tradizioni militari: che cosa rimane dei cittadini?

(di Martina Castigliani da Parigi)
E se la Francia non facesse più la sfilata militare del 14 luglio per la festa nazionale? Eva Jolie, l’appena eletta candidata per il partito “Europe écologie- Les verts” in Francia, ha osato proporre questo cambiamento il giorno stesso in cui il paese si preparava ai festeggiamenti ufficiali. “ Mi sono immaginata per un attimo che”, ha dichiarato Eva Jolie, anche deputata al Parlamento Europeo, “la sfilata di uomini e forze armate fosse sostituita da bambini, studenti, famiglie e semplici cittadini. Perché la Francia è un paese di cittadini in primo luogo e non più una potenza coloniale che ha bisogno di mostrare la sua grande potenza”. Una provocazione dunque, che non suona come nuova dalle parti della politica francese.
La sfilata militare del 14 luglio è una tradizione storica per la Francia, istituita dal lontano 1880 e ogni anno vede le delegazioni delle forze armate sfilare davanti agli occhi attenti di politici e cittadini. E ogni anno non mancano le discussioni. “Certo la forza militare è importante”, ha affermato la Jolie, “ma non mi sembra che rappresenti al meglio lo spirito del 14 luglio. Sono i cittadini a dover essere al centro”.
Insomma parole che da semplice e annuale polemica si sono trasformate in una provocazione che colpisce al cuore lo stato già provato dai recenti avvenimenti. La fallita spedizione in Libia, che in primavera avrebbe dovuto dimostrare lo strapotere di Sarkozy a livello militare, è solo uno dei tanti presupposti per parlare del grande costo bellico che deve affrontare la Francia in un periodo di crisi generalizzata per l’Europa. Di certo però, quello che sembra ancora intoccabile sono le tradizioni, terreno sacro per un paese che non è pronto a fare passi indietro. Durissime infatti le risposte dei politici francesi che hanno attaccato la Jolie, proprio là dove era più facile ovvero sulla sua doppia nazionalità. È stato infatti niente meno che il Primo Ministro François Fillon il quale ha dichiarato: “Eva Jolie ha una doppia nazionalità, norvegese e francese e per questo non è di certo una persona ad avere una vera cultura delle tradizioni e dei valori francesi.” Affermazioni pesanti, che vanno ad inserirsi nell’annoso dibattito sul razzismo in Francia, proprio quando il 14 luglio di quest’anno era dedicato all’anti-razzismo.
Fillon infiamma dunque il dibattito, facendo ricadere il tutto su una questione di nazionalità e amore per una cultura, quando la questione della Jolie riguardava essenzialmente il diritto di un paese di festeggiare i suoi cittadini e la sua storia senza tirare in ballo l’esercito e il passato coloniale. Ancora una volta la Francia delle tanto sbandierate libertà e diritti mostra la sua rigidità e chiusura, smentendo la sua stessa natura.