Foce Sarno :una speranza di depuratore

(di Marina Bisogno)
Per i cittadini di Torre Annunziata s’infrange di nuovo la speranza di un mare balneabile, come lo era negli anni Sessanta. L’associazione Oplontiamo e l’Usicons hanno organizzato, infatti, un nuovo incontro per discutere del depuratore Foce Sarno (vedi Malitalia http://www.malitalia.it/2011/05/depuratore-sarno-un-progetto-mai-terminato/). “È importante continuare a parlare del problema perché il mare è la più grande risorsa di Torre Annunziata. Non è immaginabile una rinascita cittadina senza partire dal recupero marino” hanno esordito Mena Pagano e Francesco Alessandrella di Oplontiamo, l’associazione (http://www.oplontiamo.com/) nata dalla voglia di un gruppo di ragazzi di recuperare una città completamente abbandonata dalle istituzioni. Il depuratore è sottosequestro perché irregolare. Non solo non è un impianto biologico ad impatto ambientale zero, ma tra il 2006 ed il 2007, è stato utilizzato dal Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania per smaltire percolato, sversandolo in mare. Durante l’incontro sono state ripercorse le tappe drammatiche della storia del depuratore, che stando alle ultime notizie, non entrerà in funzione prima del 2015. L’idea di cui si è discussa è un’eventuale costituzione di parte civile di Oplontiamo all’interno del processo di lavoro instaurato dall’Usicons contro Termomeccanica (TM.E spa), la società che gestisce il depuratore Foce Sarno,e che ha licenziato in tronco Angelo Arpino , il manutentore che denunciò lo sversamento in mare, illegale, del percolato. A tal proposito, è intervenuto l’avv Montefusco che si occupa della tutela di interessi diffusi e si batte con altri legali per la salvaguardia del patrimonio marino. Responsabile, più in particolare, dell’associazione “La costa dei sogni” per il disinquinamento del mare, il legale non ha nascosto la rabbia per un scempio di proporzioni immani. “Le colpe sono tante e generalizzate. In troppi hanno taciuto, e chi ha avuto il coraggio di parlare, ha pagato sulla sua pelle col licenziamento. Il problema è che gli esseri umani hanno smarrito il rispetto della sacralità della natura, dimenticando che sono ospiti del Pianeta, non padroni”. Un incontro per sensibilizzare i più, per continuare a discutere, dunque, e per vagliare le prossime mosse.