Delegazione del Pd al porto di Gioia Tauro

Il Porto di Gioia Tauro sta attraversando una crisi senza precedenti. Più di 400 lavoratori rischiano il posto di lavoro sotto l’indifferenza del governo nazionale e dei rappresentanti politici regionali. Le richieste per ridare linfa allo scalo sono sempre le stesse da tempo: Mct (Med Center Container Terminal) deve comunicare come intende rilanciare; il governo deve prendere dei provvedimenti per il transhipment italiano; gli effetti del “programma quadro” devono essere tangibili. I sindaci dei 33 comuni della Piana di Gioia Tauro hanno partecipato alla manifestazione e tutti, a prescindere dal colore politico, hanno chiesto che i rappresentati politici regionali intervengano al più presto. Ma dalla Regione e dalla Provincia di Reggio Calabria, ad una manifestazione che ha raccolto i vertici  anche dei sindacati – uniti in questa battaglia – si è registrata solo la presenza del consigliere provinciale Rocco Sciarrone, la telefonata rassicurante del consigliere regionale con delega ai trasporti, Fausto Orsomarso e la visita del suo collega Candeloro Imbalzano. Orsomarso ha promesso ai primi cittadini di chiamarli a breve per un tavolo di confronto. È stata la delegazione parlamentare del Pd a spendersi per il porto gioiese.

Alla manifestazione prima e all’incontro nel Comune di San Ferdinando poi,  c’erano Luigi De Sena; Ludovico Vico; Rosa Calipari; Doris Lo Moro; Marco Minniti: Maria Grazia Laganà; Nicodemo Oliverio e Demetrio Battaglia. I big del Partito democratico hanno ascoltato le richieste dei rappresentanti sindacali, richiamando anche i politici calabresi a battere i pugni sui tavoli romani. «Condividiamo la piattaforma dei sindaci – ha affermato Minniti – e la portiamo in parlamento. Avremmo voluto che questa battaglia fosse di tutta la delegazione calabrese». Ed ha aggiunto: «Se ognuno dice a Roma quello che dice in Calabria siamo più forti». Dal tavolo dei democrats, dunque, il richiamo ad una maggiore partecipazione dei calabresi: «La vertenza è di tutta la Calabria» ha concluso Minniti. Discorso condiviso anche dalla Lo Moro. «Depositeremo un testo anche alla Camera – ha sottolineato – abbiamo scelto la strada della risoluzione. L’obiettivo finale è quello di coinvolgere l’aula parlamentare a prescindere dall’appartenenza politica». Il deputato calabrese del Partito democratico, Franco Laratta, ha sollecitato il governo: «Chiediamo a Berlusconi e Tremonti di fare della vertenza di Gioia una vertenza nazionale. Non si tratta di una semplice vertenza in difesa di posti di lavoro, quanto del rilancio del porto, che condiziona l’economia dell’intera regione. Il Governo intervenga con il ministro dell’economia o direttamente con Palazzo Chigi». Ma l’assenza di buona parte dei politici calabresi – sindaci a parte – la dice lunga sulle richieste al governo centrale e sui tempi di risoluzione del caso. Oggi sembra solo che la situazione sia esplosa, proprio perché la crisi è sotto gli occhi di tutti da diverso tempo. Ma pochi hanno saputo dare risposta ai lavoratori, così come scarso è stato l’interesse per un settore che nutre l’economia regionale. E, nonostante questo, non attira l’attenzione dei rappresentanti politici regionali.