Vivere la città, volontariamente.

Botta e risposta con due volontari che ci raccontano un po’ del loro mondo e del loro rapporto con il nostro territorio.

 Un piccolo esercito di volontari si muove nel comune di Guidonia: uomini e donne che lavorano nei settori più disparati (dall’ambiente alla sanità) per migliorare la vita degli oltre 85.000 abitanti del terzo comune del Lazio. Ne abbiamo ascoltati due, per capire un po’ meglio quali siano i loro obiettivi, il loro spirito e le difficoltà che devono fronteggiare. Stefano Innocenti è un volontario che non ti aspetti. Da anni infatti unisce alla professione di avvocato l’impegno nel sociale; co-fondatore delle associazioni Avis e “Attenti al lupo”, che si occupa di famiglia e diritti dei minori, lui non ha dubbi: «l’esperienza di volontario nasce da un percorso formativo; servire gli altri è un po’ come servire se stessi». Le qualità irrinunciabili?  Occorre «passione, coerenza nei principi, serietà: le persone devono sapere di poter contare su di te…e non è una cosa facile». Una difficoltà? Servirebbe una maggiore coordinazione tra le varie forze di volontariato che operano sul territorio, e che «offrono potenzialità enormi per la città». Un’ altra storia che trasmette autentica passione è quella di Mara. Lei, ingegnere nella vita, da 5 anni è volontario nel settore sanitario. Un interesse nato quasi per caso, ed alimentato da un vissuto che ha reso l’aiutare chi è in difficoltà un istinto naturale. «La felicità che torna indietro è di gran lunga superiore allo sforzo impiegato», spiega. E di Guidonia racconta: «la mancanza di servizi adeguati rende questa realtà ancora più alienante; è per questo che spesso l’associazione di volontariato diventa un punto di aggregazione. Ci vorrebbe maggiore sensibilità da parte delle amministrazioni: un interesse che vada ben oltre quello elettorale. Ma il sapore della sfida non fa che aumentare la voglia di mettersi in gioco».